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Quarantaquattro anni dopo il Titanic, il 26 luglio del 1956 un’ altra grande tragedia del mare con l’Andrea Doria

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Tempo di lettura: 2 minuti

Era ritenuta la nave più bella del mondo, un vanto per l’Italia che stava cercando di ricostruire la propria reputazione dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Purtroppo quella dell’Andrea Doria non fu una storia felice di un transatlantico considerato sicuro oltre che bello, bensì una favola triste che si concluse in una calda  e nebbiosa serata estiva.

Era il 26 luglio del 1956 quando la nave si inabissò a sud dell’isola di Nantucket, a poche ore di navigazione da New York City; 11 ore prima era stata speronata dalla nave Stockholm, una nave  svedese rompighiaccio con la punta rinforzata, riconvertita in nave passeggeri.

L’ Andrea Doria era stata costruita nei cantieri Ansaldo, di Sestri, Genova, e varata nel 1951.

Il suo nome derivava dal celebre ed eroico ammiraglio ,politico e nobile genovese del XVI secolo.

Era un transatlantico lussuoso In ogni dettaglio  è considerato il gioiello delle Lineee Italia.

Nel luglio del 1956 aveva iniziato da Genova la sua centunesima traversata verso New York; a bordo ospitava il jet set dell’epoca, nelle cabine di prima classe, ma anche tanta gente comune, che andava a trovare parenti emigrati o che partiva per inseguire il “sogno americano”, nella classe turistica.

Sulla nave c’ erano 1134 passeggeri e 572 membri dell’equipaggio agli ordini del comandante Piero Calamai,un genovese taciturno, capitano di lunga esperienza,al suo ultimo viaggio prima della pensione.

Riuscirono a salvarsi quasi tutti; morirono 46 ospiti, alloggiati in classe turistica e sorpresi nelle loro cabine, nei ponti inferiori della nave dove avvenne l’urto, e 5 marinai della nave svedese.

L’ Andrea Doria stava navigando in un mare calmo ma c’era una fitta nebbia, un fatto consueto in quel tratto dell’Atlantico.

E in effetti ancora adesso gli abitanti dell’ isola di Nanticket la chiamano ” la piccola signora in grigio del mare”.

L’orologio segnava le 23:05 quando la prua della Stockholm speronò la fiancata dell’Andrea Doria, mentre l’orchestra di bordo stava suonando “Arrivederci Roma”.

La nave svedese fu seriamente danneggiata, ma rimase a galla; l’Andrea Doria invece incominciò a imbarcare acqua, attraverso lo squarcio provocato dalla collisione  e a inclinarsi di lato.

Provvidenziale fu l’arrivo sul posto della nave da crociera francese ” Ile de France” che mise in salvo un gran numero di naufraghi, tra cui l’attrice statunitense Betsy Drake, moglie del famoso attore  Cary Grant. Stava rientrando da una visita al marito, sul set spagnolo del film “Orgoglio e passione”.

Alle 5 del mattino a bordo dell’Andrea Doria non c’era più nessuno, solo il comandante Calamai che aveva diretto con perizia e  fermezza le operazioni di salvataggio.

Non voleva abbandonare la nave che stava per inabissarsi col suo lussuoso arredamento e decine di opere d’arte. Fu portato in salvo dai suoi ufficiali, la nave affondò 11 ore dopo e ora  giace su un fianco a 48 metri di profondità sui fondali di Nantucket.

In un primo tempo l’ inchiesta stabilì che ci fu un errore umano da parte del comandante Calamai, ma in seguito la verità venne a galla: si  era trattato di un errore del  giovane terzo ufficiale svedese. Egli aveva calcolato erroneamente la distanza che separava la sua nave dall’Andrea Doria ( 6 miglia anziché  2) e  fece accostare a dritta, l’impatto non poté essere evitato.

Quando fu ristabilita la verità, il comandante Calamai era già morto di crepacuore a causa delle ingiuste accuse che  si erano riversate su di lui.

Quarantaquattro anni dopo la tragedia del Titanic, si era consumata un’ altra grande tragedia del mare.

Alessandro Barbero – dal web

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