Mercantile in difficoltà, la Guardia Costiera spezzina concede il “luogo rifugio”

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LA SPEZIA – Intorno alle ore 11.30 del 31 ottobre 2023, la Sala Operativa della Capitaneria di Porto della Spezia veniva informata della presenza di una nave da carico battente bandiera Liberiana, di quasi 160 metri, in difficoltà.

La nave si trovava al di fuori dell’area di competenza sebbene prossima a questa, la quale presentava una falla di ridotte dimensioni che comportava l’ingresso d’acqua nella sala macchine; a causa delle avverse condizioni meteorologiche presenti in zona, che impedivano allo stesso mercantile – inizialmente ancorato in rada – di attendere l’ingresso nel porto di destinazione (previsto per il giorno 3 novembre), veniva richiesto dalla stessa di dirigere presso il porto della Spezia, quale porto più vicino, dove “rifugiarsi” e poter intervenire sulle avarie riportate a causa degli effetti della burrasca in corso.

Presi contatti diretti con il Comando di bordo della “general cargo” i militari in servizio presso la Sala Operativa spezzina, appuravano preliminarmente la situazione, avendo conferma che l’apertura provocatasi nello scafo si trovava al di sopra della linea di galleggiamento e che, per tale motivo, l’ingresso dell’acqua a bordo non risultava essere continuo; l’unità confermava comunque di avere la “situazione sotto controllo“ e di poter proseguire la navigazione in sicurezza ed in autonomia a lento moto verso il sorgitore spezzino. Si appurava in seguito che tale avaria era riconducibile alla perdita di alcuni “portelloni”, originariamente posizionati sulla coperta della nave e che, proprio a causa delle forti rollate, erano finiti in mare, impattando più volte contro le fiancate del mercantile sotto gli effetti del forte moto ondoso.

In base alla vigente pianificazione locale antinquinamento, la quale contempla la possibilità di concedere un “luogo rifugio” presso l’approdo spezzino, secondo le procedure già pre-pianificate e discendenti da una condivisa ed articolata istruttoria con le Autorità Locali ed Enti a vario titolo coinvolti, il Comando della Capitaneria di Porto spezzina, in costante contatto con la superiore Direzione Marittima della Liguria, individuava il luogo rifugio richiesto dall’unità, tenuto conto di una serie diversificata di informazioni, quali la tipologia di nave, del carico a bordo non consistente in merci pericolose, il motivo della richiesta di accoglienza, la natura dell’emergenza in atto e della sua possibile evoluzione; quest’ultima ritenuta comunque gestibile senza conseguenze per l’unità e l’ambiente marino e costiero, oltre alla valutazione dell’evoluzione della situazione meteo che, fortunatamente, era prevista in miglioramento.

Considerate quindi anche le condizioni del cargo, il quale avrebbe necessitato di alcuni interventi di riparazione prima di poter riprendere in tutta sicurezza la navigazione, al fine di evitare potenziali conseguenze per l’ambiente marino e la salvaguardia della vita umana in mare, in caso di un massimo ingresso di acqua nello scafo, veniva fornito l’assenso all’ormeggio presso la Calata Artom, con la predisposizione di tutte le azioni cautelative richieste dal caso ed un attento e costante monitoraggio.

Durante tutto il trasferimento, il centro VTS della Spezia assicurava quindi un continuo controllo del mercantile attraverso gli apparati in dotazione, provvedendo inoltre a mantenere un costante contatto radio con lo stesso, senza rilevare particolari o nuove sopraggiunte criticità.

Allo stesso tempo, venivano pre-allertati i servizi tecnico nautici (rimorchiatori, piloti e ormeggiatori) affinché le fasi successive dell’ingresso dell’unità potesse svolgersi nella massima sicurezza ed in modo da poter fornire al Comando di bordo ogni ulteriore assistenza, nella maniera più efficace e tempestiva. Contemporaneamente, la motovedetta SAR CP 865, il cui impiego veniva disposto dalla Direzione Marittima della Liguria, veniva inviata incontro all’unità per prestare assistenza e verificare de visu le condizioni dello scafo, il quale risultava aver riportato, in più punti, ulteriori danni consistenti in alcune falle, tutte comunque al di sopra della linea di galleggiamento, condizione che, confermava la possibilità di poter procedere con le avviate operazioni di accoglienza.

Intorno alle ore 16 si concludevano le operazioni di imbarco del pilota a bordo del mercantile; durante la fase finale del tragitto quindi, a seguito di un brefing tra il pilota ed il Comando di bordo, la sala operativa della Guardia Costiera spezzina provvedeva a monitorare attentamente ed ulteriormente la situazione, grazie alle informazioni aggiuntive che man mano venivano fornite in real-time.

Alle ore 17 con l’assistenza di due rimorchiatori, la nave ormeggiava in sicurezza presso la Calata Artom del sorgitore spezzino. Poco dopo, salivano a bordo un ispettore PSC (Port State Control) della Guardia Costiera della Spezia, figura professionale in possesso di specifica formazione in materia di sicurezza della navigazione, ed un funzionario dell’Ente di classifica dell’unità, precedentemente allertato, al fine di avere una maggiore contezza della situazione a bordo e fornire le prime indicazioni tecniche per il ripristino, in sicurezza, delle qualità essenziali del mercantile.

Durante la mattinata del 1°novembre, inoltre, i sommozzatori del 5°Nucleo Subacquei di Genova si immergevano per verificare anche le condizioni della parte immersa dello scafo (opera viva) per scongiurare eventuali altre falle non visibili per la loro posizione.

Il 2 novembre, in esito alla visita ispettiva operata da personale PSC della Guardia Costiera spezzina, sono state rilevate tre deficienze riguardanti i danni strutturati riportati in seguito all’evento, le quali dovranno essere eliminate prima della partenza del mercantile dal porto della Spezia.

La gestione, in sicurezza, della richiesta dell’unità di approdare nel sorgitore spezzino per “rifugiarsi” dal violento fortunale, cui si unisce l’attività di vigilanza di Port State Control, hanno permesso di prevenire l’aggravamento dei danni  riportati dal mercantile, evitando al contempo ogni potenziale conseguenze sull’ambiente marino e costiero, tutelando appieno la matrice ambientale.

Nei prossimi giorni, proseguiranno le attività di monitoraggio, fino a quanto l’unità non potrà riprendere il mare dopo aver ripristinato le condizioni di impermeabilità dello scafo.

 

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