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Due anni di lavori per il recupero dell’Hennebique, l’ex silos granario di architettura liberty, nel porto di Genova

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Tempo di lettura: 3 minuti

Genova – Al via il cantiere per il recupero dell’Hennebique di Genova, l’ex silos granario di architettura liberty costruito nel 1901 e in abbandono da oltre cinquant’anni.

Occorreranno due anni di lavori per terminare il tutto entro la fine del 2023. Un investimento di 130 milioni, secondo quanto riferito da Cristian Vitali, architetto e amministratore delegato di Vitali spa, gruppo lombardo attivo nel settore real estate e delle grandi infrastrutture .

Gli oltre 40 mila metri quadrati di superficie verranno convertiti in strutture ricettive, uffici e servizi dedicati alle attività crocieristiche. L’innovazione tecnologica dei processi, i macchinari di ultima generazione e la specializzazione nel settore, consentiranno a Vitali spa di gestire le attività di cantiere minimizzando l’impatto ambientale e seguendo i principi dell’economia circolare e della sostenibilità.

L’Hennebique è stato il primo edificio in Italia a essere stato costruito, tra il 1899 e il 1901 utilizzando il brevetto del calcestruzzo armato a vista. Un’innovazione edile straordinaria per l’epoca che venne applicata, a sua volta, da Francois Hennebique, da cui, non a caso, l’edificio riprende il nome.

L’impianto fu pensato fin dal principio come un vero e proprio automa industriale capace di “ingerire” e insaccare quantitativi massicci di granaglie. Non da ultimo, il collegamento diretto con due binari ferroviari permetteva un rapido trasferimento della merce e sigillava l’indispensabile collegamento terra-mare.

Cristian Vitali spiega: «Hennebique darà  ottimi risultati in termine di ritorno di investimento. Il nostro progetto ne valorizza le caratteristiche ed è rispettoso della storia pur arricchendolo con infrastrutture digitali. Sarà una macchina domotica rispettando i principi Esg».

Sono quattro le funzioni principali dei 45 mila metri quadrati: la torre centrale sarà dedicata al “blue innovation forum” (12 mila mq), che ospiterà uffici, sarà sede delle partecipate della Regione Liguria, ma anche di uno spazio per meeting, congressi e un centro ricerche, dotato delle tecnologie più innovative.

La nuova stazione marittima, un secondo terminal crociere, occuperà i primi due piani (circa 6 mila mq) oltre a 4 mila metri quadri di servizi dedicati ai crocieristi. Stazioni Marittime ha sottoscritto un contratto di locazione ventennale. In tutto ciò si inserisce anche l’allungamento della banchina di Levante di Ponte dei Mille, che consentirà di aumentare di più del 50% i flussi crocieristici a Genova.

Federico Solimena, presidente di Stazioni Marittime spa conferma la centralità della struttura: «L’adesione al contratto è stato deliberato all’unanimità. Quel riempimento di 15 metri tra il muro perimetrale e il mare consente una maggiore sicurezza per sbarco e accosto». L’a.d. Edoardo Monzani annuncia che presto potrebbe essere presentato un progetto per acquisire ulteriori spazi;: «Abbiamo avuto un 2020 disastroso. Nella seconda metà del 2021 ci attesteremo attorno ai 400 mila passeggeri, ma nel 2019 eravamo a quota 1,4 milioni. Questa realizzazione ce li farà superare. La ricaduta sul territorio è di 300 milioni euro all’anno che possono essere aumentati».

La parte ricettiva sarà concentrata nelle due ali laterali dell’edificio. L’hotel sarà un quattro stelle del Gruppo Una (catena alberghiera italiana di proprietà Gruppo Unipol spa), rivela Vitali: «Abbiamo preferito puntare su un brand italiano e di qualità, visto che questa era la richiesta delle compagnie crocieristiche. Inoltre sul tetto sono previsti la piscina dell’hotel, spazi di ristorazione diversi sia per cibi sia per tipologie di utenza». L’hotel (13 mila mq) avrà 200 camere. I ristoranti saranno aperti anche al pubblico esterno e raggiungibili con ingressi dedicati.

L’altra ala ospiterà le “student house” (10 mila mq) ossia mini appartamenti dedicati soprattutto agli studenti universitari, ma anche a docenti e ricercatori: 250 i posti letto. Saranno attive 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, con spazi di coworking, dando così anche un servizio di sorveglianza.

Il complesso sarà diviso quindi in tre settori, il centrale e le due ali. Maurizio Tosi, partner di Starching Milano, spiega: «Per quanto riguarda la riqualificazione della facciata abbiamo eliminato le parti aggiunte più recenti per riportarla all’ordine originale. La parte di edificio non più recuperabile sarà svuotata con la creazione di due corti che saranno il cardine della flessibilità dell’Hennebique».

L’intervento ha previsto anche uno studio della permeabilità dell’edificio. Le funzioni commerciali/pubbliche sono state posizionate al piano terra per permettere un’efficace
funzionalità dell’edificio come attrattore di quartiere. L’inserimento di due nuovi volumi con struttura portante in acciaio e corti centrali permettono l’ingresso della luce naturale in tutti gli ambienti. Contestualmente, la volumetria sottratta dalla creazione delle corti viene traslata in copertura con la creazione di nuovi volumi vetrati.

(Fonte Business Journal Liguria)

 

 

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