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Il Porto di Valencia pronto a realizzare “il progetto H2Ports” per l’utilizzo dell’idrogeno

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Tempo di lettura: 2 minuti

“L’obiettivo – spiega il Gruppo Grimaldi – è di fornire soluzioni che faciliteranno una rapida transizione da un’industria basata su combustibili fossili a un’industria a basso tenore di carbonio e a zero emissioni. in operazioni portuali. E la VTE, che gestisce un terminal ro-ro, “diventerà la prima struttura portuale europea del suo genere ad utilizzare macchinari alimentati a idrogeno”.

Il Porto di Valencia si sta predisponendo a realizzare “il progetto H2Ports” per l’utilizzo dell’idrogeno in operazioni portuali. In pratica “verranno testati un reach staker al terminal MSC e un trattore al Valencia Terminal Europa (Grimaldi).  Sono 40 le aziende aderenti a Ecoport II, tra le quali Cosco Shipping, Logiters Logistics e Toyota Logistics Services Spain”. Quanto ai tempi l’arrivo della stazione mobile per l’approvvigionamento di idrogeno dovrebbe arrivare nel porto spagnolo alla fine dell’anno. “L’obiettivo principale di H2Ports – lo spiega per linee generali il Gruppo Grimaldi – è di fornire soluzioni efficienti che faciliteranno una rapida transizione da un’industria basata su combustibili fossili a un’industria a basso tenore di carbonio e a zero emissioni. L’uso dell’idrogeno per veicoli e macchinari è stato già testato in altri settori della logistica e dei trasporti, pertanto questa azione propone diversi schemi pilota per colmare il divario tra prototipi e prodotti pre-commerciali. Più precisamente, nell’ambito del progetto, due iniziative pilota saranno testate in condizioni operative reali presso VTE: un trattore per la movimentazione di merci rotabili, alimentato da celle a idrogeno e una stazione mobile di rifornimento di idrogeno che fornirà il carburante necessario a garantire i cicli di lavoro continui dei macchinari”.

“Gli obiettivi del progetto sono quindi testare e convalidare le tecnologie dell’idrogeno per i macchinari portuali al fine di ottenere soluzioni applicabili e reali, che producano zero emissioni locali, senza compromettere le prestazioni e la sicurezza delle operazioni portuali”. Con la realizzazione di questo progetto H2Ports, la VTE, che gestisce un terminal ro-ro nel porto di Valencia, “diventerà la prima struttura portuale europea del suo genere ad utilizzare macchinari alimentati a idrogeno. Il progetto realizzerà inoltre studi di fattibilità sullo sviluppo di una catena di approvvigionamento dell’idrogeno sostenibile nel porto, coordinando tutti gli attori coinvolti: clienti, produttori di idrogeno, fornitori”. Il progetto è finanziato dal Fuel Cell and Hydrogen Joint Undertaking (FCH JU), partnership pubblico-privato europea per un investimento di 4 milioni di euro.

Insieme al Gruppo Grimaldi e al Valencia Terminal Europa partecipano al progetto la Fundación Valenciaport (che la coordinatrice del progetto), l’Autorità Portuale di Valencia, il Centro Nazionale per l’Idrogeno in Spagna e le società Atena, Ballard Power Systems Europe e Enagás.

Nella foto: La transizione è cominciata intanto con la dimostrazione dell’utilizzo del gas liquido nel rifornimento di camion da una stazione mobile.

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