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Strade e storia: omaggio della Spezia a un cittadino illustre e al primo doge a vita della Repubblica di Genova

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LA SPEZIA – Intitolato a Franco Marmori lo slargo  in via XX Settembre a fianco dell’Accademia Lunigianese di Scienze Giovanni Capellini e a Simone Boccanegra l’area di via XXVII  Marzo dove arriva l’ascensore, di fronte all’ingresso del castello San Giorgio

 L’Amministrazione  comunale, con il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini e l’assessore alla Toponomastica Maria Grazia Frijia, ha intitolato  a Franco Marmori lo slargo  in via XX Settembre a fianco dell’Accademia Lunigianese di Scienze Giovanni Capellini, di fronte all’ingresso dell’ascensore che porta in via XXVII Marzo e a Simone Boccanegra l’area di via XXVII  Marzo dove arriva l’ascensore, di fronte all’ingresso del castello San Giorgio

 Franco Marmori, nato alla Spezia il 31 maggio 1923 e ivi morto il 10 novembre 2007 – Laurea in Architettura presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze, Professore Associato in Architettura degli Interni alla Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Genova e richiamato dalla Facoltà con incarico di Corso Libero Parificato per la stessa Disciplina, Docente di Composizione Nautica nella Scuola Diretta a Fini Speciali per la progettazione della Nautica da Diporto dell’Università di Genova, sede alla Spezia, Esperto nella Commissione Regionale per la compilazione degli elenchi delle Bellezze Naturali della Provincia della Spezia, Ispettore Onorario della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici della Liguria, Membro della Commissione Diocesana per l’Arte Sacra Accademico della Lunigianese di Scienze Giovanni Capellini (Classe Scienze Storico Morali), Vice Presidente della stessa Accademia, Presidente dell’Azienda di Promozione Turistica, Membro del Consiglio di Amministrazione del Parco Regionale Montemarcello-Magra, Presidente o Membro di Commissioni Universitarie,  Autore di cinquanta pubblicazioni, di cui numerosi saggi sul patrimonio artistico e ambientale  ligure,  Membro del Consiglio di Indirizzo e Commissione Cultura della Fondazione Carispe.  Negli anni successivi al conferimento dell’incarico di insegnamento, l’attività scientifica si è rivolta allo studio di architetture civili, religiose e fortificate. L’indagine critica si è allora indirizzata allo studio dei monu­menti con prevalente interesse verso l’analisi dei rapporti indot­ti dai sistemi costruttivi dell’architettura degli interni. Tra gli impegni  la partecipazione all’iniziativa dell’Amministrazione Provinciale della Spezia, quale membro della Commissione Consiliare e quale capo di un gruppo di ricerca per la compilazione del Catalogo dei Beni Culturali della Provincia della Spezia.

 Simone Boccanegra è stato il primo doge a vita della Repubblica di Genova ed è conosciuto in Italia e all’estero soprattutto perché a lui è dedicata un’opera lirica di Giuseppe Verdi. Era il primo aprile 1343 quando il sindaco Spezzino Benedetto Perdomo, nella veste di procuratore degli uomini della Spezia, Tivegna, Isola, Vesigna, Follo, Bastremoli, Piana Battolla, Valeriano e Marinasco chiese al Doge l’istituzione di un capoluogo di podesteria alla Spezia che, staccandosi da quella di Carpena, conservasse tutte le franchigie e le immunità godute sotto la precedente giurisdizione. Il doge della Repubblica, riconoscendo come “devoti e fedeli al Comune di Genova” gli uomini delle università richiedenti, istituì, nonostante le vive opposizioni dei carpanesi, la Podesteria della Spezia staccandola da quella di Carpena. Primo podestà, carica che sarà sempre affidata a membri di illustri famiglie della repubblica, fu nominato Allegro Bianco. La podesteria di Carpena cessò di esistere nel giugno del 1371 e il suo territorio, che comprendeva diverse frazioni oggi appartenenti al nostro comune (Pegazzano, Biassa, Fabiano, Campiglia), nonché Carpena, Castiglione, Polverara, Sorbolo e Carnea, venne incorporato nella podesteria della Spezia. Il doge Simone Boccanegra, uomo autoritario, volitivo e pratico, esponente del minor patriziato genovese detto dei popolari, è stato quindi colui che ha riconosciuto l’importanza della nostra città nell’ambito della Repubblica dandogli il ruolo di capoluogo di Podesteria fin dal 1343.

 

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