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Il caso della sentenza Ue riporta alla domanda: ma quanto incide la nautica sull’economia dei territori?

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Tempo di lettura: 4 minuti

Genova – Ci risiamo. Evidentemente la nautica non è ancora percepita a Roma, a livello politico e governativo, come uno dei pilastri portanti della Blue economy italiana.

Non sono bastate due sciagurate decisioni dei governi nel corso degli anni che hanno provocato fughe epocali di yacht dall’Italia. Ora bisogna fare i conti, come abbiamo ricordato, anche con il pedissequo recepimento (e applicazione) di una sentenza della Corte europea sulla permanenza, limitata a 90 giorni, degli equipaggi extraeuropei che giungono in Italia via terra. Trattati insomma alla stregua non di lavoratori ma di turisti.

Torna di stringente attualità allora la domanda: ma quanto incide la nautica sull’economia dei territori? Per rispondere facciamo un passo indietro a quando ai primi di marzo Genova for Yachting ha presentato i risultati dello studio Ambrosetti sull’impatto socio-economico dei grandi yacht nel capoluogo ligure, impatto che vale 369 milioni di euro con oltre 2mila unità impiegate e un contributo al Pil ligure di 133 milioni. Con questi numeri la nautica professionale nel 2019 si conferma volano per lo sviluppo del porto e del territorio genovese. Un focus che può essere preso come misura di paragone estendibile a tutta Italia

Lo studio è stato presentato nel corso del workshop Grandi Yacht: una risorsa strategica per Genova Capitale internazionale del mare.

L’indagine è basata sulla raccolta e analisi dei dati di attività ed economici delle aziende associate a Genova for Yachting e sulla creazione di uno specifico modello econometrico che ha introdotto un indice denominato TEEI – Total Equivalent Economic Impact, un indicatore sintetico che attribuisce per le diverse categorie dimensionali un valore di «impatto economico totale equivalente per presenza». Nel 2019 le aziende iscritte all’associazione hanno gestito 1800 toccate di yacht per 46mila giorni di permanenza; sono circa 7mila i membri di equipaggio che hanno vissuto in città nell’arco dell’anno.

“La forza di questi numeri e dello studio che oggi presentiamo – spiegò allora Giovanni Costaguta, presidente Genova for Yachting – deriva dalla capacità della nostra associazione di rappresentare l’intera filiera, e soprattutto dalla volontà di lavorare insieme, condividendo dati, bilanci e fornitori per dare contezza del valore del nostro comparto e della sua capacità di creare ricchezza. Ma c’è di più. La nostra è un’attività che ha origine nel porto, dove arrivano e vengono accolte le imbarcazioni, ma l’impatto socio-economico, in particolare l’impatto indiretto, indotto e catalizzato, crea benefici in città e sul territorio con un rapporto di un terzo e due terzi. Questa consapevolezza ci permette di affrontare molti temi e di proporre interventi a favore dello sviluppo della nautica professionale a Genova”.

Lo studio “L’impatto socio-economico della nautica professionale di Genova”, che si ripete per tre anni, ha l’obiettivo di misurare e comprendere la portata degli impatti e delle ricadute economiche e sociali del comparto per individuare le relative opportunità di sviluppo per la città. Grazie alla completezza e trasversalità delle 50 realtà che compongono Genova for Yachting, e che hanno condiviso dati di bilancio, forniture e attività dei propri associati, lo studio ha analizzato e misurato le tipologie di spesa lungo tutta la filiera e quindi, per la prima volta, quantificarne l’impatto totale, creando un indice – Total Equivalent Economic Impact (TEEI) – innovativo, oggettivo, ponderato ed equivalente a un giorno di permanenza a Genova.

Si tratta di un indicatore sintetico che attribuisce per le diverse categorie dimensionali un valore di «impatto economico totale equivalente per presenza» che tiene conto per ogni classe di lunghezza dell’impatto diretto sulle marine, sui servizi e sui cantieri; indiretto sulle filiere economiche a valle e a monte; indotto, come effetto dei consumi realizzati grazie alle retribuzioni pagate agli occupati del comparto e delle filiere attivate; e infine catalizzato, cioè l’effetto delle spese dirette sul territorio da parte degli equipaggi e degli armatori.
The European House-Ambrosetti ha quindi calcolato in 8.805 euro il valore dell’impatto economico totale (TEEI) che uno yacht tra i 36 e i 50 metri di lunghezza crea in media in un giorno di permanenza a Genova. Questo valore sale in maniera esponenziale al crescere della lunghezza delle imbarcazioni fino a superare i 45mila eurose lo yacht è più lungo di 75 metri. Partendo dai dati reali delle società del cluster della nautica professionale genovese – che nel 2019 hanno gestito oltre 1800 toccate di yacht e accolto imbarcazioni nelle proprie strutture (cantieri, marine, agenzie) per un totale di 46.350 giorni di permanenza complessivi – è stato quindi possibile quantificare l’impatto economico totale della nautica professionale di Genova per il 2019 in 369 milioni di euro. Inoltre è stato possibile rilevare il livello di occupazione equivalente generato, che è stato di oltre 2mila unità.

Emerge anche la fotografia di un comparto che nel 2019 concorre per 133 milioni di euroalla formazione del Pil della Liguria, lungo una filiera articolata e diversificata: dal settore nautico (39,8%), alla manifattura (15,4%), alle forniture elettriche (7%), ai servizi immobiliari (8,7%), alle attività professionali (4,3%), al commercio (3,6%), al trasporto e magazzino (3,3%), alle attività amministrative (3%), fino agli alloggi e ristorazione (2,8%), e ai servizi assicurativi e finanziari (2%).

“Il lavoro realizzato insieme a Genova for Yachting – erano state le conclusioni di Emiliano Briante– ci ha consentito di costruire un modello di misurazione degli impatti articolato e particolarmente completo, alimentato da dati di input molto dettagliati e specifici, che sarà interessante poter presto ulteriormente aggiornare. Considerata l’elevata capacità di attivazione economica e occupazionale a beneficio della città e dell’intera Regione, questo comparto appare quanto mai strategico per la crescita del territorio e la ripresa economica, anche a fronte di un mercato mondiale di yacht in crescita e quindi l’opportunità di attrarre a Genova un numero di imbarcazioni ancora più elevato vincendo l’accesa competizione nel Mediterraneo”.

Nota finale – Genova for Yachting rappresenta il cluster della nautica professionale genovese che oggi riunisce oltre 50 realtà nei settori di Servizi, Marina, Cantieri, Tecnologie, Professionisti. Nata nel 2017, le realtà di Genova for Yachting nel 2019 hanno realizzato un fatturato di 210milioni di Euro ed un indotto che vale oltre 369 milioni di Euro l’anno, hanno occupato 475 persone e coinvolto oltre 1.800 fornitori in Italia. Nel Porto di Genova occupano il 2% della superficie totale (360mila m2).

Fonte: Bj Liguria

 

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