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Scuola Nazionale Trasporti e Logistica: da trent’anni fucina di competenze per il sistema dei porti in Italia

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Missione compiuta. E’ con questa espressione che si conclude il Report sull’attività della Scuola Nazionale Trasporti e Logistica della Spezia, che ha anche due sedi distaccate, una a Genova e l’altra a Marina di Carrara, e che è presente con le sue attività di formazione in molte regioni italiane. Con la soddisfazione di aver dato (anche in un momento di cambiamento quale quello affrontato nel 2020) continuità a tutti i servizi e di aver cercato di rispondere ai bisogni delle persone, dei giovani e delle aziende, grazie agli investimenti tecnologici, all’ideazione di un nuovo modello informatizzato di formazione, e re-inventato un modello di lavoro superando gli standard fino ad oggi conosciuti.

Alla soddisfazione si è aggiunto il giusto orgoglio per affrontare non un anno qualsiasi, il corrente 2021, ma l’anno del trentennale.  “Grazie a tutte le persone coinvolte e al loro impegno di squadra – ha commentato il direttore della Scuola Genziana Giacomelli – la formazione ha potuto proseguire e dare ottimi risultati. La sfida è stata, per lo staff, i docenti, le aziende e i giovani, di preservare un alto grado di normalità. Sono stati infatti regolarmente attivati stage, tirocini, azioni di accompagnamento al lavoro, inserimenti occupazionali anche in un periodo assolutamente critico per le imprese, a testimonianza anche del fatto che gli obiettivi di ripresa e di crescita che le caratterizzano hanno bisogno di adeguate competenze e, pertanto, del nostro lavoro”.

Dicevamo della ricorrenza di ben trent’anni di attività svolta nell’alta formazione per figure professionali necessarie ai porti, ai trasporti e alla logistica del mare. La Scuola è stata infatti fondata nel 1991 quando – spiega il suo Presidente Piergino Scardigli – sull’onda delle grandi modificazioni, dall’intermodalità alla logistica, allora già in atto nella portualità italiana, si richiedeva con urgenza un profondo mutamento professionale negli addetti al lavoro del porto e dei trasporti. La Scuola fu fondata appunto per dare una risposta concreta all’innovazione avviata nel porto della Spezia nel quale si stavano gettando le basi per la creazione di un modello organizzativo che negli anni Ottanta aveva fatto fare allo scalo spezzino un salto di qualità, di quantità e di efficienza, tali da diventare il primo porto nazionale che movimentava un milione di container contro i 300mila di Genova, entrata in crisi per le resistenze al nuovo sistema dei traffici”.

I numeri della Scuola Nazionale Trasporti e Logistica testimoniano già da soli i risultati, con dati di sicuro interesse soprattutto se rapportati a questo anno a dir poco complesso. Per le aziende sono stati attivati 277 corsi su tematiche trasversali, organizzative, tecniche, gestionali, le ore di formazione sono state 2.220 di cui il 60% in ambito Sicurezza sul lavoro. Le aziende formate sono state 36, i dipendenti partecipanti 1.800, e sono state rilasciate 1.800 abilitazioni in ambito Sicurezza sul lavoro.  In parallelo sono stati organizzati e condotti a conclusione 8 corsi per i giovani – Logistic Manager; Addetto Ufficio Merci; Tecnico Ferroviario Polifunzionale; Il Trasporto e gli scambi internazionali; Amministrazione, finanza e controllo di gestione in ambito logistica e trasporti; Tecnico programmatore per il settore logistica, trasporti e spedizioni – con 2.814 ore di formazione realizzate al mese di dicembre 2020. I giovani formati sono stati 101, con l’attivazione di 50 stage e di 44 tirocini. E di questi giovani formati già un terzo ha trovato immediata occupazione.

“Questi numeri – sottolinea il Presidente della Scuola Piergino Scardigli – sono ancor più significativi proprio perché riferiti alla formazione di competenze delle quali ha sempre più bisogno un settore come quello della logistica e dei trasporti che risulta di fondamentale importanza strategica per il nostro Paese, in particolare modo come si è potuto constatare in contingenze storiche come quella affrontata quest’anno e nell’anno che sta per iniziare”.

La Scuola si è dimostrata, alla prova dei fatti, dunque, uno strumento di crescita e di sviluppo di tutta l’economia marittima nel suo complesso, seguendo i tempi della digitalizzazione, proprio nel preparare i giovani nelle professionalità secondo i bisogni e le richieste in base alle figure richieste dalle aziende per il lavoro nei porti (logistic manager, spedizioniere, addetto ufficio merci, operatore portuale), nel dare sostegno alle imprese nella formazione, che è ormai diventata necessariamente continua, del personale dipendente, e nell’indirizzare le aziende sull’utilizzo dei fondi destinati alla formazione. È un modello, quello messo a punto – e ovviamente sempre in evoluzione – tanto che la scuola è stata ed è chiamata, come detto, ad operare in tutti i porti italiani e alla quale fu affidata anche la formazione di venti ingegneri destinati a ricostruire e gestire l’intermodalità dell’Iraq nella fase post bellica.

Ultima annotazione. E’ ormai chiaro e dimostrato che la strada maestra per entrare nel mondo del lavoro muniti delle competenze richieste dalle imprese è la formazione mirata. Lo dimostrano le alte percentuali di assunzioni post qualifica grazie anche al modello dei bandi impostato dall’Assessore Ilaria Cavo della Regione Liguria, percentuali che superano il 60 per cento e che per il corso degli addetti al trasporto merci ferroviario è stato idel cento per cento.

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