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Verso un 2023 di disruption delle catene logistiche, congestione dei porti, nuovi processi globalizzati, calo dei noli marittimi?

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Trieste– Disruption delle catene logistiche, congestione dei porti, nuove opportunità e nuova organizzazione dei processi globalizzati, calo dei noli marittimi.

Questi i principali argomenti dell’ultima newsletter online di Aiom (Agenzia Imprenditoriale Operatori Marittimi) di Trieste, ripresa e rilanciata da AdriaPorts.

L’interdipendenza economica e climatica, sotto l’effetto di eventi traumatici e emergenziali, è – si legge – in fase di una nuova interpretazione, che – secondo AIOM – sta ricomponendo l’organizzazione delle localizzazioni e della logistica delle attività.

Come risulta dalle dichiarazioni della Commissione Europea, degli Stati Uniti, di diverse imprese e di molti politici, le intenzioni sarebbero quelle di realizzare l’autonomia e l’indipendenza delle catene di fornitura dei mercati di consumo occidentali.

In questo scenario, sempre secondo gli esperti dell’Agenzia, si evidenzia anche un nuovo peso dell’intervento pubblico nel libero mercato, che per “il ritorno a casa” occidentale sta investendo miliardi di euro in incentivazioni, in termini di sgravi fiscali e agevolazioni di ogni tipo, a discapito delle spese cosiddette sociali. “Non sarebbe ora di pensare a modelli economici innovativi di rilancio, basati su attività e traffici sani e equi?” si chiede Aiom.

Il pezzo centrale si occupa invece del trend al ribasso dei noli marittimi, con l’interessante paragone sull’andamento dei traffici tra i principali porti europei e quelli del Nord Adriatico. A partire dal terzo trimestre 2022, i primi (relativamente al traffico container) segnano risultati generalmente in calo: Rotterdam -4,1%, Amburgo -2,7%, Bremerhaven -9,5%, Valencia -6%, Algeciras -1%, Genova -1,9%, La Spezia -7,5%; mentre i secondi sono ancora in sostanziale rialzo: Trieste +16,81%, Capodistria +3,23%, Venezia +9,65%, Ravenna +13,41%.

“Covid-19, sfida climatica, prove muscolari e spintoni fra le potenze o aspiranti tali per minare l’egemonia finanziaria ed economica e quindi politica degli Stati Uniti, ed al culmine la guerra ucraina hanno drasticamente ridimensionato sia le aspettative che gli obiettivi del globalismo che ha mostrato tutti i suoi limiti”. Questo l’inizio della parte che prova a spiegare come dal 2023: “nulla sarà più come prima”.

In chiusura l’analisi delle priorità su trasporti e logistica per l’UE nel corso dell’anno appena iniziato. “L’effetto combinato della pandemia di Covid-19 e della guerra in Ucraina ha avuto un forte impatto sui tra-sporti e sulla connettività nell’Ue, ciò comportando ripercussioni sull’intera economia dell’Unione, con l’apertura di nuovi scenari: si tracciano nuove rotte e si accorciano le filiere, ciò comportando notevoli ripercussioni sulle catene logistiche” scrive AIOM.

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