Lavoro portuale e corridoi doganali, Sommariva: è un dibattito “surreale” e “incomprensibile”

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LA SPEZIA – Lo ha definito senza mezzi termini “surreale”, il Presidente dell’Authority Mario Sommariva, il dibattito spezzino sull’articolo 17 precisando il suo pensiero sul lavoro portuale.

E lo ha fatto in una intervista sul Secolo XIX, il quotidiano che aveva aperto il dibattito sulla questione a sua volta provocato da un intervento delle imprese che prestano le loro opera nelle attività portuali logistiche preoccupate per una ipotesi di ravvicinato cambio appunto di modello di organizzazione del lavoro.

Lo ha fatto soprattutto in risposta alla presa di posizione dell’onorevole Maria Grazia Frijia, assessore del Comune della Spezia al Porto e componente della Commissione Trasporti della Camera intanto per chiarire che le sue riflessioni sulla autonomia differenziata relativa ai porti e sulla loro riforma della riforma del 2016 era ed è di carattere tecnico, non politico, e quindi per destituirla di qualsiasi adombrata “faziosità”.

Tornando alla questione del lavoro nel porto il Presidente Sommariva ha spiegato nella intervista che “nel mondo portuale ci sono due modi di affrontare il tema della flessibilità del lavoro e della variabilità organizzativa (strutturale nei porti): l’articolo 17 (somministrazione) e l’appalto (articolo 18 comma 9): Tali sistemi in molti porti nazionali, peraltro coesistono. Non a Genova dove prevale l’utilizzo della somministrazione (articolo 17).”

Tanto premesso Sommariva spiega: “La mia posizione è semplicissima: gli appalti devono essere appalti genuini e la somministrazione fraudolenta è vietata”, così come dicono le leggi”.

E conclude: “Alla Spezia non mi sognerei mai di volere introdurre l’articolo 17. Chi lo dice strumentalizza le cose che ho detto prima”.

Il Presidente ha affrontato subito dopo l’altro tema caldo del momento che noi abbiamo sollevato e sviluppato in queste settimane con particolare riferimento al Porto della Spezia e anche qui Sommariva è netto quando afferma che “anche sui corridoi doganali siamo a una discussione incomprensibile” e ricorda: “Se c’è una persona che credeva nel ruolo di Santo Stefano Magra, ancor prima di venire alla Spezia, diciamo quale cultore della materia, è proprio il sottoscritto.

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