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Mario Sommariva al seminario Aidp sui porti digitali nel contesto che verrà, evitando l’effetto orchestra del Titanic

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LA SPEZIA – E’ stata affidata dall’Associazione per la Direzione del personale della Liguria a Mario Sommariva l’introduzione (speech) al seminario che ha promosso al Terminal Crociere della Spezia su “Il futuro dei porti è sempre più digital, quali saranno le nuove professioni?”

di Enzo Millepiedi

Ebbene, credo che il contributo di Mario Sommariva nella sua qualità di presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale e soprattutto in funzione della sua esperienza ultradecennale, sia stato straordinariamente chiaro, logico, concreto ed esaustivo sia nel contestualizzare il tema del seminario sia nel disegnare gli scenari che non solo la portualità e la logistica saranno chiamati ad operare ma il Paese, l’Europa e il Mondo.

Ed è infatti in base a questa impostazione che i relatori della successiva tavola rotonda – Federica Catani, Direttore Scuola Nazionale Trasporti & Logistica La Spezia, Genziana Giacomelli, Human Resource Director  Gruppo Tarros La Spezia, Luca Trevisan, Direttore Risorse Umane. Contship Italia e Massimo Lavezzini, Direttore del personale PSA SECH Genova – hanno focalizzato i loro contributi specifici su digitalizzazione e automazione dei sistemi, tenendo ben distinti i due processi che – si è precisato – non sono certamente concettualmente “sinonimi” nel senso che, anche nelle applicazioni aziendali, entrambi vivono di vita propria.

Il seminario – lo dico per inciso – ha affrontato un tema apparentemente focalizzato ma in realtà di grande complessità che, dal punto di vista comunicativo, richiede di procedere per step, per capitoli insomma per non evitare il rischio di generalizzare e quindi di non far cogliere il percorso logico del ragionamento, data l’incidenza nella vita di tutti noi che avranno i fenomeni economici, ecologici e sociali analizzati nel corso del seminario.

Seguendo la trama data dal presidente Sommariva iniziamo dalla contestualizzazione della prima parte del tema “il futuro digitale dei porti”. Che – ha detto – è il futuro del mondo. Per questo – ha proseguito – mi sento costretto (appunto) alla contestualizzazione del problema per evitare l’effetto orchestra del Titanic.

Avvertiamo – ha proseguito – di essere entrati in un tornante della storia, dopo il secolo breve (1918-1989) e il secolo brevissimo (1989-2022), tornante che ha (come secolo XXI) una data di inizio, il 24 febbraio 2022,  che è la data dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

Certamente l’effetto combinato pandemia-guerra ha sconvolto equilibri geopolitici economici e sociali consolidati da decenni – con in prima linea i porti e la logistica – con l’effetto di un cambio radicale nei fondamentali dell’economia. Basti pensare all’inflazione che da un immobile due per cento è schizzata a luglio all’8 per cento, con le famiglie obbligate a rinunce sempre più significative nei consumi con incidenza progressiva sulla domanda di beni e servizi e con difficoltà sempre più marcate.

In questo contesto, tornando al tema, la riflessione sulla digitalizzazione va coniugata con il tema del governo della transizione in uno scenario di crescente tensione sociale e in rapido cambiamento. E ripartendo dal fronte del porto e della logistica in questo quadro vanno analizzate aspettative di crisi che arriverà con il calo della domanda in parte già nel 2022 aggravato nel 2023. Significativa è la tendenza dei noli che, cresciuti a dismisura, non si arresterà, anzi sarà in picchiata. Tutto ciò mentre sta esplodendo nei porti la questione sociale con i primi segnali che vengono dagli scioperi nei porti inglesi di Felixstowe e di Liverpool e ora dal porto di Livorno come conseguenza della contraddizione tra i profitti delle Major (le maggiori compagnie) e i salari dei lavoratori. Fermi i secondi e corrosi dall’inflazione, si stima che per il 2022 saranno di 200 miliardi di dollari gli utili dopo le tasse delle Compagnie di navigazione dopo i 190 miliardi di dollari del 2021.

A questo punto sono due le domande nell’ambito del seminario che bisogna porsi e alle quali bisogna rispondere

Prima domanda: come si inserisce la digitalizzazione (e l’automazione) in questo contesto?

Seconda domanda: quali saranno le nuove professioni nella portualità del futuro?

Se si parte dal dato che potenzialmente l’Intelligenza Artificiale o Artificial Intelligence (AI) è in condizione di sostituire qualunque lavoro umano, le professioni del futuro dipendono dunque dalla gestione – risponde Sommariva – che si farà della transizione digitale verso l’automazione.

E nello specifico della gestione della transizione digitale che si farà nei porti.

(1 – continua)

 

 

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