Porto, l’ex presidente Forcieri condannato a 5 anni. Il pm ne aveva chiesti 4. I difensori: sentenza sorprendente

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LA SPEZIA – L’ex presidente dell’Autorità Portuale, Lorenzo Forcieri, è stato condannato questo pomeriggio dal Tribunale della Spezia a 5 anni in primo grado per le accuse di corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio.

E’ stato riconosciuto colpevole di aver usufruito indebitamente di un servizio di vigilanza per la sua abitazione dall’azienda, che gestiva anche la sicurezza all’interno del porto e di aver provato a rivelare la bozza di un bando di gara per trovare un partner alla società che avrebbe dovuto realizzare la stazione marittima.
Il pm aveva chiesto una condanna a quattro anni e tre mesi, cadute le accuse di abuso d’ufficio e turbativa d’asta.

“Ricorreremo in appello contro questa sentenza sorprendente. Confidiamo che in quella sede non potrà che essere riconosciuta la completa estraneità del nostro assistito a tutti i fatti contestati”, recita una nota emessa dai difensori di Forcieri, gli avvocati Guido Carli, Andrea Corradino e Paolo Mione.

“Attendiamo di leggere le motivazioni per capire come il Tribunale abbia ritenuto di fondare la condanna su ipotesi accusatorie basate su interpretazioni a senso unico di intercettazioni, che sono state smentite in dibattimento da prove documentali inoppugnabili e testimonianze chiare e circostanziate. Quanto emerso in dibattimento è chiaro: nessuna condotta corruttiva da parte di Forcieri, nessun favore né chiesto né concesso, nessun utilizzo improprio di carte di credito dell’AP. Al contrario: fondi pubblici gestiti con oculatezza, bilanci in attivo che hanno sempre superato l’attento esame anche della Corte dei Conti e del Parlamento, una gestione esemplare dell’Autorità Portuale”.

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