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La “via del mare” come modello per la riabilitazione e l’integrazione dei minori del circuito penale

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Roma –  É stato firmata nel Salone dei Marmi di Palazzo Marina l’intesa fra la Marina Militare e il Dipartimento Giustizia Minorile e Comunità del Ministero della Giustizia.

A siglare l’intesa il capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio di squadra Enrico Credendino, e il capo del Dipartimento Giustizia Minorile Gemma Tuccillo.

L’accordo formalizza lo sviluppo di nuove sinergie finalizzate a percorsi formativi per favorire la riabilitazione e l’integrazione dei minori entrati nel circuito penale o a rischio devianza, attraverso progetti di formazione nel campo delle varie professionalità legate al mondo del mare, altamente spendibili nel mercato del lavoro.  dottoressa Gemma Tuccillo.

“Sarà motivo di orgoglio contribuire al recupero in società di tanti giovani e alla loro conseguente integrazione, oltreché un reciproco arricchimento per il personale della forza armata”.

Queste le parole dell’ammiraglio Credendino, che ha voluto inoltre ringraziare la dottoressa Tuccillo “per l’entusiasmo con cui ha voluto intraprendere quest’iniziativa che consentirà, non solo di raggiungere risultati di grande soddisfazione, ma anche di promuovere la cultura del mare, quale strumento educativo e sociale”.

Il primo accordo attuativo, in corso di definizione, interessa la sede del Quartier Generale Marina di Napoli, nel cui ambito sarà svolta un’attività educativa che vedrà impegnati numerosi giovani nell’apprendimento dell’arte del restauro di imbarcazioni d’epoca e di altri manufatti in legno.

Per la dottoressa Gemma Tuccillo “la collaborazione con la Marina Militare costituisce un importante tassello per il primario obiettivo del Dipartimento della giustizia minorile e di comunità nella ricerca di efficaci esempi e sempre più varie opportunità che contribuiscano al concreto processo di inclusione e reinserimento nel contesto di appartenenza dei giovani che hanno fatto ingresso nel circuito penale. E sono sinceramente grata alla Marina Militare per la sensibilità e l’impegno a collaborare per l’avviamento dei ragazzi ai “mestieri del mare”. E’ una testimonianza di attenzione che contribuisce a rafforzare l’autostima e a dissolvere il disagio che nasce dalla loro frequente convinzione di essere legati ad un destino irreversibile”.

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