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L’ultimo Rapporto della Camera di Commercio di Massa Carrara che chiude i battenti dopo 160 anni di storia

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Tempo di lettura: 2 minuti

MASSA-CARRARA – La Camera di Commercio di Massa Carrara chiude dopo 160 anni di storia per entrare nella nuova Camera di Commercio della Toscana nord-ovest insieme a Lucca e a Pisa.

E’ stata una fusione, come si sa, a lungo contrastata dal presidente Dino Sodini preoccupato anche per una rappresentanza non adeguata per il territorio di Massa Carrara nel nuovo consiglio camerale.

E’ stata comunque l’occasione per presentare quello che è l’ultimo Rapporto economico di Massa-Carrara 2022  sul 2021 curato dall’Azienda speciale della Camera di Commercio, l’Istituto di Studi e Ricerche.

“Nel 2021 – ha scandito Dino Sodini – ci sono molte più luci di ombre, le uniche ombre sono sul commercio che vede un trend negativo perdendo l’1% del fatturato ma l’anno scorso perdeva il 20%. In 10 anni sono state perdute 500 attività più di un terzo degli esercenti annunciano che entro il 2025 chiuderanno l’attività.  Una sofferenza che si vive soprattutto nei centri storici delle due città e soprattutto in quello di Carrara”.

Quanto alle luci Sodini ha indicato l’industria in crescita del + 13% e un + 20% di fatturato. Purtroppo nel 2022 e i venti di guerra, il clima di fiducia è venuto meno, complici l’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime. Più precisamente un + 30% dei costi legati alle materie prime. Mentre l’acciaio che durante la pandemia era cresciuto nei costi, adesso invece sta scendendo e questo è un dato preoccupante perché il settore industriale mondiale sta andando in crisi per via di costi di energia insostenibile”. Benissimo è andato l’export con 2 miliardi e 380 milioni di euro di valore, di cui 52 milioni nel lapideo per il lavorato e 66 milioni per il grezzo.

Nel turismo si sta tornando ai dati pre covid per il quale bandiere blu e qualità del mare sostengono la balneazione. Trend positivo pure per le imprese artigiane . Trend in crescita anche per il porto salito a 3 milioni di tonnellate di flusso commerciale e proteso verso i 5 milioni di tonnellate.

Sulla nautica “il travel lift da solo non basta, si rischia di diventare solo terzisti e fare solo gusci delle imbarcazioni laddove invece le lavorazioni più nobili, quelle ad alto valore aggiunto, sono realizzate altrove. Per cui è necessaria una banchina dedicata”.

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