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 Un osservatorio profondo per le ricerche su ambiente marino e geofisica nel Mar Ligure Orientale

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CINQUE TERRE – Studio dei cambiamenti climatici, protezione degli ecosistemi marini e mitigazione dei rischi naturali sono gli obiettivi dell’Osservatorio sottomarino profondo Levante Canyon Mooring installato al largo delle Cinque Terre.

Ciò grazie alla collaborazione del Distretto Ligure delle Tecnologie Marine (DLTM) con gli Enti di ricerca nazionale attivi nell’area del Golfo della Spezia (CNR, ENEA, INGV) e con l’Istituto Idrografico della Marina.

Questo tipo di infrastruttura costituisce un osservatorio sottomarino multidisciplinare avanzato, sempre più presente a livello mediterraneo e mondiale, assente nel Mar Ligure Orientale fino al 2019, anno in cui è iniziato il monitoraggio nell’ambito dell’Osservatorio LAB MARE coordinato dal DLTM.

Nello specifico, l’osservatorio Levante Canyon Mooring è costituito da una catena strumentata dedicata al monitoraggio geofisico ed oceanografico in mare profondo di parametri come salinità, temperatura, torbidità e velocità della corrente per lo studio del fondo e della colonna d’acqua.

Il recupero, la manutenzione e il riposizionamento del mooring è stata resa possibile grazie al supporto della Nave Leonardo della Marina Militare e dalle competenze specifiche dei tecnici del CNR ENEA e IIM, consentendo la continuità temporale dell’acquisizione dei dati con operazioni avvenute in tempi rapidi con il mantenimento dell’osservatorio a circa 6.5 miglia nautiche al largo dell’Area Marina Protetta delle Cinque Terre, dove la profondità raggiunge i 600 m. Questo tratto di mare costituisce un punto di osservazione marino esclusivo, non solo perché è posto all’interno del Santuario Pelagos, zona con elevata concentrazione di cetacei, ma anche per la presenza di un canyon sottomarino che, per le forti correnti di fondo e il notevole apporto di sedimenti e sostanze organiche, crea un ambiente favorevole allo sviluppo e crescita di ecosistemi di pregio quali i coralli profondi. Un studio congiunto ENEA e IIM nel 2014 ha infatti evidenziato con il supporto di un ROV (sottomarino a comando remoto) la presenza di coralli bianchi vivi alla profondità di circa 570 m. Questi organismi danno origine ad ecosistemi profondi ad elevata biodiversità ma subiscono un forte impatto causato dalla pesca a strascico; devono quindi essere preservati e sono di notevole interesse scientifico.

L’osservatorio è stato realizzato con il co-finanziamento della Regione Liguria (con risorse PAR-FSC 2007-2013 “Fondo per lo sviluppo e la coesione” per la realizzazione dei laboratori del Polo DLTM) e grazie alla condivisione di risorse umane, infrastrutture ed attrezzature da parte di tutti gli enti pubblici di ricerca coinvolti, coordinati dal DLTM. Questo sistema di monitoraggio multidisciplinare rappresenta quindi il primo passo verso un più vasto sistema di acquisizione ed elaborazione di dati geofisici ed oceanografici del nostro mare.

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