Bologna – Kkcg, la holding d’investimento del ceco Karel Komárek, ha reso noto di aver depositato un ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c. e art. 2378 c.c., a Bologna per congelare la nomina del nuovo consiglio d’amministrazione e il nuobo vertice del gruppo.
Il controllo di Ferretti, attualmente in capo a Fih/Weichai, sarà dunque al vaglio della Sezione Imprese del Tribunale di Bologna chiamati a decidere se bloccare subito l’operatività del CdA attuale e ordinare il riconteggio dei voti assembleari.
Già dopo la vittoria all’assemblea degli azionisti della lista cinese guidata da Weichai (39,5% di Ferretti tramite Fih), Kkcg ha chiamato, come aveva annunciato il 14 maggio scorso, in causa il Governo italiano sostenendo che sono state violate le norme sul Golden Power. Kkcg accusa Weichai di non avere rispettato gli obblighi di notifica previsti dal Golden Power.
Ciò in quanto la rilevanza strategica di Ferretti non si limita alla leadership nei superyacht di lusso, ma risiede nella progettazione di piattaforme marittime altamente sofisticate con applicazioni dual-use (civile/difesa), un patrimonio ingegneristico che ha valore per la sicurezza nazionale.
La mancata notifica avrebbe dovuto congelare il diritto di voto della cordata cinese consentendo così a Kkcg Maritime di raggiungere la maggioranza assoluta, assumendo così la guida del CdA e del Collegio Sindacale.
Si tratta inoltre, secondo il gruppo del miliardario ceco, di una questione di trasparenza per la quale nel ricorso si ipotizza l’esistenza di presunti patti parasociali e non comunicati al mercato tra Weichai e altri soci legati a Pechino che avrebbero agito in modo coordinato violando le regole delle società quotate.
L’urgenza del ricorso ex 700 cpc è indicata da Kkcg infine dal fatto che la gestione operativa del nuovo board esporrebbe l’azienda a un rischio imminente e irreversibile: quello del potenziale trasferimento o l’integrazione di dati, segreti industriali e tecnologie marittime sensibili verso l’estero.




