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Da Milano è emersa la volontà politica di rilanciare gli Stati Generali della Logistica del Nord-Ovest

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Milano – Stavamo per uscire dal tunnel della crisi pandemica, e il PNRR sarebbe stato la soluzione, un trampolino di lancio verso la ripresa dello sviluppo – ha osservato Guido Nicolini, presidente di Confetra e, invece, prima l’inflazione e la scarsità post-pandemica, poi la guerra e, ora sullo sfondo, i costi della transizione ecologica.

Eventi che – ha proseguito – hanno resettato la prospettiva e costringono gli operatori dell’economia produttiva e della logistica a stringere una concertazione per farvi fronte. A Guido Nicolini ha fatto eco Betty Schiavoni, Presidente di ALSEA: “La situazione generale del Paese, e direi del mondo, è in uno stato di flusso, ma non ha senso attendere che si stabilizzi, anche perché non sappiamo quando lo farà. Dobbiamo invece accelerare la realizzazione degli impegni che sono stati presi da anni e che rafforzando l’efficienza del sistema sono utilissimi ora”.

Per Betty Schiavoni proprio dallo Shipping Forwarding&Logistics meet Industry  – che si è chiuso a Milano con un bilancio di 4mila partecipanti, 120 relatori e 65 partner – sono emerse indicazioni positive come per esempio la volontà politica, espressa dai tre assessori ai trasporti Terzi, Gabusi e Benveduti, di rilanciare gli Stati Generali della Logistica del Nord-Ovest per arrivare a un coordinamento continuo delle azioni, agendo a livello di governance come una macroregione, cosa che il nord-ovest, industrialmente e logisticamente, lo è già di fatto”.

Riccardo Fuochi, Presidente di The International Propeller Club Port of Milan, ha dato le prime indicazioni assicurando che “i nostri associati sono caratterizzati di una forte proiezione internazionale e da una propensione direi naturale verso l‘intermodalità, a servizio della catena di fornitura e di valore, globali. Ebbene dalle diverse sessioni è emerso che l’economia globale sta cambiando, tra regionalizzazione, accorciamento delle catene, ritorno del primato della geopolitica e della potenza in senso totale, non solo economico”.

E che “non è possibile affrontare questi fenomeni con aggiustamenti minori, le catene devono essere riprogettate, dall’approvvigionamento alla produzione alla distribuzione. Questo va fatto in collaborazione tra industria e logistica, ossia la filosofia che sottende Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry. Abbiano un anno davanti per avviarci su questa strada. Alla prossima edizione, speriamo, i primi risultati”.

La sfida resta quella insomma di un equilibrio da trovare tra i diversi fattori: la decarbonizzazione, la sicurezza energetica attuale e futura, la spinta alla sostenibilità  dell’industria e della logistica, equilibrio da trovare che è stato il fil rouge delle tre giornate milanesi.  Una sfida ancora più impegnativa perché l’equilibrio deve fare i conti con una evidente instabilità provocata da due crisi epocali, quella pandemica e quella bellica “la cui evoluzione è impossibile da prevedere”. 

Fonte: Seareporter

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