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Non dite ma dite: il recente fenomeno meteo era un un downburst e non una tromba d’aria, certo ma …

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LA SPEZIA – Ci viene segnalato che utilizzare il termine “tromba d’aria”, per gli eventi del maltempo accaduti l’altra mattina non è corretto o quantomeno è improprio.

Il nome con cui chiamare – è la correzione – l’evento meteorologico accaduto è infatti  ‘Downburst’“, un fenomeno che, ha spiegato il meteorologo Giovanni Cucurnia su CittàdellaSpezia, si verifica con l’attivazione di violentissime raffiche di vento causate della grande quantità di aria fredda discendente presente all’interno di un sistema temporalesco e che, in repentina caduta, arriva con estrema violenza ad impattare con il suolo.

Un Downdraft, appunto che causa uno “schianto” con conseguenti raffiche discendenti e successivamente orizzontali – spesso nella stessa direzione di movimento del fronte temporalesco – attivatesi in seguito al rimbalzo della stessa massa d’aria per effetto dello schianto verso terra.

Non a caso il termine Downburst significa letteralmente “scoppio”. Tale fenomeno è solito provocare numerosi e ingenti danni, tra cui alberi divelti e tetti scoperchiati, come si è potuto purtroppo riscontrare questa mattina, in un area più estesa rispetto a quello di una tromba d’aria, anch’essa violenta ma più limitata come estensione e dimensione dei danni causati. La prova tangibile è facilmente individuabile andando ad analizzare le raffiche di vento registrate lungo il litorale apuano, con picchi superiori ai 120-130km/h tra i comuni di Carrara, Massa, Montignoso e Luni, dunque su una superficie molto vasta e assolutamente non paragonabile a quella eventualmente interessata da una tromba d’aria. Inoltre, il calore accumulato dalle acque del Mar Ligure nelle ultime settimane ha incrementato ulteriormente il potenziale energetico a disposizione del sistema temporalesco, esaltando ulteriormente l’intensità e la violenza del fenomeno.

E già che ci siamo bisogna distinguere sia la tromba d’aria sia a maggior ragione il Downburst dalla tromba marina o tromba d’acqua che è un fenomeno atmosferico, assimilabile certo alla tromba d’aria, che si sviluppa o si muove però su uno specchio d’acqua – mare, laguna, lago – e che si genera in presenza di un cumulo con forti correnti ascensionali e presenta in genere una minore intensità rispetto a quello terrestre per la maggiore instabilità della base, dovuta alla presenza appunto dell’acqua.

Tornando alla segnalazione, al di là del valore della correzione, è evidente che “tromba d’aria” utilizzato nel resoconto immediato ha una sua efficacia comunicativa su tutta la collettività interessata, efficacia non certo paragonabile all’uso della parola Downburst che si pronuncia daunbést e che ha bisogno di essere spiegata (parola composta da’down’, che vuol dire ‘giù’, e  ‘burst’, che significa ‘scoppio), il tutto al netto delle polemiche sull’uso eccessivo, soprattutto in Italia, di parole inglesi.

 

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