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Dalle ceneri del Falconara, a cento anni dallo scoppio, risorge la statua della Fenice con lo sguardo sul Golfo

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LERICI – Si è concluso con la proclamazione del vincitore il concorso di idee per l’ideazione di un progetto commemorativo dello scoppio di Falconara di cui quest’anno ricorrono i cento anni.

Sarà il professor Antonio Luigi De Paoli, illustre artista pavese che vanta opere esposte in tutto il Paese, a realizzare la statua che sarà posizionata a Falconara il prossimo settembre in occasione delle celebrazioni. La commissione, costituita per volere dell’amministrazione da un giornalista, Paolo Ardito direttore del Secolo XIX; da un esperto d’arte, il prof. Luigi Silvestri, e da un esperto di storia locale, Emilio Tincani, ha scelto il progetto di De Paoli tra i dodici partecipanti presentatisi in modo anonimo al concorso, ottenendo un punteggio nettamente superiore agli sfidanti. Il progetto vincitore, che si è aggiudicato il premio di 5mila euro, si intitola “La metamorfosi della Fenice”.

Il concept alla base del progetto è quello legato ai cicli di morte e rinascita naturali ed evolutivi. La fenice che risorge dalle proprie ceneri è intesa dall’autore come simbolo di resilienza sia umana che ecologica: nel caso dello scoppio della polveriera di Falconara la resilienza umana ha aiutato le persone coinvolte ad affrontare la tragedia uscendone rafforzati; quella ecologica sta nella capacità di un ecosistema di ritornare allo stato iniziale dopo aver subito modificazioni. La vegetazione si è riappropriata dello spazio tornando ad essere centrale nel contesto.

L’opera, che raffigura una Fenice catturata nell’istante in cui si trasforma in un albero di ulivo simbolo di pace e rinascita, è una metamorfosi in compimento, solo la sua ala sinistra ha preso la forma dell’albero in cui le piume si confondono con rami e foglie.  La statua sarà realizzata in bronzo con effetti rossastri per la Fenice per poi virare verso tonalità più dorate per l’ulivo; sarà alta due metri e sarà posizionata su una base di cemento nell’area verde del parco di Falconara, rivolta verso il mare. “Amo le sfide, i progetti e i concorsi sono sempre sfidanti per me che amo creare opere che diano emozioni: non solo arte decorativa ma che sia un viatico per comunicare concetti agli osservatori.

L’arte deve essere sempre viva” così commenta la vittoria De Paoli, che continua: “Anche dietro alle tragedie c’è una speranza di evoluzione ulteriore, senza il pensiero positivo, non c’è speranza, non c’è futuro, per questo la resilienza era importante da sottolineare in questo caso, per trasformare la tragedia in un occasione di bellezza”.

“Ho sempre ritenuto la memoria dello scoppio di Falconara come un aspetto importantissimo per la nostra comunità. La mia amministrazione ha sempre valorizzato questo ricordo celebrandolo tutti gli anni e nel centenario non poteva mancare un simbolo concreto che rimanesse nel tempo. Spero che questo mio desiderio sia condiviso e gradito da tutti i miei concittadini” è invece il commento del sindaco Leonardo Paoletti.

Nella foto l’immagine di San Terenzo devastato nel 1922 dallo scoppio del forte-polveriera sulla collina del Falconara

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