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In Turchia sciopero degli operai delle demolizioni, una nuova flotta ai cantieri della Sud Corea, a Barcellona il porto dà più spazio ai cittadini

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Tempo di lettura: 2 minuti

Salari e sicurezza: protestano 1.500 operai delle demolizioni

Izmir (Turchia) – La produzione in 22 cantieri di smantellamento navi era stata interrotta per una settimana nel distretto di Izmir Aliaga, in Turchia, per lo sciopero degli operai che chiedono migliori condizioni di lavoro. I 1.500 lavoratori hanno denunciato stipendi troppo bassi: il loro recente aumento di salario è rimasto ben al di sotto del tasso di una inflazione galoppante. L’azione di protesta è stata avviata spontaneamente dai dipendenti di diversi impianti di riciclaggio delle navi che si sono radunate davanti alla sede dell’Associazione demolitori e hanno marciato verso i cantieri. Le richieste, oltre a migliori salari, riguardano la disponibilità di dispositivi di protezione individuale e maggiori investimenti in sicurezza sul lavoro. Asli Odman, docente dell’Istambul Health and Safety ha riferito che “molti lavoratori si stanno ammalando e muoiono per malattie professionali svariati anni dopo essere stati esposti ai materiali tossici presenti sulle navi, ma questi numeri non vengono diffusi”.

Ordini per nove navi al Cantiere più grande del mondo

Ulsan (Corea del Sud) – La più grande azienda di costruzioni navali del mondo, Korea Shipbuilding & Marine Engineering, ha ricevuto ordini per nove navi dal valore complessivo di quasi 1,3 miliardi di dollari. Nel dettaglio si tratta di tre vettori di gas naturale liquefatto (GNL) per una compagnia di navigazione europea il cui nome però non è stato rivelato: le navi dovrebbero essere consegnate entro la fine del 2025. Inoltre, la Hyundai Samho Heavy Industries che fa parte di KSOE ha firmato un contratto con una società di spedizioni dell’Asia per la costruzione di sei navi portacontainer da 8.000 TEU: saranno consegnate entro il 31 dicembre 2024. Finora KSOE quest’anno ha ottenuto ordini per un totale di 54 navi per un valore di 6,1 miliardi di dollari.

Anche a Barcellona il porto cede aree all’uso cittadino

Barcellona (Spagna) – L’Autorità Portuale di Barcellona ha approvato il trasferimento del Terminal Port Nou dalla sede attuale sulla banchina Adossat alla banchina Príncep d’Espanya. La decisione, assunta da un consiglio di amministrazione straordinario dell’ente portuale, è stata presa per procedere in tale spazio alla realizzazione di un terminal dedicato esclusivamente al carico Ro-Ro. Il trasferimento del Terminal Port Nou avverrà quest’anno e consentirà di rispettare l’accordo raggiunto con il Comune di Barcellona nel gennaio 2018 in base al quale i terminal crociere internazionali sono limitati a un massimo di sette, raggruppandoli tutti al molo Adossat e liberando così gli spazi del molo di Barcellona (World Trade Center) ad uso cittadino.

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