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Evento nel Golfo della Spezia: parte domani la nuova campagna di scavi archeologici al Tino, l’isola della luce

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Tempo di lettura: 3 minuti

Sarà una data importante quella di domani, lunedì 23 agosto per l’isola del Tino. Importante perché segnerà l’inizio di una nuova (e da molto tempo non effettuata) campagna di scavi archeologici che si svolgerà fino al 24 settembre, per un mese intero.

I nuovi scavi sono finanziati dal Ministero della Cultura (Mic) attraverso la Soprintendenza Archeologia della Città Metropolitana di Genova e la Provincia della Spezia con un importo assegnato di 50mila euro. L’intervento era stato chiesto dall’ex Soprintendente Vincenzo Tiné e confermato dall’attuale dirigente Manuela Salvitti in accordo con Luigi Gambaro, archeologo responsabile del Comune di Porto Venere. Lo scavo si svolgerà sotto la direzione scientifica della di Aurora Cagnana, archeologa in servizio nella Soprintendenza. Un’équipe di sei archeologi parteciperà ai lavori, col coordinamento sul campo di Luca Parodi della Ditta “Viarengo e Tiscornia”.

Un cenno dovuto è che queste ricerche non sarebbero state possibili senza l’aiuto della Marina Militare e in particolare dell’Ammiraglio Giorgio Lazio, del Comandante Roberto Palì, del Comandante Alessandro Cirami e di Elisabetta Cesari, presidente della Associazione “Amici dell’isola del Tino odv”. Non – si precisa opportunamente – una semplice collaborazione ‘di rito’, fra enti dello Stato e volontariato, ma molto di più, perché hanno sempre dimostrato un autentico interesse per la storia dell’isola.

Lo scopo della campagna di scavi è duplice:

1) conoscere meglio e in modo più approfondito la storia più antica dell’occupazione dell’isola. A tale scopo si indagherà l’area sotto il monastero romanico, dove si trovano i resti di diverse strutture murarie, alcune ancora enigmatiche per funzione e datazione. A tale scopo, oltre alla ripulitura dell’area, si prevede anche lo spostamento di resti murari crollati, mai rimossi durante gli scavi degli anni Cinquanta eseguiti da Leopoldo Cimaschi dell’Istituto di Studi Liguri e del 1987, eseguiti da Alessandra Frondoni, dell’allora Soprintendenza Archeologica. L’ipotesi è che al di sotto di questi manufatti si possano trovare stratificazioni ‘intatte’ nel senso che non sono state mai scavate.

2) Le nuove conoscenze che si spera di acquisire avranno come scopo l’organizzazione di un’area archeologica più ricca e più agevole di quella attuale, dato che l’ingombro dei crolli pone oggi diversi ostacoli ai visitatori. L’eventuale ritrovamento di ulteriori reperti verrà certamente ad arricchire l’Antiquarium archeologico allestito nel 2018 nei pressi del Faro.

Come è noto l’isola del Tino fu abitata sin dall’antichità e molte sono le tracce e i reperti del passaggio dell’uomo sulla sua superficie, ancora oggi visibili e visitabili. Così muri, pavimentazioni, cisterne romane, edifici sacri, monete, armi, epigrafi, lastre tombali, tombe, terrecotte e ceramiche raccontano di una vita intensa di cui si ha memoria anche in molti documenti scritti. E una nuova pagina verrà scritta grazie ai nuovi scavi archeologici condotti dalla Soprintendenza e diretti dall’archeologa Aurora Cagnana.

“Esprimo sincera soddisfazione per l’inizio dei lavori di scavo che potranno in prospettiva ampliare l’offerta culturale dell’Isola affidata alla responsabilità della Marina Militare”, commenta l’ammiraglio di Squadra Comandante Marittimo Nord Giorgio Lazio, a cui va il sentito ringraziamento da parte della Soprintendenza e del territorio, per il suo costante impegno nel preservare e tutelare l’isola facendola diventare isola laboratorio di ricerca e di solidarietà.

“Tre anni fa sembrava un grande risultato il ritorno dei reperti archeologici all’isola del Tino. Ora abbiamo nuovi scavi e grandi restauri. Abbiamo operato perché questo accadesse con sinergie straordinarie tra Soprintendenza, Marina Miltiare e Volontariato: una nuova importante avventura inizia per l’isola di luce, da far conoscere e condividere con gli studenti e con tutti coloro che la visiteranno”, dice la presidente dell’Associazione “Amici dell’isola del Tino odv” Elisabetta Cesari, da anni impegnata a favore dell’isola, per la sua salvaguardia e per farla conoscere insieme al Cai e ad altre associazioni a scuole e a organizzazioni che ne facciano richiesta alla Marina Militare.

 

 

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