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Il no alla richiesta del Senato per l’extra doganalità del Porto Franco Internazionale di Trieste da parte della Commissione Europea che mette in guardia da possibili svnataggi.

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TRIESTE – La Commissione Ue, con un documento firmato da Paolo Gentiloni, non accoglie la richiesta del Senato per l’extra doganalità del Porto Franco Internazionale di Trieste.


“Per tanti non era la strada giusta da seguire. Come riferisce Adriaports – sulle pagine de Il Piccolo di Trieste in merito alla questione intervengono due politici, Alberto Pasino e Francesco Russo, che lanciano un allarme per una sfida definita “epocale”, nella quale Trieste – senza l’internazionalità che le deriva dal Trattato di Pace – rischierebbe di perdere quella dimensione cosmopolita ed autenticamente europea che tutto il mondo apprezza e ci riconosce”. Insomma un passo indietro a ciò che era prima del 1719 (anno di istituzione del Porto Franco ad opera dell’impero asburgico).

La Commissione Ue mette dal canto suo in guardia da possibili svantaggi che sarebbero determinati dall’accoglimento della richiesta di extra doganalità: “Le considerazioni di cui sopra lasciano impregiudicata la valutazione giuridica dei motivi addotti dal Senato della Repubblica per giustificare un’eventuale esclusione della zona franca del porto di Trieste dal territorio doganale dell’Unione europea. Tale valutazione giuridica sarà effettuata se il governo italiano decidesse di presentare alla Commissione una richiesta di escludere la zona franca del porto di Trieste dal territorio doganale dell’Unione”.

Quindi se ne riparlerebbe, qualora fosse il Governo italiano a chiedere qualcosa sull’argomento. La notizia – riferisce sempre Adriaports – viene commentata anche da Claudio Giacomelli, consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia, fortemente impegnato a fare chiarezza sulle prerogative del Porto Franco Internazionale di Trieste, finora mai completamente applicate.
«Siamo stati i primi a portare avanti il tema dell’extra doganalità dei punti franchi del porto di Trieste, tanto da farne uno dei punti fondanti della proposta politica per la città e per tutta la regione. La risposta della Commissione europea alla risoluzione del Senato, per voce del commissario Gentiloni, non ci stupisce e non ci coglie certo di sorpresa. Io stesso – ricorda – affermavo in un recente dibattito televisivo con il consigliere Pasino che, senza l’intervento del Governo, la Commissione europea avrebbe trattato la risoluzione del Senato come una mozione circoscrizionale”.

Per questo Giacomelli invita “tutte le forze responsabili della città e della regione” a ripartire dalla mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale con la quale si invita il Governo a promuovere e sostenere la piena attuazione delle previsioni giuridiche, internazionali e nazionali, inerenti al regime di extra doganalità dei punti franchi del porto di Trieste. Il tutto attivando, mediante notifica alla Commissione europea, la specifica procedura per il loro inserimento tra i territori non facenti parte del territorio doganale dell’Unione europea, di cui all’articolo 4 del regolamento (Ue) 952/2013, istitutivo del Codice doganale dell’Unione”.

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