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Il libro che racconta come il mare abbia cura di noi e perché noi dobbiamo avere cura del mare

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CASTELNUOVO MAGRA – “La cura del mare” è il titolo del libro di Giovanni Minali ambientato nell’Alto Tirreno tra Liguria, Sardegna, Corsica e Costa Azzurra, presentato nel salotto letterario di Cà Lunae, una delle location scelte, dopo le sarde, dalla Editrice Laurana.

di Enzo Millepiedi

Pubblicato quest’anno, “La cura del mare” è un libro di narrativa che, come annunciato nel titolo, ha nel mare il suo mantra. Al primo approccio pensi si tratti di un libro che richiama, come molti altri, ad avere cura giustamente di questo bistrattato bene comune e fondamentale, un libro insomma sociale e scientifico che fanno capo alla collana sempre più ricca e consapevole di comportamenti individuali e collettivi da acquisire e da tenere. E invece? E’ proprio così ma lo fa, lontano dagli algoritmi, facendoti riscoprire quell’amore per il mare che basterebbe da solo, senza bisogno di moniti e di anatemi, a viverlo rispettandolo in un rapporto che è di per se stesso naturale, come è della madre con il figlio.

E’ quel mare che stringe e tiene, sul quale solchi gli infiniti orizzonti, un ponte tra le genti nel divenire di una umanità sempre alla ricerca delle sue stesse radici. Così è per i popoli, così è per i nostri personalissimi io. Rigeneratore non solo possibile ma profondo dello stesso nostro modo di pensare e di vivere, della nostra quotidianità, dalla cui ripetitività si cerca sempre più di affrancarsi. E il mare – lo ha detto chiaro l’autore – è una di queste vie non di fuga ma di rinascita, di affrancamento.

Introdotti da Pier Giorgio Baudinelli e “provocati” da Roberto Benvenuto, che si sono valsi delle letture (puntuali e illuminanti nell’introdurre i personaggi) di Nives Rabà, l’autore e il romanzo hanno goduto di un’ambientazione – l’antico complesso settecentesco della azienda vinicola Bosoni – consona all’evento, scelta anche perché culla del vermentino etichetta nera che nel romanzo viene più volte menzionato e salutato qui dal sempre generoso benvenuto di Paolo Bosoni.

Ma allora perché “cura del mare” ci si è chiesti per un evento letterario che ti porta altrove, in un dedalo psicologico animato dalle sfaccettature caratteriali dei personaggi apparentemente più impegnati a risolvere un giallo che ad occuparsi del mare?

Tranquilli, nessun strabismo. Perché è il mare, comunque, a muovere le fila, come ambiente per niente sullo sfondo ma pervasivo nell’animo e nel corpo di tutti i personaggi, dall’alfa all’omega, ed ecco che Gianni Minali, autore d’esordio, assicura, con voce cristallina, che l’interpretazione autentica è che cura del mare porta con sé un significato ambivalente in nome del principio di reciprocità. Che è questo: il mare ha cura di noi, noi dobbiamo avere cura di lui.

Ha cura di noi perché ci offre l’occasione del ritrovarci nell’insopprimibile anelito di libertà, in fuga, questa volta sì, dalla prigione di limiti che non sono vita e che , anche questa volta sì, derivano dallo strabismo dei valori autentici.

Ed ecco che ai limiti tra realtà del conosciuto e realtà dell’inconscio la trama si dipana, attraverso il nell’analisi dei caratteri dei personaggi. Lorenzo Marabini, milanese, si è spostato a vivere su una piccola barca che veleggia tra la Corsica e la Sardegna. Ha pochi amici veri e un amore, Roberta, che vive ancora a Milano. Un giorno, durante, un escursione in solitaria, Lorenzo viene colpito in testa, perdendo i sensi; al risveglio, trova quello che sembra essere un avvertimento: la scritta “babbiocco”, che in sardo vuol dire “sciocco”. Più tardi, raggiunto da Roberta e da una coppia di amici, Marco e Sabrina, entrano in un nuraghe; lì le due donne scompaiono. E in Gallura spariscono altre due donne. Cosa c’è dietro? Per scoprirlo i protagonisti vivranno una vicenda fatta di inseguimenti, false piste, incontri inaspettati ed eventi che tornano dal passato, con la natura, e dunque il mare, richiamo esistenziale a riflettere su materialità e spiritualità.

Nella foto: da sinistra Pier Giorgio Baudinelli, l’autore Giovanni Minali, Roberto Benvenuto e Nives Rabà nel salotto letterario di Cà Lunae.

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