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“A Lerici legge il mare” si parlerà della Moby Prince e dell’esodo albanese, trent’anni dopo. E di “Quale futuro delle attività legate al mare?”

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Tempo di lettura: 3 minuti

Pomeriggio e serata clou oggi sabato a Lerici legge il mare, con un seminario e due rievocazioni di due accadimenti entrati nella storia di mare e non solo. La manifestazione si svolge nelle tensostrutture di Piazza Garibaldi.

Per oggi alle 17.30 è in programma il Seminario “QUALE IL FUTURO DELLE ATTIVITÀ LEGATE AL MARE?”, che nasce da questa premessa: “Lerici e la Liguria da sempre hanno legato la loro economia al mare; la navigazione e la portualità potranno dare ancora un impulso al lavoro e uno sbocco professionale alle giovani generazioni? Con un occhio di riguardo a sicurezza e ambiente”.

Ne discuteranno Luigi Merlo– Presidente Federlogistica, Stefano Sarti– Presidente Legambiente La Spezia, Mario Sommariva– Presidente Autorità di Sistema Portuale Mar Ligure Orientale, Egidio Tessoni – Comandante Marina Mercantile. Introduce e modera Laura Ivani, del Secolo XIX”.

Il seminario sarà preceduto alle 15.30 da LORENZO BONO che racconterà “Tre Oceani” l’impresa di Francesco Aurelio Geraci, primo italiano che in epoca moderna ha compiuto un giro del mondo in barca a vela. Partito nel 1932 ha completato la sua circumnavigazione dopo quasi tre anni una barca in legno di 10 metri, senza motore e senza radio. Introdurrà Attilio Cozzani.

Subito dopo, con inizio alle 16.30 ci sarà la prima rievocazione, in questa edizione, di quella che trent’anni fa avvenne la più grande tragedia della nostra Marina mercantile. La ricordiamo. La sera del 10 aprile 1991 il traghetto di linea Moby Prince, in partenza dal porto di Livorno e diretto a Olbia, entrò in rotta di collisione con la petroliera Agip Abruzzo, all’ancora in rada, provocando un incendio in cui persero la vita 140 persone. La causa dell’incidente venne attribuita fin da subito a un errore del comandante della Moby Prince,

Ugo Chessa, spezzino di nascita, morto con la moglie nel disastro, e ad una fitta nebbia improvvisa. Ma FEDERICO ZATTI, giornalista RAI, con “Una strana nebbia” ricostruisce con dovizia di particolari quanto accaduto quella notte cercando di far luce sui molti interrogativi rimasti aperti. Introduce il giornalista Enzo Millepiedi.

L’ultimo appuntamento, anche questo nel trentennale del suo accadimento, sarà alle 21,15 per l’incontro: “30 ANNI DALL’ ESODO ALBANESE”. Lo rievochiamo: Trent’anni fa, il 7 Marzo 1991, all’orizzonte di Brindisi si materializzano due grandi navi provenienti dall’Albania con a bordo 6.500 persone, sistemate in ogni posto immaginabile. Le autorità italiane le lasciarono passare perché non sarebbe stato possibile lasciare in mare a lungo così tante persone in quelle condizioni. L’arrivo in porto delle navi, uno dei ricordi che rimarrà impresso nella memoria degli Italiani, fece il giro del Mondo. In poco tempo arrivarono altre navi e barche di tutti i tipi, da cui sbarcarono tra le 18.000 e le 27.000 persone. Inizio dell’emigrazione in Italia degli Albanesi, una comunità ormai ben integrata.

Ne parleranno: Julian Topcija, Presidente dell’associazione At Gjergj Fishta, Besnik Mustafaj– Scrittore, Giuseppe Maria Durazzo– Console Onorario d’Albania a Genova. Sono previste anche le testimonianze di chi era a bordo di quelle navi. Modererà Filippo Paganini, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Liguria.

Lerici legge il mare si aggiornerà quindi a domani domenica giorno conclusivo della decima edizione.

Nella foto sopra il titolo: Federico Zatti, il giornalista della Rai che ha indagato sulla tragedia della Moby Prince raccogliendo nel libro “Una strana nebbia” il risultato delle sue disarmanti ricerche per tentare di arrivare alla verità che si attende da trent’anni.

 

 

Nelle foto in alto il Presidente dell’Autorità di Sistema del Mar Ligure Orientale Mario Sommariva e il Presidente di Federlogistica Luigi Merlo, già Presidente dell’Autorità portuale di Genova

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