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Si chiama Meltant il robot giapponese che salirà a bordo delle navi mercantili per sollevare i marittimi da lavori pesanti e rischiosi

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Tempo di lettura: 2 minuti

I robot salgono a bordo delle navi mercantili per utilizzarli come “pezzi” dell’equipaggio, nelle sale macchine o durante le operazioni di carico e scarico, sia portuale che offshore. E’ questo il contenuto dell’accordo tra due società giapponesi, la compagnia marittima Mitsui OSK Lines e la società di robotica Meltin MMI dopo oltre un anno di collaborazione.

Il memorandum che recepisce l’intesa è rilevante perché le due aziende lavoreranno non solo, a quanto è dato sapere, sulle tipologie di mercantili e di rotte marittime in cui inserire i robot di Meltin (la società che è stata fondata nel 2013 a Tokyo) ma anche per testare e accelerare lo sviluppo della robotica nello shipping. 

Il robot che verrà utilizzato è il modello Meltant-&beta, (“beta”, cioè prodotto pronto per essere testato in ambienti di lavoro reali.

Va precisato che si tratta di un robot, non di un androide, il che vuol dire che è riconoscibile come una macchina e richiede una programmazione, diversamente dall’androide appunto che nel mondo della fantascienza può essere indistinguibile da un essere umano e dotato di una certa autonomia. 

Meltant-β viene già impiegato da aziende private e organizzazioni governative in via sperimentale. È comandato a distanza da un operatore che lo manovra con guanti speciali tramite un visore per vedere e sentire quello che il robot percepisce.

Il robot Meltant-&beta resiste alla polvere e alle scintille e può adoperare strumenti di precisione come trapani, cinghie, interruttori, attività che richiedono movimenti complessi e precisi, possibili grazie a sensori di cui è dotato alle sue estremità.

A giugno del 2019 è stato presentato al G20 di Osaka, in Giappone, oltre in altri eventi internazionali specialmente per il suo utilizzo in edilizia.

Applicarlo allo shipping significa aprire per lui un mondo del tutto nuovo. Tanto è che si procederà per fasi. In una prima fase le sue società cominceranno a vedere in che modo farlo muovere a bordo e quali possono essere le sue mansioni.

«I problemi che deve affrontare il settore delle spedizioni marittime includono non solo la prevenzione degli incidenti e la garanzia di operazioni sicure ma anche il miglioramento della qualità del trasporto per soddisfare in modo più efficace le esigenze dei clienti», si legge in una nota. «Pertanto – continua il comunicato – sta diventando sempre più importante per l’industria assumere un punto di vista a medio e lungo termine nella ricerca di soluzioni anche in prospettiva della navigazione autonoma e del controllo da remoto». 

I recenti sviluppi nella comunicazione digitale (basti pensare al 5G), così come il miglioramento della stessa ingegneria meccanica di tipo robotico, rendono sempre più attuabile l’inserimento di robot a bordo dei mercantili per sostituirli agli uomini in lavori pesanti e usuranti come nelle sale macchine, ma anche per movimentare carichi pesanti e complicati da stabilizzare. E qui vengono messi in evidenza i problemi della salute e della sicurezza dei marittimi.

Il loro già sperimentato utilizzo in edilizia consente di pensate all’impiego dei robot di Meltin in lavori pesanti, pericolosi, logoranti o svolti in ambienti a temperature molto alte o molto basse. L’obiettivo delle due società giapponesi è, almeno in questa fase iniziale, non tanto di sostituire i marittimi ma di aiutarli nei carichi di lavoro e nel rendere il lavoro a bordo meno rischioso.

Certo è che non si può dire oggi che cosa potrà accadere quando la sperimentazione di questi robot avrà dato i risultati che si attendono anche perché la via dell’automazione, come si sa, è stata intrapresa in molti settori della nostra vita quotidiana a cominciare dai mezzi della mobilità urbana e non.

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