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Tra le nuove frontiere della sostenibilità accanto alle mongolfiere e ai droni ecco un progetto italo-austriaco che restaura una goletta per il trasporto delle merci a vela

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Tempo di lettura: 2 minuti

Trapani –  Con una espressione di appunto sconsolato è stata salutata la mostra fotografica sui velieri d’epoca che erano tornati nel Golfo della Spezia per il Trofeo Mariperman. L’appunto era più o meno: godiamoceli prima che scompaiano. Come sono a rischio i mestieri di questa nobile arte marinara che pochi appassionati cercano di tramandare.

Ma proprio in questi giorni arrivano, sui trasporti marittimi sostenibili, idee, progetti, realizzazioni che fanno pensare ai corsi e ricorsi di Giovambattista Vico. Come il ritorno dei grandi dirigibili che, dopo un secolo dalla loro scomparsa sulla scena, sono ripensati, in parallelo con i modernissimi droni, intanto per i trasporti in aree difficilmente raggiungibili.

Ebbene, tra queste soluzioni ecocompatibili, più economiche e di agevole impiego, stanno rispuntando anche i velieri non solo da adibire alle parate, al turismo, alle regate ma anche da impiegare nel trasporto delle merci.

“Tornare a trasportare le merci a vela: la nuova frontiera della sostenibilità” è un recente titolo di Liguria Nautica che presenta un progetto italo-austriaco per il “clean-shipping” prevedendo il restauro di una goletta carica di storia. Sì, racconta Caterina Lazzeri che si chiama “Brigantes il progetto appunto italo-austriaco, che punta sul trasporto delle merci a vela per rendere la logistica più sostenibile e rivitalizzare l’arte della marineria diffusa. Per farlo sta restaurando l’omonima goletta, dalla lunga e bella storia, nel porto di Trapani”.

E annota: “Mentre per secoli le vele hanno solcato i mari di tutto mondo trasportando merci e cultura, oggi la logistica è delegata solo a navi cargo sempre più ciclopiche e dall’enorme impatto ambientale, sia sui mari che sulle coste. Il movimento del “clean shipping” cerca invece di recuperare il trasporto a vela e la cultura marinaresca ad esso correlata, per portare verso lo zero l’impronta ecologica degli spostamenti delle merci che vengono da lontano”.

Mentre sono in corso i lavori di restauro della goletta, Brigantes sta infatti già commercializzando un caffè biologico e solidale trasportato a vela, collaborando con velieri d’epoca già adibiti a navi cargo.

Un altro degli obiettivi di Brigantes è riportare nei piccoli porti l’attività commerciale e marittima. In questo modo si rivitalizza l’arte della marineria, e la si riconduce nel contesto dell’economia reale.

E ricorda che “ci sono per esempio i velieri della olandese Fairtransport, come il brigantino Tres Hombres, del 1943, oppure lo schooner Avontuur del 1920, che trasportano anche altre merci sulle rotte degli alisei, come il rhum”.

Fonte: la Rivista on line Liguria Nautica

 

 

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