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Sanzioni e autolesionismo. Alessandro Becce: tutto il danno ricade non sugli oligarchi ma su industria e porti italiani

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MARINA DI CARRARA – “Fatico a capire la logica di alcune sanzioni”. E’ questo l’esordio dell’intervento di Alessandro Becce, Amministratore delegato del Gruppo FHP Holding portuale F2i.

Che spiega subito il perché. “Una volta arrivate sulle banchine dei nostri porti viene bloccato lo sdoganamento di  merci riconducibili alla Russia o a società controllate da oligarchi in black list”.
Ebbene “tale azione sta penalizzando la nostra industria siderurgica che ha fame di materie prime (ghisa, rottame, bricchette)”.
E  questo purtroppo lo si sa. Quello che non tutti sanno è che “peccato che le merci in questione vengono pagate all’imbarco e pertanto agli oligarchi o alle società oggetto di tali restrizioni non frega nulla di quanto accade nei nostri porti in quanto hanno già incassato quanto dovuto”.
Per cui “il danno così ricade solo sull’ industria italiana che ha pagato materie prime che non può ritirare e (ricade) sui porti  nei quali si trovano piazzali occupati da merce che non può essere consegnata e che toglie spazio e risorse alla merce libera da vincoli: così al danno sommiamo la beffa”.
“Facciamo quello che serve ma facciamolo bene valutando bene le implicazioni: il blocco delle merci allo sbarco è un vero autogol! Non mi sembra una buona idea!”

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