La dimensione sub custodisce una rete di interessi vitali per il Paese, dalle risorse e infrastrutture energetiche ai cavi di comunicazione

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Napoli – Oggi martedì 27 settembre la Naples Shipping Week  è dedicata a seminari tecnici con Ordini e associazioni professionali con gli eventi, altra novità. che si svolgono alla Stazione Marittima di Salerno, per il seminario “Tempeste estreme” aspetti tecnici, gestionali e assicurativi organizzato da Cugri e Atena.

Che, in continuità con le precedenti edizioni offrirà una visione aggiornata dei meccanismi di formazione, degli effetti e delle conseguenze degli eventi meteomarini cosiddetti “eccezionali”, mentre in mattina, nella Sala Conferenze della Direzione Marittima della Campania, si è svolto il convegno su Codice della Navigazione: riflessioni e nuove rotte, organizzato dal Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera

Tornando alla giornata inaugurale  Arturo Capasso, presidente della Commissione Economia del Mare dell’Odcec Napoli,  ribadito che la blue economy ha un carattere fortemente intersettoriale, perché comprende un’ampia gamma di settori; dai servizi di trasporto alle attività estrattive, dalla pesca al turismo nautico e balneare, fino ad industrie manifatturiere come la cantieristica, ha rilevato che, dati della Commissione Europea e di Unioncamere, all’economia del mare corrisponde l’1,5% del Pil Europeo e oltre il 3% del Pil Italiano. Per richiamare l’attenzione sulla grande rilevanza del fatto che tutte le attività che interagiscono con il mare sono condizionate da un equilibrio fondamentale fra benefici economici in senso lato, sostenibilità ambientale e impatto sociale. Tutto ciò rappresenta una sfida importante per i dottori commercialisti che nella loro attività professionale si confrontano con progetti di investimento, start-up innovative, operazioni di ristrutturazione aziendale e sono spesso chiamati a formulare pareri anche in sede di programmazione territoriale”.

“Il principale obiettivo della Marina – ha poi sottolineato  il Sottocapo di Stato Maggiore della Marina Militare Giuseppe Berutti Bergotto – è di mantenere e  sviluppare uno Strumento che possa sostenere il ruolo dell’Italia quale ‘media potenza regionale a forte connotazione marittima. Perché è dal mare che dipende tanto nella sua dimensione fisica, quanto in quella geopolitica che, in linea con la recente direttiva ministeriale per la Strategia di sicurezza e Difesa per il Mediterraneo, sostanzia nell’area del cosiddetto Mediterraneo  allargato i principali interessi nazionali che si estendono anche al di sotto della superficie marina. La dimensione subacquea, solo in minima parte conosciuta, che per rilevanza e peculiarità è considerata un dominio operativo a sé stante, custodisce infatti una rete di interessi vitali per il Paese, dalle risorse e infrastrutture energetiche ai cavi di comunicazione. La tutela di questi interessi richiede tecnologie allo stato dell’arte, motivo per il quale alla Marina è stato riconosciuto il ruolo di fondamentale di stakeholder per la costituzione del Polo Nazionale della Subacquea, quale Centro di eccellenza della Nazione”.

 

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