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Forse non tutti sanno che fu il Golfo della Spezia la culla degli idrovolanti e dell’Aeronautica

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Il 27 settembre scorso abbiamo dato la notizia della nascita del Circuito degli Idroscali Storici d’Italia per iniziativa dell’Associazione Aviazione Marittima Italiana da tempo è impegnata in un’attività tesa a recuperare la memoria delle almeno trenta basi storiche degli idrovolanti sparse in tutta la Penisola.

Nel passaggio successivo si ricordava che “Dall’inizio del ‘900 e fino agli anni ’30-40, infatti, città come Orbetello, Bracciano, Desenzano del Garda, Varese, Brindisi, Taranto e molte altre hanno scritto tante pagine indimenticabili nella storia dell’aviazione e del trasporto aereo in Italia”. Nessun accenno, nella comprensibile sintesi, però a quella che fu la culla non solo degli idrovolanti: il Golfo della Spezia.

E’ sicuramente presente nell’Associazione Aviazione Marittima Italiana che Il Golfo della Spezia, uno dei più attivi idroscali d’Italia, tanto da attirare l’interesse del neonato movimento Futurista, che degli idrovolanti, nati all’inizio del secolo scorso proprio in questo golfo, fece il suo simbolo e prese La Spezia ad esempio di “città nuova”.
Filippo Tommaso Marinetti arrivò a celebrare la città con l’ “Aeropoema del Golfo della Spezia” (un volo futurista sul Golfo), nel quale il protagonista parte da Cadimare proprio in idrovolante.
E così, dagli idrovolanti, cominciò l’avventura futurista della Spezia.
L’aeropittura, l’aeroposta, la sintesi dinamica della realtà, dell’arte e della parola presero corpo nel cuore del Golfo dei Poeti. Sì, perché gli idrovolanti sono nati all’inizio del secolo scorso proprio in questo golfo. Nacque nell’Arsenale della Marina Militare il primo idrovolante che era la più grande “macchina volante” del tempo, progettata e costruita da Mario Calderara, lo stesso che fece volare appunto sul Golfo il primo idrovolante italiano l’8 giugno del 1912. Fu lo stesso pioniere della scienza e della tecnica che aveva ottenuto il brevetto di volo italiano numero 1, nel 1909, dopo essere stato istruito da Wilbur Wright, a Roma.
Si può dire che quell’ 8 giugno 1912 era iniziata una nuova epoca.
A Cadimare, base dell’Aeronautica Militare, le strutture dell’Aeroporto “Luigi Conti” si trovano sulla punta che chiude l’insenatura; proprio nella parte opposta del Golfo, al Ruffino, esisteva un altro idroscalo, il “Giorgio Fiastri”.

Da questi idroscali, posizionati a ponente e a levante del Golfo della Spezia, si levarono in quegli anni flotte di velivoli. Tanto che alla fine degli anni Venti i due aeroporti riverberavano la gloria delle trasvolate degli idrovolanti di Italo Balbo, comandante della prima crociera atlantica del 1931 e della trasvolata del 1933 dei venticinque idrovolanti alla volta di Chicago e New York.
E per concludere questa breve rievocazione facciamo presente che all’interno dell’Aeroporto di Cadimare esiste, unico reperto storico rimasto in Italia, lo stemma dei Trasvolatori, posizionato nella piastra della pavimentazione del “Gazebo dei Trasvolatori”, presso l’attuale Palazzina Comando, ex alloggio Ufficiali.

A chi volesse approfondire questo suggestivo argomento segnaliamo un raro volume dal titolo Il Golfo degli idrovolanti (Edizioni del Tidente, 1989) di 130 pagine nel quale si tratta la storia, invero poco conosciuta, dell’attività aerea nel Golfo della Spezia dove l’aviazione marittima ha avuto forse gli sviluppi più importanti dapprima con l’Aviazione della Regia Marina e poi con i reparti della idroaviazione della Regia Aeronautica. Gli autori, Gabriella Chioma e Attilio Marchetti, si soffermano sui primi voli del STV Calderara, brevetto di pilota n 1 in Italia, sugli esperimenti con i diversi tipi di galleggianti, sui primi lanci di siluro dall’aereo, sulle grandi manovre aeree cui assistettero il Re e il Duce e sulle visite di numerose legislazioni straniere agli idroscali del Muggiano e di Cadimare, quest’ultimo ancora attivo non più come aeroscalo marittimo ma scuola del’ Aeronautica Militare e sede dell’ONFA, l’Istituto di Assistenza per gli Orfani degli Aviatori. Il volume è corredato da foto rarissime ed estremamente interessanti per i cultori di storia aereonautica.

 

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