Le belle storie di mare raccontate da dieci anni dal Cantiere della Memoria

LE GRAZIE – Dieci anni di ricerca e divulgazione di belle storie di mare tra mostre, video, post  ed eventi, col cuore pulsante nel porto antico delle Grazie di Porto Venere.

di Corrado Ricci

Così, dal 26 giugno 2016, il Cantiere della Memoria, lo spazio museale che con un’esposizione permanente, racconta l’ingegno dei maestri d’ascia e, attraverso  mostre temporanee, cavalca le onde della storia marittima, con focus su barche, personaggi e imprese. Una bella avventura, sviluppata insieme a Jole e tanti amici amanti del mare. Questa sera li ringrazieremo.

Animata da una performance di video-report curati da Roberto Celi di Obiettivo Spezia e musica, la festa chiama a raccolta tutti coloro che in questo decennio hanno contribuito a scrivere le memorie di mare raccolte dal Cantiere. Ad impreziosire la serata sarà la presenza in porto goletta Oloferne dell’associazione La Nave di Carta di cui è il Cantiere della Memoria, dal 2018, è progetto culturale permanente e con la quale è maturata la configurazione interattiva dello spazio museale, attuata  con gli studenti del Capellini Sauro, che hanno dato ‘voce’ agli attrezzi.

Fondamentale per la serata il supporto, non solo tecnico, di Saul Carassale e Sara Bonatti, collaboratori della prima ora,  con i quali abbiamo realizzato una buona parte delle video/interviste  raccolti nel canale YouTube e nel monitor touch screen.

Tutto nasce dal ritrovamento di un manoscritto del 1876 dove il bisnonno Giuseppe Rosa, allora sedicenne, aveva scritto i suoi appunti di aspirante maestro d’ascia. Una piccolissima storia che parlava di antichi saperi che rischiavano di andare perduti. Abbiamo trovato in Pietro Ricci un altro ispiratore e sostenitore: gli attrezzi esposti provengono dalla sua collezione. Scomparso nel 2020, resta un faro, come mio padre che, prima di lasciarci nel 2016, ha avuto la soddisfazione di vedere allestito il fondo che mi aveva donato proprio per trasformarlo in luogo identitario.

In un tempo in cui tutto si consuma velocemente abbiamo sentito la necessità di dare una casa alle memorie di mare del territorio spezzino e navigando di ricordo in ricordo ci siamo resi conto che le memorie marinare non hanno confini, le nostre partono dalle Grazie ma sono arrivate in Georgia con la Margaret, in Croazia con Straulino, in Atlantico con i navigatori solitari…. Cerchiamo e conserviamo storie per tramandarle alle nuove generazioni perché possano emozionarsi e conoscere le loro radici marinare. Grazie a tutti coloro che hanno collaborato al progetto culturale.

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