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Nel Golfo della Spezia avviato il percorso di un dragaggio condiviso e svolto con le migliori tecnologie possibili 

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LA SPEZIA – Si cerca il percorso di un dragaggio condiviso e svolto con le migliori tecnologie possibili  nel Golfo della Spezia grazie al confronto avviato tra Autorità portuale, mitilicoltori spezzini e il mondo della pesca.

Se ne è avuta conferma nel corso della seduta della commissione Ambiente di Palazzo civico, presieduta da Patrizia Saccone, durante la quale sono stati ascoltati il presidente della Cooperativa mitilicoltori associati Paolo Varrella, il direttore Federico Pinza, la direttrice della Piscicoltura Porto Venere Sara Lavagna e, appunto, l’onorevole Lorenzo Viviani.

Ci sarà intanto un problema di scelta dei periodi come quello ottimale della prima tranche nel canale di accesso di Ponente, vicino alla diga, confermato, come si sa, tra settembre e novembre. C’è inoltre la possibilità di utilizzare tecniche innovative con maggiori garanzie per l’ambiente. Si è parlato per esempio e in particolare degli eco dragaggi con sistemi di depurazione  brevettati che consentono di non rilasciare materiale inquinante durante il dragaggio.

Quanto alla possibilità di spostare i vivai all’esterno della diga recepita in un accordo con l’Autorità portuale è in fase di valutazione da parte dei soci della cooperativa che vogliono  dare la loro approvazione in maniera unitaria.

Il deputato Lorenzo Viviani ha riferito che per quanto riguarda le tecnologie di dragaggio innovative Fincantieri sta lavorando a Ravenna con una tecnologia che sembra ottima promettendo di dare sabbia da ripascimento anche dai terreni più inquinati. Ma in ogni caso sarà importante il ruolo di tutti, anche del Consiglio comunale, nel vigilare che tutto venga fatto nel migliore dei modi.

Così Paolo Varrella,  presidente della Cooperativa mitilicoltori associati: “E’ un sistema tecnologico di nuova generazione di Fincantieri grazie al quale la frazione inquinata aspirata dal fondo viene divisa da quella pulita a bordo di una nave officina dalla quale escono separatamente acqua pulita, sedimento inquinato e sedimento disidratato pulito. E’ una tecnologia che tutti stiamo attendendo inizi a lavorare appunto a Ravenna per poter vedere come procede. Dovrebbe trattare 1.500 metri cubi di materiale ogni 8 ore: non è tanto, ma nemmeno poco”.

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