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“Transizione” alla Spezia e a Marina di Carrara non come percorso “a strappi” ma per azioni di lungo periodo

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Tempo di lettura: 3 minuti

La precedente e seconda parte della relazione del Presidente del dell’Autorità di Sistema del Mar Ligure Orientale (alla quale fanno capo i Porti e le Comunità della Spezia e di Marina di Carrara) terminava con questa affermazione: i pilastri della “resilienza” sono la transizione digitale, la transizione energetica e le politiche di inclusione sociale. Tutti questi aspetti sono fra loro intimamente legati. Ripartiamo da qui per entrare nelle scelte contenute nel Piano Operativo Triennale 2022-2024.

di Mario Sommariva

Il Piano Operativo Triennale 2022-2024 dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale si fonda pertanto sul permeare lo sviluppo delle varie iniziative ed azioni che saranno proposte ed alcune già in corso, con i contenuti della politica di resilienza.

Per quanto, nello svolgimento del Piano, per chiarezza di esposizione, si troveranno specifici capitoli intitolati ai vari assi portanti della politica comunitaria di ripresa e resilienza, in realtà tali principi, concetti e punti di riferimento percorreranno, “orizzontalmente” ogni singola proposta, opera od azione da intraprendere, secondo una visione unitaria ed integrata.

La pandemia ha rappresentato un fattore straordinario di accelerazione di fenomeni già ben presenti nel mondo e nelle diverse società nazionali. Il cambiamento climatico, l’esponenziale diffusione delle tecnologie digitali, la crescita delle diseguaglianze sociali, erano tutti fenomeni già ben presenti e conosciuti, nello scenario planetario.

Le nuove politiche comunitarie di ripresa e resilienza, si propongono di affrontare questi fenomeni con decisione, sulla base del presupposto che il mondo post-Covid dovrà aver trovato le chiavi per affrontare alcune criticità, pena il degrado dell’ambiente e della convivenza civile fra le persone.

Il mondo percepisce insomma, pur fra forti tensioni economiche e geopolitiche, di essere di fronte ad una svolta epocale.

Da qui la scelta delle diverse “transizioni” proposte dalle nuove politiche comunitarie: quella energetica, quella digitale e quella “sociale giusta”.

Innanzi tutto è di grande importanza la scelta della parola “transizione” che suggerisce non un percorso “a strappi” ma per tappe successive, azioni di lungo periodo, capaci di essere corrette e di intrecciarsi con i cambiamenti che il futuro ci proporrà.

Il nostro Piano, nei limiti del suo ridotto campo d’azione e nei limiti dei risultati che si può proporre, deve tuttavia assumere questo respiro e questo orizzonte.

Il tutto attraverso azioni concrete, realizzabili e misurabili nei loro effetti.

Questo cambiamento generale di orizzonte deve essere ben compreso ed interpretato perché muta gli stessi connotati dei principi di efficienza, efficacia e competitività.

La competitività di un porto, di un sistema portuale, non potrà dunque più essere misurata esclusivamente in base ai soli volumi movimentati ovvero alla velocità del “dwell time”.

Pur restando essenziali questi fattori tradizionali, la competitività si misurerà altresì sul tasso di sostenibilità energetica, sul tasso di digitalizzazione, sul tasso di inclusione sociale.

Si dovrebbe dunque dire che le misure proposte nel Piano Operativo Triennale 2022-2024 sono misure per la resilienza e la competitività del sistema portuale.

Il percorso della transizione energetica, che deve essere inteso quindi non solo come una somma di pur indispensabili misure di efficientamento e risparmio energetico quanto come un mutamento generalizzato dei paradigmi di funzionamento del sistema. Andando al cuore del problema, avviando il cambiamento nelle modalità di produzione dell’energia e virando con decisione verso le fonti rinnovabili ed in prospettiva verso l’utilizzo dell’idrogeno. Cambiamento che dovrà coinvolgere complessivamente tutti gli attori del sistema portuale.

È questo il senso dei Protocolli recentemente stipulati con ENEL e SNAM per avviare forme di collaborazione volte a percorrere la via della transizione energetica. Questi importanti atti strategici, sottoscritti con i principali attori dello scenario nazionale della produzione e distribuzione di energia, entrambi impegnati nella decarbonizzazione e nell’avvio di politiche di transizione, serviranno a dare corpo ad iniziative concrete, fatte di scelte e tappe intermedie, sulla strada del cambiamento e della sostenibilità.

(3 – continua)

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