Le 117 uova sterili del nido di tartaruga di Levanto serviranno per approfondire la conoscenza della specie Carretta Carretta

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LEVANTO – Dalle prime analisi fatte allo stereomicroscopio sulle 117 uova ritrovate nel nido di Caretta Caretta della spiaggia di Levanto non è stato rilevato alcuno stadio di sviluppo embrionale.

Questo il responso dello staff dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Val d’Aosta che ha collaborato per questa prima fase di studio con l’Associazione Caretta Calabria Conservation.

Una delle ipotesi sulla causa della possibile mancata fecondazione potrebbe essere l’età avanzata dell’esemplare di tartaruga oppure una sua ipotetica sterilità. Dalla letteratura scientifica si sa infatti che ci sia statisticamente una certa correlazione tra uova non fecondate, anzianità o sterilità dell’esemplare di tartaruga, e presenza nel nido di uova molto piccole, come 4 delle 117 ritrovate a Levanto.

Lo staff di ARPAL e IZS stanno portando avanti ulteriori analisi sulle uova e sui sedimenti per avere conferma dell’ipotesi di mancata fecondazione e per raccogliere dati importanti dal punto di vista scientifico che contribuiranno ad approfondire la conoscenza di questa specie di tartaruga marina e a sviluppare modelli di gestione del territorio che possano contribuire alla sua conservazione.

Il monitoraggio del nido di Levanto ha coinvolto per oltre due mesi il gruppo di esperti liguri coordinato dall’Acquario di Genova e composto da ARPAL, Comune di Levanto, Guardia Costiera, Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Val d’Aosta, e Università di Genova con la collaborazione del Parco Nazionale delle Cinque Terre, Comune di Levanto, l’associazione Life on the Sea ONLUS con 100 volontari e Legambiente.

 

 

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