Ultimi Articoli

lI Seabin, in funzione in Assonautica alla Spezia, è il “cestino mangiarifiuti” che raccoglie la plastica in mare

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Tempo di lettura: 3 minuti

LA SPEZIA – Salvaguardare il polmone blu del pianeta. Con questo obiettivo nel 2018 è nata LifeGate PlasticLess l’iniziativa lanciata da LifeGate in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, che si pone l’obiettivo di ridurre la presenza di plastiche e microplastiche nelle acque italiane.

Con Simona Roveda direttore editoriale di LifeGate, come già scritto, si è fatto il punto, in concomitanza con la presentazione del dispositivo mangia plastica dal mare nel porticciolo di Assonautica alla Spezia, si è fatto il punto della situazione, tra realtà, azioni, ricerca e prospettive, della lotta alla plastica che in quantità ingente continua a finire nel Mare Nostrum.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (lucn) si tratterebbe quasi di 230mila tonnellate che ogni anno si riversano nel Mediterraneo. I motivi sono diversi: tra questi, una non corretta gestione dei rifiuti, gli elevati flussi turistici, la navigazione mercantile.

LifeGate, in partnership con Poralu Marine e in collaborazione con le istituzioni pubbliche, realtà scientifiche e l’associazionismo italiano, ha posizionato nei mari, nei laghi e nei fiumi, italiani ed europei, oltre 100 dispositivi tecnologici, soprattutto Seabin innovativi dispositivi in grado di catturare dalla superficie dell’acqua circa 1,5 chilogrammi di detriti al giorno, comprese le microplastiche fino a 2 millimetri di diametro e le microfibre fino a 0,3 mm.

lI Seabin è il “cestino mangiarifiuti” che raccoglie i rifiuti galleggianti presenti nelle acque. Può funzionare 24 ore al giorno, tutti i giorni, ed è straordinariamente efficace in aree come i porti, all’interno dei quali convergono i rifiuti grazie all’azione dei venti e delle correnti.

Dopo anni di ricerca e sviluppo, LifeGate PlasticLess ha presentato a giugno 2022 due nuovi dispositivi mangia plastica innovativi ed efficienti: Trash Collec’Thor e Pixie Drone.

lI reparto ricerca e sviluppo di Poralu Marine, leader mondiale nella realizzazione di strutture, prodotti e servizi per attività portuali e partner principale di LifeGate PlasticLess, ha realizzato due nuovi dispositivi della gamma The Searial Cleaners, ovvero Trash Collec’Thor e Pixie Drone che LifeGate PlasticLess ha lanciato in Italia a fine marzo 2022 incontemporanea con altri 4 paesi: Stati Uniti, Canada, Francia e Grecia.

lI Trash Collec’Thor è un dispositivo dal design compatto e silenzioso. Si installa sui pontili galleggianti di porti e marine, vicino ai punti di accumulo. Un grandissimo dispositivo “mangiaplastica” che cattura diversi i tipi di rifiuti galleggianti come bottiglie di plastica, sacchetti, mozziconi, ma che è anche in grado di raccogliere idrocarburi e microplastiche dai 3 mm di diametro in su.

Attivo 7 giorni su 7, funziona grazie a una robusta pompa industriale. E se il suo nome contiene anche quello del fortissimo d i del tuono, probabilmente non è un caso: la capienza del Trash. CollecThor arriva infatti fino a 100 kg, una quantità notevole di rifiuti galleggianti che si possono eliminare dal mare e scaricare a terra in una volta sola grazie a un pratico argano che facilita il sollevamento del cestino.

Il Pixie Drone si muove liberamente per “esplorare” piccole aree di mare o di lago, andando a caccia dei rifiuti plastici lontani dai punti di accumulo dei pontili.

Il drone ha una velocità di 3km/h, ha un’autonomia disei ore di funzionamento con una ricarica e, per ogni missione, può raccogliere fino a 60 kg di rifiuti: dalla plastica all’organico, dal vetro alla carta, ai tessuti. Funziona con una profondità dell’acqua di almeno 30 cm, può essere telecomandato da una distanza di 500 metri e, grazie a una web app, si può monitorare la sua attività. Il suolavoro è inoltre facilitato da una videocamera con portata di 300 metri.

Ma i mari del mondo sono sempre più sommersi dalla plastica e non fanno eccezione i mari italiani: secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’Ispra, più del 70% dei rifiuti in mare è depositata nei fondali italiani e li 77% è plastica. Per questo motivo il progetto di LifeGate ha iniziato a promuovere anche operazioni di pulizia dei rifiuti dai fondali marini grazie all’impiego di squadre di subacquei professionisti capitanati dal biologo marino di LifeGate, nonché presidente di Verdeacqua onlus.

In quattro anni, i dispositivi hanno raccolto più di 120 mila chilogrammi di rifiuti galleggianti, pari al peso di oltre 8 milioni di bottigliette di plastica da 0,5 .

I dispositivi, installati da nord a sud del paese, hanno dimostrato che il fenomeno di inquinamento è simile ovunque: la maggior parte dei rifiuti raccolti infatti sono composti da cannucce, tappi, sacchetti e bottigliette di plastica, confezioni alimentari, mozziconi di sigaretta e tante, troppe, microplastiche. Eda qualche anno anche molte mascherine chirurgiche.

Tutti i diritti sono riservati

Iscriviti alla nostra newsletter

Privacy Policy

Iscriviti alla nostra newsletter

Altri Articoli Pubblicati

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi