La lunga strada di sabbia”, mostra a cielo aperto di Giuseppe Chiucchiù sul lungomare da Lerici a San Terenzo

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LERICI – Quattordici immagini di Giuseppe Chiucchiù, uno dei reporter fotografici più noti del giornalismo italiano, disposte a intervalli regolari su pannelli di grande formato sul Lungomare di Lerici.

Con questa mostra en plein air la cittadina ligure ha deciso di rendere un nuovo, virtuale omaggio, a 101 anni dalla nascita, a Pier Paolo Pasolini che nel 1959, in un réportage pubblicato a puntate sulla rivista “successo”, offrì ai lettori il riflesso di uno straordinario viaggio lungo le coste italiane, presentato col titolo “La lunga strada di sabbia”. Appena un anno prima l’editore Longanesi aveva pubblicato i versi che Pasolini aveva dedicato a Lerici in un suo soggiorno lericino che risaliva alla fine degli anni quaranta.

E appunto “La lunga strada di sabbia” è il titolo che Giuseppe Chiucchiù, evocando Pasolini, ha voluto dare a questa mostra che offre immagini mediterranee, colte lungo i litorali o nei centri dell’immediato retroterra costiero, immagini comunque “marine” anche quando il mare non c’è, perché espressione delle tante civiltà che hanno nel corso della storia popolato gli oltre settemila chilometri di coste italiane.

La mostra di Giuseppe Chiucchù, organizzata dal comune di Lerici, sarà inaugurata sabato 17 giugno 2023  alle ore 18.30 sul Lungomare Vassallo e i grandi pannelli fotografici resteranno installati sino al 15 ottobre 2023, accompagnando ed emozionando i turisti e gli amanti di Lerici con la varietà e l’originalità di inquadrature e soggetti che in qualche caso sembrano evocare realtà e tempi lontani e che hanno tutti, invece, un denominatore comune: sono stati realizzati nel corso di réportages giornalistici recenti, effettuati in Italia; una “lunga strada di sabbia” italiana, che rivela tratti sconosciuti e in qualche caso inediti del nostro Paese, della sua gente e dei suoi mari.

Fotografo professionista iscritto all’Ordine dei Giornalisti delle Marche, Giuseppe Chiucchiù si è formato artisticamente in Germania, diplomandosi a Francoforte sul Meno. Nel 1988 ha iniziato la professione di fotoreporter free lance con l’Agenzia Ansa. Ha collaborato coi gruppi editoriali L’Espresso, Rizzoli, Rusconi e Mondadori fino al 2009. Tra i suoi lavori più significativi, i réportages realizzati nel 1989 in Salvador nella zona di guerra del Fronte Farabundo Martì, nel 1990 in Romania in occasione della rivoluzione che aveva portato alla caduta di Ceausescu, nel ’91 in Germania sul fenomeno dei nazi-skin, nel ’92 in Bosnia Erzegovina sui fronti di guerra di Mostar e Sarajevo, sempre nel ’92 negli Usa al seguito della campagna presidenziale di Bill Clinton. La sua attività è stata caratterizzata anche da singolari ed esclusivi scoop realizzati per i rotocalchi, si pensi in particolare al servizio fotografico su Lucio Battisti dopo il suo ritiro dalle scene, che raccolse vasta eco nell’ambiente dei media. Un articolato e denso réportage realizzato nel 1993 sulle comunità di Ebrei ortodossi nello Stato di New York gli è valso il prestigioso premio “Nikon Photo International”. Tra gli anni novanta e i duemila Chiucchiù ha realizzato ulteriori significativi réportages in Messico (rivolta zapatista del Chiapas), Israele (dopo l’attentato al premier Isaak Rabin), in Cina nelle miniere di carbone della regione sud-occidentale del paese ed in India e sul raduno del Kumb Mela, con lo straordinario spettacolo dei 60 milioni di Hindu convenuti sulle rive del Gange. Nel 2018 è stato insignito, al Musinf di Senigallia, del “Premio Senigallia – Io Fotoreporter”. Nella sua bibliografia due importanti volumi fotografici, “Marche terra sconosciuta” e “Le colline del sogno”.

“Come ogni anno torna la mostra a cielo aperto sul nostro lungomare. Un altro fotografo di calibro internazionale esporrà qui le sue opere, ponendo lo sguardo sulle realtà costiere italiane ripercorrendo il viaggio di Pasolini di sessant’anni fa. Una mostra che unisce virtualmente Lerici ad altre comunità mediterranee accomunate dal mare e dalle tradizioni e costumi ad esso legati. Una prospettiva a cui tengo particolarmente per approfondire ancora una volta il concetto di vicinanza e legame tra luoghi affacciati sul Mediterraneo, apparentemente lontani ma collegati da una rete invisibile” commenta il Sindaco di Lerici Leonardo Paoletti.

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