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L’Inghilterra tra idrogeno blu e idrogeno verde, l’Olanda sceglie il verde da produrre offshore nel Mare del Nord

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Tempo di lettura: 2 minuti

L’annuncio del governo britannico di finanziare con 4 miliardi di sterline la svolta verso l’idrogeno blu e l’idrogeno verde ha fatto riemergere la contrapposizione degli ambientalisti che vorrebbero dal governo una scelta invece decisamente a favore della ricerca e della produzione del solo idrogeno verde.

Al momento, come gli osservatori hanno rilevato, si tratta di un annuncio per cui bisogna attendere il programma che dovrà fare seguito nella notizia ampiamente riportata da Il Sole-24 Ore.

Nell’attesa che l’Inghilterra sciolga il suo nodo, era stato invece il giornale ShipMag a rilanciare dall’Olanda la notizia dell’assegnazione di un finanziamento della Netherlands Enterprise Agency per l’’installazione di un impianto di produzione di solo idrogeno verde sulla piattaforma Q13a-A della società Neptune Energy.

Questo lo scopo del progetto pilota offshore: l’impianto convertirà l’acqua di mare in acqua demineralizzata e l’acqua demineralizzata in idrogeno verde (tramite il processo di elettrolisi). L’idrogeno verde sarà infine miscelato con gas naturale e trasportato a terra tramite una conduttura che è già esistente.

Il sussidio è stato assegnato nell’ambito di investimenti in sviluppo di energie rinnovabili, entro i quali sono compresi i progetti sulla produzione appunto di idrogeno verde. Il progetto “PosHYdon”, ha l’obiettivo di integrare eolico offshore, gas offshore e idrogeno offshore nel Mare del Nord olandese.

Per Lex de Groot, amministratore delegato per i Paesi Bassi di Neptune Energy, come riportato dallo stesso ShipMag, ha dichiarato: “Il Mare del Nord olandese ha un futuro entusiasmante come nuovo hub energetico e si candida a svolgere un ruolo di primo piano nella produzione di idrogeno verde su larga scala per l’Europa nordoccidentale, grazie all’infrastruttura che collega offshore e onshore”.

Ed è sicuramente interessante quando passa a spiegare che  “l’integrazione dei sistemi energetici supporta gli obiettivi di zero emissioni in modo intelligente, efficiente ed economico e senza disturbare gli ecosistemi marini esistenti. La vasta rete di infrastrutture è collegata alle reti internazionali e può facilmente ospitare parchi eolici più al largoconvertendo la produzione di elettricità verde in idrogeno verde e trasportandola alla rete a terra”.

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