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Report Allianz sulle assicurazioni marittime: Il mondo post-pandemico apre le porte a nuovi rischi

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Tempo di lettura: 2 minuti

Monaco – “Se la pandemia Covid-19 ha provocato poche richieste di risarcimento dirette per il settore assicurativo marittimo, il successivo impatto sul benessere dell’equipaggio, l’esplosione del trasporto via mare e la congestione dei porti solleva potenziali preoccupazioni sulla sicurezza”.

Così Seareport pone una delle questioni cardine delle assicurazioni marittime. E spiega: “La domanda di personale per gli equipaggi è alta, ma molti lavoratori marittimi qualificati ed esperti stanno lasciando il settore e si prevede una grave carenza di ufficiali entro cinque anni. Per chi rimane, il morale è basso perché le pressioni commerciali, i doveri di conformità alle regole e i carichi di lavoro sono invece molto alti. Queste condizioni di lavoro posso provocare errori e in effetti l’analisi di AGCS dimostra che il 75% degli incidenti di navigazione sono dovuti a errore umano”.

Il rimbalzo economico dopo i lockdown dovuti al Covid-19 ha creato, come si è visto, un periodo di boom per il trasporto marittimo con aumenti record delle tariffe di trasporto e noleggio. Se questo aspetto è positivo per le compagnie di navigazione, i tassi di noleggio più alti e la carenza di capacità delle navi container stanno invogliando alcuni operatori ad utilizzare navi portarinfuse e porta prodotti o convertire le petroliere per trasportare i container. In questo caso l’uso di navi non containerizzate solleva domande sulla stabilità, sui sistemi antincendio e sulla sicurezza del carico. Le navi portarinfuse non sono progettate per trasportare container, il che potrebbe avere un impatto sulle loro caratteristiche di manovra in caso di maltempo e l’equipaggio potrebbe non essere in grado di rispondere adeguatamente in caso di incidente.

In conclusione “la domanda di trasporto via mare è elevata e alcuni proprietari stanno estendendo la vita attiva delle navi. Già prima della pandemia, l’età media delle navi stava aumentando. Anche se ci sono molte flotte ben gestite e manutenute composte da navi più vecchie, l’analisi ha dimostrato che le navi container e cargo più datate (di età compresa tra i 15 e i 25 anni) hanno maggiori probabilità di provocare sinistri, poiché soffrono la corrosione e i sistemi e i macchinari sono più soggetti a guasti. L’età media di una nave coinvolta in una perdita totale negli ultimi 10 anni è di 28 anni.

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