MARINA DI CARRARA – “Specializzazione e identità portuale: Marina di Carrara e la sfida della competitività Mediterranea” è il tema che ha riunito operatori e istituzioni in occasione delle celebrazioni del primo decennio di attività nel porto apuano del gruppo di logistica integrata Grendi.
Ad avviare i lavori del convegno i saluti istituzionali, tra gli altri, del sindaco di Carrara Serena Arrighi. Un momento particolarmente atteso ha visto un costruttivo dibattito alla tavola rotonda con la presenza anche dell’on. Marco Simiani Membro dell’ VIII commessione ambiente e territorio della Camera, Bruno Musso Presidente del Gruppo Grendi, Antonio e Costanza Musso amministratori delegati, Bruno Pisano presidente ADSP, Michele Giromini del gruppo Dario Perioli e on. Maria Grazia Frijia, membro della IX commissione trasporti della camera e vicesindacodel Comune della Spezia. Tra i messaggi più significativi emersi, è stata sottolineata l’importanza della cooperazione tra tutti gli operatori del sistema per favorire una crescita condivisa di imprese, territori e comunità, attraverso una solida alleanza tra pubblico e privato.
È emersa inoltre la necessità di integrare in modo sempre più efficace le esigenze delle città e dei porti, promuovendo uno sviluppo armonico e sostenibile.
Nuovi corridoi e sfide globali: l’analisi SRM del traffico merci
La geopolitica sta ridisegnando rotte, mercati e catene del valore, riportando il Mediterraneo al centro degli equilibri economici globali. Nel nuovo scenario competitivo non saranno protagonisti solo i grandi hub ma anche i porti medi e piccoli possono creare valore se integrati con le filiere produttive, i territori e le reti logistiche. L’efficienza logistica sarà il principale fattore competitivo dei prossimi anni: tempi, connessioni, digitalizzazione e interoperabilità peseranno sempre più della sola dimensione infrastrutturale.
Queste le principali conclusioni dell’intervento di Alessandro Panaro, capo servizio trasporti e logistica SRM, Centro Studi e Ricerche che ha messo in luce come, a fronte dell’elevato stress delle supply chain globali (blocco dello stretto di Hormutz in primis), evidenza di un sistema globale ancora fragile e volatile, e dei driver politici e regolatori delle diverse aree geografiche sia in atto di riallineamento di rotte e alleanze per l’aumento dei costi di trasporto e assicurativi. Emergono quindi il corridoio Imec che collega l’India all’Europa passando dal Medio Oriente, l’aumento dei treni merci in Cina, la rotta che collega l’Asia orientale al Nord Europa attraverso l’artico (riducendo i tempi di navigazione fino al 40%) e la crescita dei traffici e collegamenti Italia-Nord Africa. I nuovi modelli operativi puntano su navi sempre più grandi (si prevede che entro il 2028 aumentino del 40% le navi sopra i 15.000 TEU), porti sempre più green e smart, maggiore intermodalità ferrovia-mare-strada e più efficienza logistica.
Il 90% del commercio globale in volume (e il 70% in valore) viaggia via mare e una quota tra il 12 e il 20% passa dal bacino del Mediterraneo. Aumentano le rotte Intramed con una forte concentrazione dei principali operatori.
L’Italia è il secondo paese europeo per traffico marino e l’elevata centralità del sistema portuale nazionale rende il paese particolarmente esposto ai costi di decarbonizzazione e all’impatto dell’ETS.
Il sistema portuale italiano è solido e nel 2025 è cresciuto sia per totale merci movimentate (più di 510 mln ton, +3,5% vs 2024, di cui il 47% rinfuse) che passeggeri mentre l’import-export italiano via mare nel 2025 è stato pari a 312 mld €. In particolare l’Italia nello short sea shipping è leader nella UE27 con 304 milioni di tonnellate di merci trasportate ed è quindi un hub strategico dei traffici marittimi.
In questo scenario il Porto di Marina di Carrara è all’8° posto tra gli scali italiani (esclusi i porti principali) per traffico Ro-Ro, 11° per traffico rinfuse solide e 3° per traffico container.
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