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Italian Cruise. Luca Sisto, direttore Confitarma: “L’armamento italiano è ascoltato in tutti i consessi esteri, in Italia no”

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Tempo di lettura: 2 minuti

“Manca nel nostro Paese la cultura dell’ascolto e della condivisione con l’industria nelle scelte da fare” – ha affermato Luca Sisto, Direttore Generale di Confitarma, nel suo intervento all’Italian Cruise Day di Savona.

“L’armamento italiano è ascoltato in tutti i consessi internazionali. Basti dire che dal 1° gennaio per la prima volta un armatore italiano, Emanuele Grimaldi, sarà presidente dell’ICS International Chamber of Shipping, l’associazione che rappresenta gli armatori mondiali, Paolo d’Amico è il primo armatore italiano di navi cisterna a presiedere l’Intertanko, l’associazione degli armatori mondiali di navi cisterna, siamo nell’Ecsa, nel Bimco, siamo ascoltati e ci chiedono come fare politica marittima e come accompagnare l’industria nella transizione ecologica”.

“In Italia, sul cold ironing scopriamo che vengono dati 700 milioni “a pioggia” a 35 porti. Ma – aggiunge Sisto – forse ascoltando prima gli armatori si potrebbe capire quali banchine elettrificare e quali no”.

“Parlando di transizione, scopriamo che il primo decreto che aiuta la flotta stanzia 500 milioni di euro per il rinnovo delle flotte, ma con l’esclusione di intere tipologie di traffici e di navi, tra cui le navi da crociera, per non parlare delle navi italiane che competono oltre gli stretti. Cioè, in pratica, quando si tratta di essere green, tema globale, si aiutano solo i traffici tra i porti italiani. Sembra proprio una contraddizione. È vero che chiunque investa in Italia crea pil e lavoro nel nostro Paese. Ma è un po’ bizzarro che in alcuni dei nostri porti gli armatori italiani non abbiano voce nelle commissioni consultive perché viene data prevalenza alle merci trasportate da operatori stranieri”.

Luca Sisto ha ricordato infine come le nostre navi siano penalizzate da norme ormai obsolete che da tempo Confitarma chiede di aggiornare “Ancora oggi, ad esempio, la normativa sanitaria vigente per le navi da crociere è quella del 1897, senza contare le regolamentazioni che impongono viaggi all’altro capo del mondo per le visite del medico competente e per le altre certificazioni.”

“Occorre riattivare al più presto il tavolo presso il Ministero della Salute, interrotto dall’emergenza Covid, per avere una sanità marittima moderna e in linea con le esigenze attuali”.

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