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Dopo Civitavecchia, con Rif Line, che collega direttamente l’Italia con la Cina, il porto di Salerno si apre” verso Oriente. E a gennaio con il Golfo del Bengala-Bangladesh

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Tempo di lettura: 3 minuti

Salerno – Rif Line Group, azienda italiana leader della logistica con sede principale a Fiumicino, già presente in 52 diversi Paesi del globo, prosegue il suo piano di espansione. L’obiettivo è quello di essere “una porta aperta sul mondo” partendo proprio dai porti italiani, dando valore aggiunto al territorio.

Dopo la strategica tratta inaugurata a Civitavecchia, che collega l’Italia all’Oriente senza scali intermedi, Rif Line approda ora anche a Salerno. Un esordio importante, per il Sud Italia, che avverrà nel giro di poche settimane, in occasione del primo scalo della nave Green Ocean, la moderna unità del 2020, veloce e sicura, scelta dallo spedizioniere per la sua capacità di coniugare i bisogni del mercato con la sostenibilità ambientale.

L’annuncio della nuova “base operativa salernitana” è la prova dell’ennesima “scommessa” vinta da parte di Rif Line. L’importante player delle spedizioni, infatti, ha da poco investito su un proprio servizio di linea, in grado di mette in contatto diretto i porti di Shanghai e quello di Civitavecchia. Una tratta rivoluzionaria e necessaria per le attuali nuove esigenze legate al trasporto delle merci, che permette di “accorciare la distanza” tra Cina e Italia. A distanza di poco tempo dal varo, con l’arrivo del primo carico a Civitavecchia, complice l’immediato feedback fortemente positivo ricevuto dal mercato, Rif Line ha potuto subito organizzare e annunciare ufficialmente un doppio potenziamento del proprio servizio di linea (aggiungendo una nuova destinazione strategica: quella di Shenzen), l’incremento della sua flotta (già composta dalla Iberian Express e la Cape Flores) con l’ingresso della Green Ocean e, ora, il nuovo scalo a Salerno.

Civitavecchia, dunque, non sarà l’unico scalo italiano della linea attivata da Rif Line. La “rotazione” prevista fra la Cina e l’Italia vedrà presto protagonista anche la Campania, per rivolgendosi direttamente anche ai fornitori e caricatori del Mezzogiorno. Una decisione, quella dello spedizioniere italiano, mirata visto che lo snodo è iscritto nella I classe della II categoria dei porti marittimi e riveste un ruolo significativo per il sistema industriale e commerciale del Centro-Sud e per la movimentazione dei container. Non è un caso, infatti, che la Commissione Europea, in concomitanza con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), si sia recentemente espressa favorevole a concedere nuovi finanziamenti per interventi infrastrutturali dello scalo dopo aver appurato la realtà portuale salernitana, caratterizzata da efficienza, sicurezza e dinamismo.

«La scelta di operare anche da Salerno – spiega Francesco Isola (nella foto), amministratore delegato della società di spedizioni – fa parte di un più ampio progetto che stiamo concretamente sviluppando e portando avanti con impegno: quello di fornire maggiori servizi ai clienti e di essere sempre più vicini alle aziende del territorio. Abbiamo costruito un network internazionale forte, diffuso, capillare in particolare in quelle aree nelle quali il commercio internazionale è maggiormente in crescita. Siamo presenti con personale specializzato, numerosi uffici diretti e uffici di rappresentanza».

«Siamo soddisfatti della decisione presa da Rif Line di inserire Salerno Container Terminal come secondo scalo italiano sulla rotta diretta tra la Cina ed il nostro Paese. – Aggiunge Agostino Gallozzi, presidente Salerno Container Terminal S.p.A. – Rif Line rappresenta una sfida molto interessante ed ambiziosa, assunta da una compagine italiana, motivata dalla propria esperienza a servizio di un mercato che attualmente vive una fase di tensione sulla disponibilità di stiva e che cerca soluzioni alternative. Saremo felici di mettere a disposizione della linea gli strumenti operativi del terminal, per soddisfare le esigenze di importatori ed esportatori con una offerta di servizi tailor made».

A gennaio, inoltre, Rif Line inaugurerà un nuovo collegamento, questa volta con il Bangladesh (dove la società ha due sedi, a Chittagong e Dhaka). Una tratta caratterizzata da un transit time di 16/18 giorni e con partenze regolari ogni 20 giorni. Un traguardo importante visto che il Paese sito sul Golfo del Bengala sta ora diventando il nuovo polo manifatturiero asiatico. Non solo, tornando in territorio italiano, ci sarebbe allo studio anche l’idea di servirsi, in un prossimo futuro, anche di un porto del Nord Italia. «Dopo l’esperienza causata della pandemia, dove a fare la differenza per non chiudere in perdita è stata la tipologia di merce trattata – aggiunge Isola – è ormai chiaro che alcune aree diventeranno sempre più fondamentali per il settore e noi, come società, guardiamo al futuro, puntando a crescere sempre di più».

 

«Con un team che vanta più di dieci anni di esperienza – chiude l’amministratore delegato Rif Line – siamo un network internazionale in cui, ogni giorno, oltre 1000 persone lavorano per la movimentazione delle merci dei nostri clienti. Da qualunque paese del mondo, verso qualunque paese del mondo. Soprattutto, Rif Line è passione: per il lavoro, per l’innovazione, per la qualità. RifLine è cuore italiano e Valore globale».

 

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