<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Port Logistic Press</title>
	<atom:link href="https://portlogisticpress.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.portlogisticpress.it/</link>
	<description>Il magazine online della logistica portuale</description>
	<lastBuildDate>Fri, 09 Oct 2026 17:56:43 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.3</generator>

<image>
	<url>https://portlogisticpress.it/wp-content/wp-uploads/2020/02/Favicon_big_pic-150x150.jpg</url>
	<title>Port Logistic Press</title>
	<link>https://www.portlogisticpress.it/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Fincantieri in WSense, dalla ricerca all’industria e alla crescita internazionale</title>
		<link>https://portlogisticpress.it/fincantieri-in-wsense-dalla-ricerca-allindustria-e-alla-crescita-internazionale/</link>
					<comments>https://portlogisticpress.it/fincantieri-in-wsense-dalla-ricerca-allindustria-e-alla-crescita-internazionale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 17:56:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agenda Italia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://portlogisticpress.it/?p=148707</guid>

					<description><![CDATA[<p>Roma &#8211; Dalla ricerca della Sapienza Università di Roma alla crescita internazionale, fino all’ingresso nel perimetro di uno dei principali gruppi industriali europei. La storia di WSense, spin-off universitario oggi scale-up deep tech con una presenza internazionale, rappresenta un caso concreto di come una tecnologia nata dalla ricerca pubblica possa trasformarsi in impresa e arrivare alla grande industria. E racconta, attraverso un percorso che oggi rappresenta ancora un’eccezione nel panorama italiano, come ricerca, capitale, ecosistema e industria possano concorrere alla costruzione di un campione tecnologico europeo. Nata dalla ricerca accademica della Sapienza nel campo delle comunicazioni subacquee, WSense ha sviluppato tecnologie proprietarie per il monitoraggio e la comunicazione underwater e per l’Internet of Underwater Things, portando la capacità di trasmettere dati in ambienti subacquei complessi verso applicazioni industriali e mercati internazionali. Un percorso reso possibile non soltanto dalla qualità della ricerca e dalla capacità imprenditoriale del team, ma dalla progressiva costruzione di un ecosistema di sostegno alla crescita: investitori italiani e internazionali hanno accompagnato le diverse fasi di sviluppo della società, mentre CDP Venture Capital ha contribuito a rafforzare la capacità del sistema italiano di sostenere una deep tech nel passaggio dalla ricerca alla dimensione industriale. Oggi questo percorso entra in una nuova fase con l’ingresso di Fincantieri come azionista di maggioranza. Un’operazione che, come annunciato lo scorso luglio, apre una nuova fase per WSense, che mantiene autonomia, identità e continuità manageriale, mettendo al tempo stesso le proprie tecnologie e competenze al servizio della strategia underwater di uno dei principali gruppi industriali europei. Il valore della storia, tuttavia, va oltre l’operazione societaria. WSense rappresenta infatti un caso concreto di trasferimento tecnologico compiuto: una tecnologia nata nella ricerca pubblica, trasformata in impresa attraverso capitale e competenze, portata sui mercati internazionali e infine integrata nella strategia industriale di un grande gruppo globale. È questa la traiettoria che l’ecosistema italiano è chiamato a rendere sempre più frequente: non soltanto generare ricerca di eccellenza, ma creare le condizioni perché quella ricerca possa diventare impresa, crescere, scalare e contribuire alla competitività industriale del Paese. È proprio questo il significato dell’incontro tenutosi nella sede romana di WSense, che ha riunito l’AD di Fincantieri Pierroberto Folgiero, la Magnifica Rettrice della Sapienza Università di Roma Antonella Polimeni, l’AD di CDP Venture Capital Emanuele Levi, e gli investitori internazionali che hanno creduto in WSense e ne hanno sostenuto il percorso fino all’ingresso di Fincantieri. “Sei anni fa parlavamo del potenziale dell’università e della possibilità di trasformare la ricerca in innovazione e impresa. Oggi la storia di WSense dimostra concretamente che questo può accadere: quando l’ecosistema universitario viene correttamente stimolato e sostenuto, la ricerca può trasformarsi in un’impresa capace di crescere e competere a livello internazionale. Per questo credo che la storia di WSense vada raccontata ai nostri giovani ricercatori e dottorandi: perché dimostra che tra università e industria può esistere una traiettoria concreta e che, quando si costruisce una visione comune, si liberano energia, creatività e nuove opportunità per il sistema e per il Paese.”, ha sottolineato Antonella Polimeni, Magnifica Rettrice della Sapienza Università di Roma. “L’ingresso di Fincantieri apre per WSense una nuova fase, ma soprattutto rende concreto un modello di polo industriale underwater basato sull’integrazione verticale e sulla collaborazione tra realtà che mantengono autonomia, competenze e identità imprenditoriale. – ha spiegato la CEO e co-founder di WSense, Chiara Petrioli – In questi primi mesi abbiamo già potuto sperimentare il valore delle sinergie tra le diverse realtà che ne fanno parte, con WSense nel ruolo di abilitatore e integratore delle soluzioni. È un modello nuovo, in cui una grande azienda sceglie di mettere l’innovazione al centro del proprio posizionamento in un dominio strategico e, allo stesso tempo, crea le condizioni perché l’imprenditorialità e le competenze specialistiche continuino a crescere. L’obiettivo è costruire un ecosistema underwater unico in Europa per capacità di integrare tecnologie, competenze e soluzioni lungo l’intera filiera.” “WSense è la dimostrazione che l’Italia possiede tutte le competenze necessarie per generare innovazione di livello mondiale: ricerca universitaria, imprenditorialità, capitale e capacità industriale. La sfida è mettere questi elementi a sistema e accompagnarne la crescita. L’ingresso di WSense nel perimetro di Fincantieri si inserisce proprio in questa prospettiva: favorire l’incontro tra tecnologia e mercato e contribuire alla costruzione di una filiera underwater d’eccellenza, con l’ambizione di consolidare un campione internazionale capace di competere nei domini strategici del futuro.”, ha commentato Pierroberto Folgiero, AD e Direttore Generale di Fincantieri. Un modello da rendere replicabile La storia di WSense mostra che il trasferimento tecnologico non si esaurisce nel passaggio di una tecnologia dal laboratorio al mercato. Richiede un ecosistema capace di accompagnare una ricerca ad alto potenziale lungo tutte le fasi della sua trasformazione: dalla validazione scientifica alla costruzione dell’impresa, dalla raccolta di capitali alla crescita internazionale, fino all’incontro con la grande industria. È un modello particolarmente rilevante per il deep tech, dove tempi di sviluppo, complessità tecnologica e fabbisogno di capitale rendono indispensabile la collaborazione tra università, investitori, istituzioni e industria. WSense dimostra che questa traiettoria può essere costruita anche in Italia. E che una tecnologia nata dalla ricerca pubblica italiana, quando trova le condizioni per crescere, può diventare un’impresa internazionale e contribuire alla competitività di un grande gruppo industriale europeo. La sfida, ora, è fare in modo che WSense non resti un caso isolato, ma diventi un modello replicabile: perché la ricerca italiana possa trasformarsi più spesso in tecnologia, impresa e competitività industriale. __________ Su WSENSE Dare voce all’oceano, rendendo possibile la raccolta di dati sottomarini su larga scala e ad alta densità, in tempo reale e nel pieno rispetto degli ecosistemi: è questa la missione di WSENSE. Basate su tecnologie brevettate, le soluzioni WSense utilizzano le onde acustiche multi-frequenza e tecnologie ottiche senza fili, permettendo comunicazioni wireless sottomarine in tempo reale, affidabili e sicure, senza impattare sui fondali. Un &#8220;Wi-Fi sottomarino&#8221; per collegare robotica, sensori, attuatori e subacquei professionisti in un unico ecosistema di comunicazione unificato, e fornire supporto al controllo del dominio sottomarino e alla protezione delle infrastrutture critiche. Attiva dal 2017, WSense conta oggi</p>
<p>L'articolo <a href="https://portlogisticpress.it/fincantieri-in-wsense-dalla-ricerca-allindustria-e-alla-crescita-internazionale/">Fincantieri in WSense, dalla ricerca all’industria e alla crescita internazionale</a> proviene da <a href="https://portlogisticpress.it">Port Logistic Press</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Roma &#8211; Dalla ricerca della Sapienza Università di Roma alla crescita internazionale, fino all’ingresso nel perimetro di uno dei principali gruppi industriali europei.</h3>
<p>La storia di WSense, spin-off universitario oggi scale-up deep tech con una presenza internazionale, rappresenta un caso concreto di come una tecnologia nata dalla ricerca pubblica possa trasformarsi in impresa e arrivare alla grande industria. E racconta, attraverso un percorso che oggi rappresenta ancora un’eccezione nel panorama italiano, come ricerca, capitale, ecosistema e industria possano concorrere alla costruzione di un campione tecnologico europeo.<br />
Nata dalla ricerca accademica della Sapienza nel campo delle comunicazioni subacquee, WSense ha sviluppato tecnologie proprietarie per il monitoraggio e la comunicazione underwater e per l’Internet of Underwater Things, portando la capacità di trasmettere dati in ambienti subacquei complessi verso applicazioni industriali e mercati internazionali.<br />
Un percorso reso possibile non soltanto dalla qualità della ricerca e dalla capacità imprenditoriale del team, ma dalla progressiva costruzione di un ecosistema di sostegno alla crescita: investitori italiani e internazionali hanno accompagnato le diverse fasi di sviluppo della società, mentre CDP Venture Capital ha contribuito a rafforzare la capacità del sistema italiano di sostenere una deep tech nel passaggio dalla ricerca alla dimensione industriale.<br />
Oggi questo percorso entra in una nuova fase con l’ingresso di Fincantieri come azionista di maggioranza.<br />
Un’operazione che, come annunciato lo scorso luglio, apre una nuova fase per WSense, che mantiene<br />
autonomia, identità e continuità manageriale, mettendo al tempo stesso le proprie tecnologie e competenze al servizio della strategia underwater di uno dei principali gruppi industriali europei.<br />
Il valore della storia, tuttavia, va oltre l’operazione societaria. WSense rappresenta infatti un caso concreto di trasferimento tecnologico compiuto: una tecnologia nata nella ricerca pubblica, trasformata in impresa attraverso capitale e competenze, portata sui mercati internazionali e infine integrata nella strategia industriale di un grande gruppo globale. È questa la traiettoria che l’ecosistema italiano è chiamato a rendere sempre più frequente: non soltanto generare ricerca di eccellenza, ma creare le condizioni perché quella ricerca possa diventare impresa, crescere, scalare e contribuire alla competitività industriale del Paese.<br />
È proprio questo il significato dell’incontro tenutosi nella sede romana di WSense, che ha riunito l’AD di Fincantieri Pierroberto Folgiero, la Magnifica Rettrice della Sapienza Università di Roma Antonella Polimeni, l’AD di CDP Venture Capital Emanuele Levi, e gli investitori internazionali che hanno creduto in WSense e ne hanno sostenuto il percorso fino all’ingresso di Fincantieri.<br />
“Sei anni fa parlavamo del potenziale dell’università e della possibilità di trasformare la ricerca in innovazione e impresa. Oggi la storia di WSense dimostra concretamente che questo può accadere: quando l’ecosistema universitario viene correttamente stimolato e sostenuto, la ricerca può trasformarsi in un’impresa capace di crescere e competere a livello internazionale. Per questo credo che la storia di WSense vada raccontata ai nostri giovani ricercatori e dottorandi: perché dimostra che tra università e industria può esistere una traiettoria concreta e che, quando si costruisce una visione comune, si liberano energia, creatività e nuove opportunità per il sistema e per il Paese.”, ha sottolineato Antonella Polimeni, Magnifica Rettrice della Sapienza Università di Roma.</p>
<p>“L’ingresso di Fincantieri apre per WSense una nuova fase, ma soprattutto rende concreto un modello di polo industriale underwater basato sull’integrazione verticale e sulla collaborazione tra realtà che mantengono autonomia, competenze e identità imprenditoriale. – ha spiegato la CEO e co-founder di WSense, Chiara Petrioli – In questi primi mesi abbiamo già potuto sperimentare il valore delle sinergie tra le diverse realtà che ne fanno parte, con WSense nel ruolo di abilitatore e integratore delle soluzioni. È un modello nuovo, in cui una grande azienda sceglie di mettere l’innovazione al centro del proprio posizionamento in un dominio strategico e, allo stesso tempo, crea le condizioni perché l’imprenditorialità e le competenze specialistiche continuino a crescere.<br />
L’obiettivo è costruire un ecosistema underwater unico in Europa per capacità di integrare tecnologie,<br />
competenze e soluzioni lungo l’intera filiera.”<br />
“WSense è la dimostrazione che l’Italia possiede tutte le competenze necessarie per generare innovazione di livello mondiale: ricerca universitaria, imprenditorialità, capitale e capacità industriale. La sfida è mettere questi elementi a sistema e accompagnarne la crescita. L’ingresso di WSense nel perimetro di Fincantieri si inserisce proprio in questa prospettiva: favorire l’incontro tra tecnologia e mercato e contribuire alla costruzione di una filiera underwater d’eccellenza, con l’ambizione di consolidare un campione internazionale capace di competere nei domini strategici del futuro.”, ha commentato Pierroberto Folgiero, AD e Direttore Generale di Fincantieri.</p>
<p>Un modello da rendere replicabile La storia di WSense mostra che il trasferimento tecnologico non si esaurisce nel passaggio di una tecnologia dal laboratorio al mercato. Richiede un ecosistema capace di accompagnare una ricerca ad alto potenziale lungo tutte le fasi della sua trasformazione: dalla validazione scientifica alla costruzione dell’impresa, dalla raccolta di capitali alla crescita internazionale, fino all’incontro con la grande industria.<br />
È un modello particolarmente rilevante per il deep tech, dove tempi di sviluppo, complessità tecnologica e fabbisogno di capitale rendono indispensabile la collaborazione tra università, investitori, istituzioni e industria.<br />
WSense dimostra che questa traiettoria può essere costruita anche in Italia. E che una tecnologia nata dalla ricerca pubblica italiana, quando trova le condizioni per crescere, può diventare un’impresa internazionale e contribuire alla competitività di un grande gruppo industriale europeo.<br />
La sfida, ora, è fare in modo che WSense non resti un caso isolato, ma diventi un modello replicabile: perché la ricerca italiana possa trasformarsi più spesso in tecnologia, impresa e competitività industriale.<br />
__________<br />
Su <strong>WSENSE</strong><br />
Dare voce all’oceano, rendendo possibile la raccolta di dati sottomarini su larga scala e ad alta densità, in tempo reale e nel pieno rispetto degli ecosistemi: è questa la missione di WSENSE. Basate su tecnologie brevettate, le soluzioni WSense utilizzano le onde acustiche multi-frequenza e tecnologie ottiche senza fili, permettendo comunicazioni wireless sottomarine in tempo reale, affidabili e sicure, senza impattare sui fondali. Un &#8220;Wi-Fi sottomarino&#8221; per collegare robotica,<br />
sensori, attuatori e subacquei professionisti in un unico ecosistema di comunicazione unificato, e fornire supporto al controllo del dominio sottomarino e alla protezione delle infrastrutture critiche. Attiva dal 2017, WSense conta oggi su una squadra di oltre 80 ingegneri e ricercatori – con uffici in Italia, Norvegia e Regno Unito, e dipendenti in Francia ed Emirati Arabi – e annovera tra i propri clienti il Ministero della Difesa Italiano, la Marina Militare, il National Center for Wildlife,<br />
Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Enea, Terna, AkerBP, A2A, ENI e partnerships con aziende come Leonardo, Saipem, Fincantieri e Alcatel Submarine Networks.</p>
<p>Ad oggi, WSense ha trasmesso in tempo reale circa 4 milioni di dati oceanici con oltre 50 parametri.<br />
Per saperne di più: https://wsense.it &#8211; https://bit.ly/WSense_WEF</p>
<p><strong>Nella foto da sinistra Levi Polimeni Petrioli e Folgiero </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://portlogisticpress.it/fincantieri-in-wsense-dalla-ricerca-allindustria-e-alla-crescita-internazionale/">Fincantieri in WSense, dalla ricerca all’industria e alla crescita internazionale</a> proviene da <a href="https://portlogisticpress.it">Port Logistic Press</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://portlogisticpress.it/fincantieri-in-wsense-dalla-ricerca-allindustria-e-alla-crescita-internazionale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un kit gratuito per le aziende per sensibilizzare sull’uso delle shopper in plastica</title>
		<link>https://portlogisticpress.it/un-kit-gratuito-per-le-aziende-per-sensibilizzare-sulluso-delle-shopper-in-plastica/</link>
					<comments>https://portlogisticpress.it/un-kit-gratuito-per-le-aziende-per-sensibilizzare-sulluso-delle-shopper-in-plastica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 17:50:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blue & Green]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://portlogisticpress.it/?p=148710</guid>

					<description><![CDATA[<p>LA SPEZIA &#8211; Confcommercio, in collaborazione con il Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI), rilancia per il sesto anno, la campagna di sensibilizzazione “Un sacchetto di cose da fare per l’ambiente”. La campagna richiama il corretto utilizzo dei sacchetti in plastica, il loro diversificato impatto ambientale e la necessità di non disperderli, favorendo un regolare riuso, riutilizzo e riciclo. “Questa iniziativa si inquadra all’interno del percorso di sensibilizzazione che abbiamo intrapreso nei confronti del sistema associativo sui temi dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale. – ha spiegato il direttore di Confcommercio La Spezia Roberto Martini (nella foto) – La riduzione degli impatti ambientali passa anche dai comportamenti del consumatore e dalle sue scelte consapevoli.” La campagna si rivolge sia al settore della distribuzione alimentare, sia alle attività diverse non food (distribuzione elettronica, abbigliamento, ferramenta, etc). Confcommercio mette a disposizione delle aziende associate un kit di divulgazione che ricordi ai clienti e ai consumatori quali sono gli shoppers da utilizzare e qual è il loro corretto smaltimento. Il kit di divulgazione è fornito gratuitamente da Confcommercio La Spezia e comprende: clip audio di 30’’ per uso nel punto vendita; poster informativo in formato 70 x 100 cm.; cartello informativo 21 x 29,7 cm.; leaflet informativo a 3 ante in formato 148 x 210 cm. E’ possibile prenotare il proprio kit scrivendo una mail a info@confcommerciolaspezia.it &#160;</p>
<p>L'articolo <a href="https://portlogisticpress.it/un-kit-gratuito-per-le-aziende-per-sensibilizzare-sulluso-delle-shopper-in-plastica/">Un kit gratuito per le aziende per sensibilizzare sull’uso delle shopper in plastica</a> proviene da <a href="https://portlogisticpress.it">Port Logistic Press</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>LA SPEZIA &#8211; Confcommercio, in collaborazione con il Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI), rilancia per il sesto anno, la campagna di sensibilizzazione “Un sacchetto di cose da fare per l’ambiente”.</h3>
<p>La campagna richiama il corretto utilizzo dei sacchetti in plastica, il loro diversificato impatto ambientale e la necessità di non disperderli, favorendo un regolare riuso, riutilizzo e riciclo.</p>
<p>“Questa iniziativa si inquadra all’interno del percorso di sensibilizzazione che abbiamo intrapreso nei confronti del sistema associativo sui temi dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale. – ha spiegato il <strong>direttore di Confcommercio La Spezia Roberto Martini (nella foto) </strong>– La riduzione degli impatti ambientali passa anche dai comportamenti del consumatore e dalle sue scelte consapevoli.”</p>
<p>La campagna si rivolge sia al settore della distribuzione alimentare, sia alle attività diverse non food (distribuzione elettronica, abbigliamento, ferramenta, etc). Confcommercio mette a disposizione delle aziende associate un kit di divulgazione che ricordi ai clienti e ai consumatori quali sono gli shoppers da utilizzare e qual è il loro corretto smaltimento.</p>
<p>Il kit di divulgazione è fornito gratuitamente da Confcommercio La Spezia e comprende:</p>
<ul>
<li>clip audio di 30’’ per uso nel punto vendita;</li>
<li>poster informativo in formato 70 x 100 cm.;</li>
<li>cartello informativo 21 x 29,7 cm.;</li>
<li>leaflet informativo a 3 ante in formato 148 x 210 cm.</li>
</ul>
<p>E’ possibile prenotare il proprio kit scrivendo una mail a <a href="mailto:info@confcommerciolaspezia.it">info@confcommerciolaspezia.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://portlogisticpress.it/un-kit-gratuito-per-le-aziende-per-sensibilizzare-sulluso-delle-shopper-in-plastica/">Un kit gratuito per le aziende per sensibilizzare sull’uso delle shopper in plastica</a> proviene da <a href="https://portlogisticpress.it">Port Logistic Press</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://portlogisticpress.it/un-kit-gratuito-per-le-aziende-per-sensibilizzare-sulluso-delle-shopper-in-plastica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alla Casa in Piazza arriva l’edilizia del futuro: dall’esoscheletro alla stampa 3D</title>
		<link>https://portlogisticpress.it/alla-casa-in-piazza-arriva-ledilizia-del-futuro-dallesoscheletro-alla-stampa-3d/</link>
					<comments>https://portlogisticpress.it/alla-casa-in-piazza-arriva-ledilizia-del-futuro-dallesoscheletro-alla-stampa-3d/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 16:53:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://portlogisticpress.it/?p=148696</guid>

					<description><![CDATA[<p>LA SPEZIA &#8211; Non solo arredamento, ristrutturazione e soluzioni per la casa. La nuova edizione di “La Casa in Piazza”, manifestazione organizzata da Confartigianato La Spezia, porta nel cuore della città anche le tecnologie che stanno cambiando il modo di progettare, costruire e intervenire sugli edifici. Da venerdì 9 a domenica 11 ottobre, Piazza del Bastione ospiterà aziende e professionisti del settore, con un’area espositiva e un programma di appuntamenti dedicati al mondo dell’abitare. Tra le novità più interessanti ci saranno alcune dimostrazioni pratiche di tecnologie innovative applicate all’edilizia e all’artigianato. I visitatori potranno vedere in funzione un esoscheletro, dispositivo pensato per supportare l’operatore nelle attività fisicamente più impegnative, in particolare nel sollevamento, aumentando le capacità fisiche e riducendo lo sforzo. Una tecnologia che apre nuove prospettive anche sul fronte della sicurezza e dell’ergonomia del lavoro. Spazio anche alla stampa 3D, che permette di realizzare decorazioni, riprodurre stucchi e creare componenti non più disponibili sul mercato. Una soluzione particolarmente interessante per il recupero e la riqualificazione, perché consente di realizzare pezzi personalizzati anche quando gli originali non sono più reperibili. Un’altra dimostrazione riguarderà gli scanner laser, strumenti in grado di rilevare con precisione i dati perimetrali degli ambienti e fornire informazioni utili alla progettazione e agli interventi di ristrutturazione. «Vogliamo mostrare concretamente come la tecnologia possa potenziare il lavoro delle piccole imprese senza sostituirne le competenze – sottolinea Paolo Figoli, presidente di Confartigianato La Spezia – esoscheletri, stampa 3D e scanner laser sono esempi di innovazioni che possono rendere il lavoro più sicuro, preciso ed efficiente e, allo stesso tempo, offrire nuove possibilità ai clienti. Portiamo queste tecnologie direttamente in piazza perché l’innovazione va vista e toccata con mano». La manifestazione è realizzata con il contributo di Camera di Commercio Riviere di Liguria, Comune della Spezia e BVLG, e con il patrocinio di Regione Liguria, Provincia della Spezia, Collegio dei Geometri, Ordine degli Architetti, Ordine degli Ingegneri, Confedilizia, Anaci e ISS Cardarelli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://portlogisticpress.it/alla-casa-in-piazza-arriva-ledilizia-del-futuro-dallesoscheletro-alla-stampa-3d/">Alla Casa in Piazza arriva l’edilizia del futuro: dall’esoscheletro alla stampa 3D</a> proviene da <a href="https://portlogisticpress.it">Port Logistic Press</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>LA SPEZIA &#8211; Non solo arredamento, ristrutturazione e soluzioni per la casa.</h3>
<p>La nuova edizione di “La Casa in Piazza”, manifestazione organizzata da Confartigianato La Spezia, porta nel cuore della città anche le tecnologie che stanno cambiando il modo di progettare, costruire e intervenire sugli edifici.<br />
Da venerdì 9 a domenica 11 ottobre, Piazza del Bastione ospiterà aziende e professionisti del settore, con un’area espositiva e un programma di appuntamenti dedicati al mondo dell’abitare. Tra le novità più interessanti ci saranno alcune dimostrazioni pratiche di tecnologie innovative applicate all’edilizia e all’artigianato.</p>
<p><strong>I visitatori potranno vedere in funzione un esoscheletro</strong>, dispositivo pensato per supportare l’operatore nelle attività fisicamente più impegnative, in particolare nel sollevamento, aumentando le capacità fisiche e riducendo lo sforzo. Una tecnologia che apre nuove prospettive anche sul fronte della sicurezza e dell’ergonomia del lavoro.</p>
<p><strong>Spazio anche alla stampa 3D</strong>, che permette di realizzare decorazioni, riprodurre stucchi e creare componenti non più disponibili sul mercato. Una soluzione particolarmente interessante per il recupero e la riqualificazione, perché consente di realizzare pezzi personalizzati anche quando gli originali non sono più reperibili.</p>
<p>Un’altra dimostrazione riguarderà<strong> gli scanner laser</strong>, strumenti in grado di rilevare con precisione i dati perimetrali degli ambienti e fornire informazioni utili alla progettazione e agli interventi di ristrutturazione.</p>
<p>«Vogliamo mostrare concretamente come la tecnologia possa potenziare il lavoro delle piccole imprese senza sostituirne le competenze – sottolinea Paolo Figoli, presidente di Confartigianato La Spezia – esoscheletri, stampa 3D e scanner laser sono esempi di innovazioni che possono rendere il lavoro più sicuro, preciso ed efficiente e, allo stesso tempo, offrire nuove possibilità ai clienti. Portiamo queste tecnologie direttamente in piazza perché l’innovazione va vista e toccata con mano».</p>
<p>La manifestazione è realizzata con il contributo di Camera di Commercio Riviere di Liguria, Comune della Spezia e BVLG, e con il patrocinio di Regione Liguria, Provincia della Spezia, Collegio dei Geometri, Ordine degli Architetti, Ordine degli Ingegneri, Confedilizia, Anaci e ISS Cardarelli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://portlogisticpress.it/alla-casa-in-piazza-arriva-ledilizia-del-futuro-dallesoscheletro-alla-stampa-3d/">Alla Casa in Piazza arriva l’edilizia del futuro: dall’esoscheletro alla stampa 3D</a> proviene da <a href="https://portlogisticpress.it">Port Logistic Press</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://portlogisticpress.it/alla-casa-in-piazza-arriva-ledilizia-del-futuro-dallesoscheletro-alla-stampa-3d/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La mostra “Caselli 50” nel castello di Lerici presentata alla Camera dei Deputati</title>
		<link>https://portlogisticpress.it/la-mostra-caselli-50-nel-castello-di-lerici-presentata-alla-camera-dei-deputati/</link>
					<comments>https://portlogisticpress.it/la-mostra-caselli-50-nel-castello-di-lerici-presentata-alla-camera-dei-deputati/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 16:52:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Costume&Società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://portlogisticpress.it/?p=148694</guid>

					<description><![CDATA[<p>ROMA &#8211; LERICI &#8211; La mostra “Caselli 50” è approdata a Roma per la sua presentazione  nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, alla presenza dell&#8217;onorevole Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura. Un&#8217;occasione di rilievo istituzionale per presentare il progetto espositivo e il catalogo dedicati a Giuseppe Umberto Caselli, nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa, e per portare all&#8217;attenzione nazionale il patrimonio artistico e culturale del territorio lericino. Promossa dal Comune di Lerici e curata dall&#8217;Associazione Startè in collaborazione con l&#8217;Archivio Caselli, l&#8217;esposizione sarà inaugurata sabato 10 ottobre alle 17.00 al Castello di Lerici, dove rimarrà visitabile fino al 29 novembre. La data dell&#8217;inaugurazione coincide con la ventiduesima Giornata del Contemporaneo, promossa da AMACI – Associazione dei Musei d&#8217;Arte Contemporanea Italiani, che quest&#8217;anno si sviluppa attorno al tema “Geografie della contemporaneità”. Un filo conduttore che trova una particolare corrispondenza nell&#8217;opera di Caselli, artista profondamente legato al proprio territorio, ma capace di interpretarlo attraverso una ricerca espressiva in continua evoluzione. Nelle sue opere il paesaggio supera la dimensione puramente geografica per diventare luogo di memoria, esperienza e sperimentazione artistica, in un dialogo costante tra identità locale e linguaggi universali. Il progetto riunisce novanta opere rappresentative della produzione del maestro, offrendo un percorso attraverso i temi e le diverse stagioni della sua ricerca artistica: dalle vedute della costa e del paesaggio ligure ai ritratti dei personaggi del suo tempo, fino alle opere legate alla drammatica esperienza della prigionia nel campo di Mauthausen durante la Prima Guerra Mondiale. La presentazione romana rappresenta un ulteriore momento di valorizzazione di un artista profondamente legato alla storia e all&#8217;identità del territorio spezzino, la cui opera continua a essere oggetto di studio, ricerca e interesse collezionistico. “Portare Caselli alla Camera dei Deputati significa dare una dimensione nazionale a un patrimonio artistico che appartiene alla nostra storia, ma il cui valore va ben oltre i confini locali” dichiara il Sindaco di Lerici Marco Russo che continua: “La presentazione della mostra e del catalogo in una sede istituzionale così prestigiosa rappresenta un riconoscimento importante per il lavoro di valorizzazione culturale che stiamo portando avanti. Caselli ha saputo raccontare il nostro territorio e la sua gente, ma anche attraversare e interpretare alcune delle vicende più drammatiche del Novecento. Riscoprirne l&#8217;opera significa quindi custodire una parte della nostra memoria collettiva e, allo stesso tempo, restituirla a un pubblico sempre più ampio. L&#8217;inaugurazione di sabato – prosegue il Sindaco – sarà anche l&#8217;occasione per confermare il ruolo del Castello di Lerici come spazio espositivo di riferimento, capace di accogliere progetti culturali di qualità e di mettere in relazione il patrimonio artistico con quello storico e architettonico. È una direzione sulla quale intendiamo continuare a investire, nella convinzione che la cultura rappresenti una risorsa fondamentale per l&#8217;identità e l&#8217;attrattività del nostro territorio”. A dieci anni dalla mostra “Con gli occhi di Caselli”, allestita nel 2016 al Castello di San Terenzo, “Caselli 50” segna il ritorno di una grande esposizione monografica dedicata al maestro. Un progetto reso possibile anche grazie all&#8217;attività dell&#8217;Archivio Caselli, istituito da Startè nel 2016, che nel corso degli anni ha censito e catalogato centinaia di opere provenienti da collezioni pubbliche e private. Il catalogo, presentato a Roma insieme alla mostra, accompagnerà il percorso espositivo, contribuendo alla conoscenza e alla valorizzazione della produzione artistica di Caselli e del lavoro di ricerca condotto dall&#8217;Archivio. “Portare alla Camera il progetto espositivo e il catalogo dedicati a Giuseppe Umberto Caselli vuol dire portare all&#8217;attenzione nazionale il patrimonio artistico e culturale del territorio lericino. Riscoprire i maestri rimasti lontani dai circuiti maggiori è una responsabilità istituzionale verso la memoria artistica d’Italia. Mi complimento con l&#8217;Amministrazione comunale di Lerici, con il Sindaco Marco Russo, l&#8217;Assessore Lisa Saisi e con il curatore Paolo Asti dell&#8217;Associazione Startè per aver dato centralità a questo grande interprete del Novecento. Celebrare Caselli significa rendere omaggio al suo percorso e rafforzare l&#8217;identità culturale e il valore futuro dell&#8217;intero territorio” commenta l’On. Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati. In sala stampa questa mattina anche Umberto Croppi, presidente dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Roma, che propone una lettura dell&#8217;opera di Caselli attraverso la continua evoluzione del suo linguaggio espressivo. “Caselli è un artista che non si lascia racchiudere nella sola definizione di paesaggista – osserva Croppi – La sua è una ricerca in movimento, alimentata dal confronto con le grandi correnti artistiche del Novecento, dall&#8217;espressionismo al futurismo, ma soprattutto dalle esperienze che hanno segnato la sua vita. La prigionia a Mauthausen, la frequentazione di Lorenzo Viani e l&#8217;incontro con le avanguardie contribuiscono a formare una personalità artistica originale, capace di sperimentare senza mai perdere la riconoscibilità del proprio sguardo. Anche nelle marine, che rappresentano una parte fondamentale della sua produzione, il paesaggio non è mai una semplice rappresentazione della realtà, ma diventa espressione di emozioni, tensioni e stati d&#8217;animo. È questa profondità a collocare Caselli ben oltre i confini della pittura locale, tra i protagonisti dell&#8217;arte italiana del Novecento”. “La presentazione alla Camera dei Deputati costituisce un passaggio particolarmente significativo per il progetto Caselli 50 – commenta Paolo Asti, presidente dell&#8217;Associazione Startè e segretario dell&#8217;Archivio Caselli – In questi anni abbiamo lavorato per ricostruire, censire e approfondire la produzione di un artista che occupa un posto speciale nella storia culturale spezzina. Caselli è probabilmente uno degli autori più presenti nelle collezioni private del nostro territorio, un artista le cui opere sono entrate nelle case e nella memoria di intere generazioni. Con questa mostra e con il catalogo vogliamo proseguire il percorso di studio e valorizzazione avviato dall&#8217;Archivio, offrendo nuove occasioni di conoscenza e contribuendo a consolidare il riconoscimento della sua opera anche al di fuori del contesto locale. Desidero inoltre ricordare Francesco Vaccarone che di Caselli fu allievo e che, fino alla sua scomparsa, ha presieduto l&#8217;Archivio, contribuendo con la propria sensibilità artistica e umana a questo importante lavoro di conservazione della memoria”. L&#8217;appuntamento di Roma anticipa dunque l&#8217;apertura al pubblico di “Caselli 50”, che dal 10 ottobre trasformerà il Castello di Lerici in un luogo di incontro tra</p>
<p>L'articolo <a href="https://portlogisticpress.it/la-mostra-caselli-50-nel-castello-di-lerici-presentata-alla-camera-dei-deputati/">La mostra “Caselli 50” nel castello di Lerici presentata alla Camera dei Deputati</a> proviene da <a href="https://portlogisticpress.it">Port Logistic Press</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>ROMA &#8211; LERICI &#8211;</strong> La mostra “Caselli 50” è approdata a Roma per la sua presentazione  nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, alla presenza dell&#8217;onorevole Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura.</h3>
<p>Un&#8217;occasione di rilievo istituzionale per presentare il progetto espositivo e il catalogo dedicati a Giuseppe Umberto Caselli, nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa, e per portare all&#8217;attenzione nazionale il patrimonio artistico e culturale del territorio lericino. Promossa dal Comune di Lerici e curata dall&#8217;Associazione Startè in collaborazione con l&#8217;Archivio Caselli, l&#8217;esposizione sarà inaugurata sabato 10 ottobre alle 17.00 al Castello di Lerici, dove rimarrà visitabile fino al 29 novembre.</p>
<p>La data dell&#8217;inaugurazione coincide con la ventiduesima Giornata del Contemporaneo, promossa da AMACI – Associazione dei Musei d&#8217;Arte Contemporanea Italiani, che quest&#8217;anno si sviluppa attorno al tema “Geografie della contemporaneità”. Un filo conduttore che trova una particolare corrispondenza nell&#8217;opera di Caselli, artista profondamente legato al proprio territorio, ma capace di interpretarlo attraverso una ricerca espressiva in continua evoluzione. Nelle sue opere il paesaggio supera la dimensione puramente geografica per diventare luogo di memoria, esperienza e sperimentazione artistica, in un dialogo costante tra identità locale e linguaggi universali. Il progetto riunisce novanta opere rappresentative della produzione del maestro, offrendo un percorso attraverso i temi e le diverse stagioni della sua ricerca artistica: dalle vedute della costa e del paesaggio ligure ai ritratti dei personaggi del suo tempo, fino alle opere legate alla drammatica esperienza della prigionia nel campo di Mauthausen durante la Prima Guerra Mondiale. La presentazione romana rappresenta un ulteriore momento di valorizzazione di un artista profondamente legato alla storia e all&#8217;identità del territorio spezzino, la cui opera continua a essere oggetto di studio, ricerca e interesse collezionistico.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-148703 aligncenter" src="https://portlogisticpress.it/wp-content/wp-uploads/2026/10/Lerici-alla-Camera-presentazione-mostra-caselli-002-300x268.jpeg" alt="" width="527" height="471" srcset="https://portlogisticpress.it/wp-content/wp-uploads/2026/10/Lerici-alla-Camera-presentazione-mostra-caselli-002-300x268.jpeg 300w, https://portlogisticpress.it/wp-content/wp-uploads/2026/10/Lerici-alla-Camera-presentazione-mostra-caselli-002-1024x913.jpeg 1024w, https://portlogisticpress.it/wp-content/wp-uploads/2026/10/Lerici-alla-Camera-presentazione-mostra-caselli-002-768x685.jpeg 768w, https://portlogisticpress.it/wp-content/wp-uploads/2026/10/Lerici-alla-Camera-presentazione-mostra-caselli-002.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 527px) 100vw, 527px" /></p>
<p>“Portare Caselli alla Camera dei Deputati significa dare una dimensione nazionale a un patrimonio artistico che appartiene alla nostra storia, ma il cui valore va ben oltre i confini locali” dichiara il Sindaco di Lerici Marco Russo che continua: “La presentazione della mostra e del catalogo in una sede istituzionale così prestigiosa rappresenta un riconoscimento importante per il lavoro di valorizzazione culturale che stiamo portando avanti. Caselli ha saputo raccontare il nostro territorio e la sua gente, ma anche attraversare e interpretare alcune delle vicende più drammatiche del Novecento. Riscoprirne l&#8217;opera significa quindi custodire una parte della nostra memoria collettiva e, allo stesso tempo, restituirla a un pubblico sempre più ampio. L&#8217;inaugurazione di sabato – prosegue il Sindaco – sarà anche l&#8217;occasione per confermare il ruolo del Castello di Lerici come spazio espositivo di riferimento, capace di accogliere progetti culturali di qualità e di mettere in relazione il patrimonio artistico con quello storico e architettonico. È una direzione sulla quale intendiamo continuare a investire, nella convinzione che la cultura rappresenti una risorsa fondamentale per l&#8217;identità e l&#8217;attrattività del nostro territorio”.</p>
<p>A dieci anni dalla mostra “Con gli occhi di Caselli”, allestita nel 2016 al Castello di San Terenzo, “Caselli 50” segna il ritorno di una grande esposizione monografica dedicata al maestro. Un progetto reso possibile anche grazie all&#8217;attività dell&#8217;Archivio Caselli, istituito da Startè nel 2016, che nel corso degli anni ha censito e catalogato centinaia di opere provenienti da collezioni pubbliche e private. Il catalogo, presentato a Roma insieme alla mostra, accompagnerà il percorso espositivo, contribuendo alla conoscenza e alla valorizzazione della produzione artistica di Caselli e del lavoro di ricerca condotto dall&#8217;Archivio.</p>
<p>“Portare alla Camera il progetto espositivo e il catalogo dedicati a Giuseppe Umberto Caselli vuol dire portare all&#8217;attenzione nazionale il patrimonio artistico e culturale del territorio lericino. Riscoprire i maestri rimasti lontani dai circuiti maggiori è una responsabilità istituzionale verso la memoria artistica d’Italia. Mi complimento con l&#8217;Amministrazione comunale di Lerici, con il Sindaco Marco Russo, l&#8217;Assessore Lisa Saisi e con il curatore Paolo Asti dell&#8217;Associazione Startè per aver dato centralità a questo grande interprete del Novecento. Celebrare Caselli significa rendere omaggio al suo percorso e rafforzare l&#8217;identità culturale e il valore futuro dell&#8217;intero territorio” commenta l’On. Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati. In sala stampa questa mattina anche Umberto Croppi, presidente dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Roma, che propone una lettura dell&#8217;opera di Caselli attraverso la continua evoluzione del suo linguaggio espressivo. “Caselli è un artista che non si lascia racchiudere nella sola definizione di paesaggista – osserva Croppi – La sua è una ricerca in movimento, alimentata dal confronto con le grandi correnti artistiche del Novecento, dall&#8217;espressionismo al futurismo, ma soprattutto dalle esperienze che hanno segnato la sua vita. La prigionia a Mauthausen, la frequentazione di Lorenzo Viani e l&#8217;incontro con le avanguardie contribuiscono a formare una personalità artistica originale, capace di sperimentare senza mai perdere la riconoscibilità del proprio sguardo. Anche nelle marine, che rappresentano una parte fondamentale della sua produzione, il paesaggio non è mai una semplice rappresentazione della realtà, ma diventa espressione di emozioni, tensioni e stati d&#8217;animo. È questa profondità a collocare Caselli ben oltre i confini della pittura locale, tra i protagonisti dell&#8217;arte italiana del Novecento”.</p>
<p>“La presentazione alla Camera dei Deputati costituisce un passaggio particolarmente significativo per il progetto Caselli 50 – commenta Paolo Asti, presidente dell&#8217;Associazione Startè e segretario dell&#8217;Archivio Caselli – In questi anni abbiamo lavorato per ricostruire, censire e approfondire la produzione di un artista che occupa un posto speciale nella storia culturale spezzina. Caselli è probabilmente uno degli autori più presenti nelle collezioni private del nostro territorio, un artista le cui opere sono entrate nelle case e nella memoria di intere generazioni. Con questa mostra e con il catalogo vogliamo proseguire il percorso di studio e valorizzazione avviato dall&#8217;Archivio, offrendo nuove occasioni di conoscenza e contribuendo a consolidare il riconoscimento della sua opera anche al di fuori del contesto locale. Desidero inoltre ricordare Francesco Vaccarone che di Caselli fu allievo e che, fino alla sua scomparsa, ha presieduto l&#8217;Archivio, contribuendo con la propria sensibilità artistica e umana a questo importante lavoro di conservazione della memoria”.</p>
<p>L&#8217;appuntamento di Roma anticipa dunque l&#8217;apertura al pubblico di “Caselli 50”, che dal 10 ottobre trasformerà il Castello di Lerici in un luogo di incontro tra arte, storia e memoria, riportando al centro dell&#8217;attenzione una figura tra le più rappresentative della cultura figurativa spezzina.</p>
<p>***************************************</p>
<p><strong>“Caselli 50” – Castello di Lerici</strong></p>
<p>Inaugurazione: sabato 10 ottobre 2026, ore 17.00</p>
<p>Periodo espositivo: 10 ottobre – 29 novembre 2026</p>
<p><strong>Informazioni e contatti</strong></p>
<p><a href="mailto:info@starteitalia.it">info@starteitalia.it</a></p>
<p><a href="http://www.archiviocaselli.it/">www.archiviocaselli.it</a></p>
<p><a href="http://www.starteitalia.it/">www.starteitalia.it</a></p>
<p>Tel. 0187 875839</p>
<p>L'articolo <a href="https://portlogisticpress.it/la-mostra-caselli-50-nel-castello-di-lerici-presentata-alla-camera-dei-deputati/">La mostra “Caselli 50” nel castello di Lerici presentata alla Camera dei Deputati</a> proviene da <a href="https://portlogisticpress.it">Port Logistic Press</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://portlogisticpress.it/la-mostra-caselli-50-nel-castello-di-lerici-presentata-alla-camera-dei-deputati/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A &#8220;Un mare di Svizzera&#8221; sul Green Deal: il grande fallimento della politica comunitaria</title>
		<link>https://portlogisticpress.it/a-un-mare-di-svizzera-sul-green-deal-il-grande-fallimento-della-politica-comunitaria/</link>
					<comments>https://portlogisticpress.it/a-un-mare-di-svizzera-sul-green-deal-il-grande-fallimento-della-politica-comunitaria/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 16:52:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://portlogisticpress.it/?p=148692</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lugano &#8211; Green Deal europeo. Inspiegabile specie alla luce dei danni economici e produttivi che ha provocato? No. Per Tito Tettamanti, storico fondatore del Gruppo Fidinam, la risposta è ben più semplice di quanto si pensi: all’origine del Green Deal è un puro patteggiamento politico che ha consentito a Ursula von der Leyen, di ottenere gli indispensabili voti degli ambientalisti, per diventare presidente della Commissione europea. E sull’altare degli interessi politici – secondo Tettamanti – si è optato per strategie politiche improntate a utopie, ideologia, presunzione (non è certo l’Europa con la sua incidenza del 6% sull’inquinamento globale a poter risolvere il tema del riscaldamento globale) e la colpevolizzazione generalizzata degli operatori “chiamati a dimostrare con un paradosso di inversione dei termini del dibattito”. E alla presa di posizione di Tettamanti hanno fatto eco Stefano Messina, Presidente di Assarmatori, pesantemente critico sull’applicazione della tassa europea ETS sulle emissioni, e Carlo Stagnaro, Direttore Ricerche e Studi dell’Istituto Bruno Leoni, che ha evidenziato una volta di più il paradosso delle regolamentazioni unilaterali definendo il Green Deal il grande fallimento dell’Europa. Nella foto Stagnaro-Mancini-Messina-Vettosi </p>
<p>L'articolo <a href="https://portlogisticpress.it/a-un-mare-di-svizzera-sul-green-deal-il-grande-fallimento-della-politica-comunitaria/">A &#8220;Un mare di Svizzera&#8221; sul Green Deal: il grande fallimento della politica comunitaria</a> proviene da <a href="https://portlogisticpress.it">Port Logistic Press</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Lugano &#8211; Green Deal europeo. Inspiegabile specie alla luce dei danni economici e produttivi che ha provocato? No.</h3>
<p>Per Tito Tettamanti, storico fondatore del Gruppo Fidinam, la risposta è ben più semplice di quanto si pensi: all’origine del Green Deal è un puro patteggiamento politico che ha consentito a Ursula von der Leyen, di ottenere gli indispensabili voti degli ambientalisti, per diventare presidente della Commissione europea.</p>
<p>E sull’altare degli interessi politici – secondo Tettamanti – si è optato per strategie politiche improntate a utopie, ideologia, presunzione (non è certo l’Europa con la sua incidenza del 6% sull’inquinamento globale a poter risolvere il tema del riscaldamento globale) e la colpevolizzazione generalizzata degli operatori “chiamati a dimostrare con un paradosso di inversione dei termini del dibattito”.</p>
<p>E alla presa di posizione di Tettamanti hanno fatto eco Stefano Messina, Presidente di Assarmatori, pesantemente critico sull’applicazione della tassa europea ETS sulle emissioni, e Carlo Stagnaro, Direttore Ricerche e Studi dell’Istituto Bruno Leoni, che ha evidenziato una volta di più il paradosso delle regolamentazioni unilaterali definendo il Green Deal il grande fallimento dell’Europa.</p>
<p><strong>Nella foto Stagnaro-Mancini-Messina-Vettosi </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://portlogisticpress.it/a-un-mare-di-svizzera-sul-green-deal-il-grande-fallimento-della-politica-comunitaria/">A &#8220;Un mare di Svizzera&#8221; sul Green Deal: il grande fallimento della politica comunitaria</a> proviene da <a href="https://portlogisticpress.it">Port Logistic Press</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://portlogisticpress.it/a-un-mare-di-svizzera-sul-green-deal-il-grande-fallimento-della-politica-comunitaria/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Infrastrutture con cemento in scadenza Dove trovare i soldi per ricostruire?</title>
		<link>https://portlogisticpress.it/infrastrutture-con-cemento-in-scadenza-dove-trovare-i-soldi-per-ricostruire/</link>
					<comments>https://portlogisticpress.it/infrastrutture-con-cemento-in-scadenza-dove-trovare-i-soldi-per-ricostruire/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 16:51:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lo sapevate che?]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://portlogisticpress.it/?p=148690</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lugano &#8211; 839’000 chilometri di strade e autostrade sono stati costruiti tra gli anni ‘50 e ‘70 e l’80% risale al secondo dopoguerra. E ancora: la rete di ANAS comprende oltre 14’600 opere tra ponti e viadotti. Circa la metà è costituita da strutture con impalcati a graticcio, la maggior parte delle quali è stata realizzata tra il 1955 e il 1980. La metà delle infrastrutture di Autostrade per l’Italia è nata prima del 1970. RFI gestisce 19’000 tra ponti e sottopassi, il 65% dei quali costruiti prima del ’70. Per quanti anni potranno reggere? È questo l’interrogativo emerso durante il confronto svoltosi in &#8220;Un mare di Svizzera 9&#8221;, a Lugano. I dati scaturiti da una relazione di Cinzia Pidatella, Direttore Tecnico ITS Controlli Tecnici, in effetti non catalizzano solo l’interesse dei tecnici, ma anche di tutti gli utenti della rete. Il calcestruzzo usato nelle costruzioni ha una vita utile limitata che può variare molto ma ponti e gallerie costruiti più di 50 anni fa, anche se con tecniche valide e materiali a norma, possono presentare livelli di prestazione “non più ottimali”. Un problema che riguarda non solo l’Italia ma tutta la rete infrastrutturale europea, base per il funzionamento, l’efficienza e la competitività della logistica dell’intero continente. Di qui un secondo interrogativo: dove trovare le risorse e come rendere questi investimenti compatibili con gli interessi di soggetti privati, come gli enti di previdenza sociale? E di risorse ne sono necessarie molte se – come emerso dal Forum – la sola Svizzera per ricostruire la sua rete di trasporti dovrebbe spendere oltre 250 miliardi di franchi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://portlogisticpress.it/infrastrutture-con-cemento-in-scadenza-dove-trovare-i-soldi-per-ricostruire/">Infrastrutture con cemento in scadenza Dove trovare i soldi per ricostruire?</a> proviene da <a href="https://portlogisticpress.it">Port Logistic Press</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Lugano &#8211; 839’000 chilometri di strade e autostrade sono stati costruiti tra gli anni ‘50 e ‘70 e l’80% risale al secondo dopoguerra.</h3>
<p>E ancora: la rete di ANAS comprende oltre 14’600 opere tra ponti e viadotti. Circa la metà è costituita da strutture con impalcati a graticcio, la maggior parte delle quali è stata realizzata tra il 1955 e il 1980. La metà delle infrastrutture di Autostrade per l’Italia è nata prima del 1970. RFI gestisce 19’000 tra ponti e sottopassi, il 65% dei quali costruiti prima del ’70.</p>
<p>Per quanti anni potranno reggere? È questo l’interrogativo emerso durante il confronto svoltosi in &#8220;Un mare di Svizzera 9&#8221;, a Lugano. I dati scaturiti da una relazione di Cinzia Pidatella, Direttore Tecnico ITS Controlli Tecnici, in effetti non catalizzano solo l’interesse dei tecnici, ma anche di tutti gli utenti della rete.</p>
<p>Il calcestruzzo usato nelle costruzioni ha una vita utile limitata che può variare molto ma ponti e gallerie costruiti più di 50 anni fa, anche se con tecniche valide e materiali a norma, possono presentare livelli di prestazione “non più ottimali”.</p>
<p>Un problema che riguarda non solo l’Italia ma tutta la rete infrastrutturale europea, base per il funzionamento, l’efficienza e la competitività della logistica dell’intero continente.</p>
<p>Di qui un secondo interrogativo: dove trovare le risorse e come rendere questi investimenti compatibili con gli interessi di soggetti privati, come gli enti di previdenza sociale? E di risorse ne sono necessarie molte se – come emerso dal Forum – la sola Svizzera per ricostruire la sua rete di trasporti dovrebbe spendere oltre 250 miliardi di franchi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://portlogisticpress.it/infrastrutture-con-cemento-in-scadenza-dove-trovare-i-soldi-per-ricostruire/">Infrastrutture con cemento in scadenza Dove trovare i soldi per ricostruire?</a> proviene da <a href="https://portlogisticpress.it">Port Logistic Press</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://portlogisticpress.it/infrastrutture-con-cemento-in-scadenza-dove-trovare-i-soldi-per-ricostruire/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Porto Cervo, il marina diventa piattaforma: dalla sostenibilità ai risultati concreti</title>
		<link>https://portlogisticpress.it/porto-cervo-il-marina-diventa-piattaforma-dalla-sostenibilita-ai-risultati-concreti/</link>
					<comments>https://portlogisticpress.it/porto-cervo-il-marina-diventa-piattaforma-dalla-sostenibilita-ai-risultati-concreti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 16:51:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://portlogisticpress.it/?p=148688</guid>

					<description><![CDATA[<p>Porto Cevo &#8211; Sala gremita al Pevero Golf Club per la sesta tappa dei Blue Marina Awards 2026. Istituzioni, marina, ricerca e imprese a confronto su energia, dati, tutela del mare e circular yachting. Un messaggio emerge dalla giornata: la portualità turistica può diventare un laboratorio concreto di innovazione per l’intera Blue Economy. Energia, acqua, mobilità, dati, tecnologie, tutela degli ecosistemi, materiali e gestione del fine vita delle imbarcazioni. È nei marina che molte delle grandi sfide della transizione ambientale smettono di essere concetti astratti e diventano decisioni operative. È questo il messaggio emerso a Porto Cervo dalla sesta tappa dei Blue Marina Awards 2026, ospitata da Porto Cervo Marina al Pevero Golf Club. Una giornata che ha messo intorno allo stesso tavolo portualità turistica, istituzioni, ricerca e imprese per discutere non tanto di obiettivi futuri, quanto di soluzioni già disponibili, investimenti necessari e modelli concretamente applicabili. A fare da filo conduttore, una domanda: come può un marina passare dall’essere un’infrastruttura di servizio alla nautica a una piattaforma capace di generare innovazione, competitività e valore per il territorio? Ad aprire i lavori sono stati Davide Cerea di Porto Cervo Marina / Smeralda Holding e Walter Vassallo, fondatore dei Blue Marina Awards®, con la moderazione di Camilla Rocca di Forbes Italia e Nautica. Il porto turistico esce dai propri confini Il primo dato emerso dalla giornata riguarda il ruolo stesso dei marina. La loro competitività non si misura più soltanto sulla qualità degli ormeggi e dei servizi, ma sulla capacità di integrarsi con il territorio e di governare risorse, infrastrutture e nuove esigenze della nautica. Davide Cerea, Porto Cervo Marina / Smeralda Holding, ha sottolineato il valore di questa evoluzione. «Un marina oggi deve essere capace di guardare oltre l’ormeggio. Significa lavorare sulla qualità dei servizi, sull’ambiente, sull’innovazione e sul rapporto con il territorio. Porto Cervo vuole continuare a essere un luogo nel quale queste trasformazioni possano essere sperimentate concretamente.» Sul rapporto tra sviluppo della portualità e sistema nazionale è intervenuto Luciano Serra, presidente di ASSONAT-Confcommercio, partner istituzionale dei Blue Marina Awards. «La transizione diventa sostenibile anche sul piano economico quando le buone pratiche riescono a trasformarsi in modelli concreti, accessibili e replicabili. Per questo sono fondamentali collaborazione, strumenti adeguati e capacità di misurare i risultati. Il confronto promosso attraverso i Blue Marina Awards offre un’occasione per mettere in rete esperienze e soluzioni che possono contribuire alla crescita e alla qualificazione dell’intero sistema della portualità turistica italiana.» Una dimensione nazionale che deve però tradursi in valore locale. Per Gianni Sale, presidente di Assonautica Centro Nord Sardegna, il porto turistico è anche un moltiplicatore economico. Un marina genera effetti che vanno molto oltre il proprio perimetro: turismo, servizi, imprese, occupazione e attrattività della destinazione. Mettere in relazione portualità, istituzioni e sistema produttivo significa rafforzare la capacità dei territori costieri di competere. Al confronto hanno contribuito anche il Capitano di Vascello Amedeo Nacarlo, intervenuto in rappresentanza del Direttore Marittimo del Nord Sardegna Gianluca D’Agostino, e l’Amministrazione comunale di Arzachena. Con la Capitaneria l’attenzione si è concentrata sulla tutela del mare, sulla prevenzione degli scarichi e sulla necessità di tradurre le regole in procedure e comportamenti quotidiani condivisi tra marina, operatori e diportisti; con il Comune, sul ruolo del porto turistico nella strategia economica e turistica del territorio e sulla collaborazione tra amministrazione, marina e imprese. Formazione e cultura del mare sono state invece al centro dell’intervento di Corrado Fara, presidente della III Zona FIV Sardegna: «La Federazione Italiana Vela oggi porta con sé la responsabilità di contribuire anche alle tematiche sociali. La cultura marinaresca e quella ambientale sono tra le priorità delle azioni che stiamo portando avanti.» Energia e tecnologia: contano le soluzioni che funzionano Il secondo passaggio della giornata ha riguardato le infrastrutture della transizione. Efficienza energetica, fonti rinnovabili, gestione dell’acqua e nuovi vettori sono stati affrontati partendo da un principio pragmatico: non esiste innovazione sostenibile se non se ne misurano costi, benefici e reale applicabilità. Lo ha evidenziato Francesco Martellini, Consiglio Nazionale di Amici della Terra. «Non tutte le tecnologie sono sostenibili in ogni contesto, lo diventano quando producono un miglioramento misurabile con costi e impatti proporzionati. In un marina l’efficienza non riguarda soltanto l’energia, ma più in generale la gestione delle risorse e il rapporto con l’ecosistema costiero. I benefici ambientali possono coesistere con minori costi di gestione e servizi migliori e più accessibili.» Sul tema sono intervenute anche Emma Sarti di Porto Cervo Marina / Smeralda Holding, con l’esperienza maturata nella gestione operativa del marina, e Laura Andaloro del CNR, che ha affrontato opportunità e limiti dei nuovi vettori energetici per portualità e nautica. Ma la transizione passa sempre più anche dai dati. AI, robotica, sensoristica, digitalizzazione dei servizi e monitoraggio ambientale possono trasformare il marina da semplice utilizzatore di informazioni a presidio capace di osservare, prevenire e decidere. Il confronto ha coinvolto Gianfranco Bacchi, 122° Comandante dell’Amerigo Vespucci, Joyeeta Das, CEO e founder di Samudra Oceans, Fabio Legni, CEO di Poseidon Software, e Jan Pachner, presidente di One Ocean Foundation. Tecnologie diverse, ma una stessa direzione: conoscere meglio ciò che accade nel marina e nell’ambiente che lo circonda per gestire risorse, infrastrutture e rischi in modo più efficace. Circular Yachting: progettare lo scarto prima che diventi scarto Un altro passaggio della giornata ha riguardato il Circular Yachting. Il tema non è soltanto recuperare meglio ciò che arriva a fine vita. La vera sfida è intervenire prima: sui materiali utilizzati, sui prodotti impiegati nella manutenzione, sulla tracciabilità delle filiere e sulla progettazione stessa delle imbarcazioni. Maurizio Giani, Direttore Marketing di Herambiente, ha portato l’esperienza sviluppata nel recupero e nella valorizzazione dei materiali. « L&#8217;economia circolare diventa davvero efficace quando riesce a coniugare innovazione industriale, collaborazione tra filiere e coinvolgimento delle persone. Per questo Herambiente sviluppa progetti che consentono di rigenerare scarti industriali e reintrodurli nei processi produttivi, come avviene grazie all&#8217;impianto FIB3R per la fibra di carbonio, offrendo soluzioni concrete anche al mondo della nautica. Parallelamente, attraverso SCART raccontiamo il valore del recupero con il linguaggio universale dell&#8217;arte,</p>
<p>L'articolo <a href="https://portlogisticpress.it/porto-cervo-il-marina-diventa-piattaforma-dalla-sostenibilita-ai-risultati-concreti/">Porto Cervo, il marina diventa piattaforma: dalla sostenibilità ai risultati concreti</a> proviene da <a href="https://portlogisticpress.it">Port Logistic Press</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Porto Cevo &#8211; Sala gremita al Pevero Golf Club per la sesta tappa dei Blue Marina Awards 2026. </strong></h3>
<p>Istituzioni, marina, ricerca e imprese a confronto su energia, dati, tutela del mare e circular yachting. Un messaggio emerge dalla giornata: la portualità turistica può diventare un laboratorio concreto di innovazione per l’intera Blue Economy.</p>
<p>Energia, acqua, mobilità, dati, tecnologie, tutela degli ecosistemi, materiali e gestione del fine vita delle imbarcazioni. È nei marina che molte delle grandi sfide della transizione ambientale smettono di essere concetti astratti e diventano decisioni operative.</p>
<p>È questo il messaggio emerso a Porto Cervo dalla sesta tappa dei <strong>Blue Marina Awards 2026</strong>, ospitata da <strong>Porto Cervo Marina</strong> al Pevero Golf Club.</p>
<p>Una giornata che ha messo intorno allo stesso tavolo portualità turistica, istituzioni, ricerca e imprese per discutere non tanto di obiettivi futuri, quanto di <strong>soluzioni già disponibili, investimenti necessari e modelli concretamente applicabili</strong>.</p>
<p>A fare da filo conduttore, una domanda: come può un marina passare dall’essere un’infrastruttura di servizio alla nautica a una piattaforma capace di generare innovazione, competitività e valore per il territorio?</p>
<p>Ad aprire i lavori sono stati <strong>Davide Cerea di Porto Cervo Marina / Smeralda Holding</strong> e <strong>Walter Vassallo, fondatore dei Blue Marina Awards®</strong>, con la moderazione di <strong>Camilla Rocca di Forbes Italia e Nautica</strong>.</p>
<p><strong>Il porto turistico esce dai propri confini</strong></p>
<p>Il primo dato emerso dalla giornata riguarda il ruolo stesso dei marina. La loro competitività non si misura più soltanto sulla qualità degli ormeggi e dei servizi, ma sulla capacità di integrarsi con il territorio e di governare risorse, infrastrutture e nuove esigenze della nautica.</p>
<p><strong>Davide Cerea, Porto Cervo Marina / Smeralda Holding</strong>, ha sottolineato il valore di questa evoluzione.<br />
«Un marina oggi deve essere capace di guardare oltre l’ormeggio. Significa lavorare sulla qualità dei servizi, sull’ambiente, sull’innovazione e sul rapporto con il territorio. Porto Cervo vuole continuare a essere un luogo nel quale queste trasformazioni possano essere sperimentate concretamente.»</p>
<p>Sul rapporto tra sviluppo della portualità e sistema nazionale è intervenuto <strong>Luciano Serra, presidente di ASSONAT-Confcommercio</strong>, partner istituzionale dei Blue Marina Awards.<br />
«La transizione diventa sostenibile anche sul piano economico quando le buone pratiche riescono a trasformarsi in modelli concreti, accessibili e replicabili. Per questo sono fondamentali collaborazione, strumenti adeguati e capacità di misurare i risultati. Il confronto promosso attraverso i Blue Marina Awards offre un’occasione per mettere in rete esperienze e soluzioni che possono contribuire alla crescita e alla qualificazione dell’intero sistema della portualità turistica italiana.»</p>
<p>Una dimensione nazionale che deve però tradursi in valore locale. Per Gianni Sale, presidente di<strong> Assonautica Centro Nord Sardegna</strong>, il porto turistico è anche un moltiplicatore economico.</p>
<p>Un marina genera effetti che vanno molto oltre il proprio perimetro: turismo, servizi, imprese, occupazione e attrattività della destinazione. Mettere in relazione portualità, istituzioni e sistema produttivo significa rafforzare la capacità dei territori costieri di competere.</p>
<p>Al confronto hanno contribuito anche il <strong>Capitano di Vascello Amedeo Nacarlo</strong>, intervenuto in rappresentanza del Direttore Marittimo del Nord Sardegna <strong>Gianluca D’Agostino</strong>, e l’<strong>Amministrazione comunale di Arzachena</strong>. Con la Capitaneria l’attenzione si è concentrata sulla tutela del mare, sulla prevenzione degli scarichi e sulla necessità di tradurre le regole in procedure e comportamenti quotidiani condivisi tra marina, operatori e diportisti; con il Comune, sul ruolo del porto turistico nella strategia economica e turistica del territorio e sulla collaborazione tra amministrazione, marina e imprese.</p>
<p>Formazione e cultura del mare sono state invece al centro dell’intervento di <strong>Corrado Fara, presidente della III Zona FIV Sardegna</strong>: «La Federazione Italiana Vela oggi porta con sé la responsabilità di contribuire anche alle tematiche sociali. La cultura marinaresca e quella ambientale sono tra le priorità delle azioni che stiamo portando avanti.»</p>
<p><strong>Energia e tecnologia: contano le soluzioni che funzionano</strong></p>
<p>Il secondo passaggio della giornata ha riguardato le infrastrutture della transizione.</p>
<p>Efficienza energetica, fonti rinnovabili, gestione dell’acqua e nuovi vettori sono stati affrontati partendo da un principio pragmatico: <strong>non esiste innovazione sostenibile se non se ne misurano costi, benefici e reale applicabilità</strong>.</p>
<p>Lo ha evidenziato <strong>Francesco Martellini, Consiglio Nazionale di Amici della Terra</strong>.<br />
«Non tutte le tecnologie sono sostenibili in ogni contesto, lo diventano quando producono un miglioramento misurabile con costi e impatti proporzionati. In un marina l’efficienza non riguarda soltanto l’energia, ma più in generale la gestione delle risorse e il rapporto con l’ecosistema costiero. I benefici ambientali possono coesistere con minori costi di gestione e servizi migliori e più accessibili.»</p>
<p>Sul tema sono intervenute anche <strong>Emma Sarti di Porto Cervo Marina / Smeralda Holding</strong>, con l’esperienza maturata nella gestione operativa del marina, e <strong>Laura Andaloro del CNR</strong>, che ha affrontato opportunità e limiti dei nuovi vettori energetici per portualità e nautica.</p>
<p>Ma la transizione passa sempre più anche dai dati.</p>
<p>AI, robotica, sensoristica, digitalizzazione dei servizi e monitoraggio ambientale possono trasformare il marina da semplice utilizzatore di informazioni a <strong>presidio capace di osservare, prevenire e decidere</strong>.</p>
<p>Il confronto ha coinvolto <strong>Gianfranco Bacchi, 122° Comandante dell’Amerigo Vespucci</strong>, <strong>Joyeeta Das, CEO e founder di Samudra Oceans</strong>, <strong>Fabio Legni, CEO di Poseidon Software</strong>, e <strong>Jan Pachner, presidente di One Ocean Foundation</strong>.</p>
<p>Tecnologie diverse, ma una stessa direzione: conoscere meglio ciò che accade nel marina e nell’ambiente che lo circonda per gestire risorse, infrastrutture e rischi in modo più efficace.</p>
<p><strong>Circular Yachting: progettare lo scarto prima che diventi scarto</strong></p>
<p>Un altro passaggio della giornata ha riguardato il Circular Yachting.</p>
<p>Il tema non è soltanto recuperare meglio ciò che arriva a fine vita. La vera sfida è intervenire prima: sui materiali utilizzati, sui prodotti impiegati nella manutenzione, sulla tracciabilità delle filiere e sulla progettazione stessa delle imbarcazioni.</p>
<p><strong>Maurizio Giani, Direttore Marketing di Herambiente</strong>, ha portato l’esperienza sviluppata nel recupero e nella valorizzazione dei materiali.</p>
<p>« L&#8217;economia circolare diventa davvero efficace quando riesce a coniugare innovazione industriale, collaborazione tra filiere e coinvolgimento delle persone. Per questo Herambiente sviluppa progetti che consentono di rigenerare scarti industriali e reintrodurli nei processi produttivi, come avviene grazie all&#8217;impianto FIB3R per la fibra di carbonio, offrendo soluzioni concrete anche al mondo della nautica. Parallelamente, attraverso SCART raccontiamo il valore del recupero con il linguaggio universale dell&#8217;arte, trasformando lo scarto in uno strumento di sensibilizzazione. Solo unendo tecnologia, cultura e responsabilità condivisa possiamo accelerare la transizione verso un modello di sviluppo realmente sostenibile.»</p>
<p>Per <strong>Mario Mariani, CEO e founder di The Net Value</strong>, il punto è trasformare l’innovazione in sperimentazione concreta, mettendo in relazione startup, imprese, ricerca e territorio. Un modello già applicato in altri ambiti della circular economy e che può essere esteso anche alla nautica.<br />
«La circular economy funziona quando si passa dall’idea alla sperimentazione. Con BIOS stiamo mettendo insieme startup, imprese, ricerca e territorio per testare soluzioni su casi d’uso reali e accompagnarle verso il mercato. È un modello che può essere trasferito anche alla nautica: i marina possono diventare luoghi di sperimentazione concreta per nuove soluzioni circolari applicate alla Blue Economy.»</p>
<p>Un principio che vale anche nelle attività più quotidiane.</p>
<p><strong>Stefania Riboldi di Nuncas Marine</strong>, ha richiamato l’attenzione sull’impatto prodotto dalle migliaia di operazioni di pulizia e manutenzione che ogni giorno avvengono sulle imbarcazioni.<br />
«La sostenibilità si costruisce anche attraverso gesti apparentemente piccoli, ma ripetuti migliaia di volte. Ridurre l’impatto dei prodotti utilizzati nella manutenzione significa intervenire direttamente sulla relazione tra imbarcazione e ambiente marino. I marina possono accelerare molto questa evoluzione.»</p>
<p>A completare il confronto, <strong>Vox Maris/BioDesign Foundation</strong>, con il progetto dedicato alla raccolta e rigenerazione delle reti a fine vita, e <strong>Cantiere del Pardo/Grand Soleil</strong>, con il tema dei nuovi materiali, della progettazione per la riciclabilità e del fine vita delle imbarcazioni.</p>
<p>Il risultato è una lettura più ampia della circular economy applicata alla nautica: <strong>non gestire meglio lo scarto, ma provare a ripensare il processo che lo genera</strong>.</p>
<p><strong>Dai KPI alla conoscenza del settore</strong></p>
<p>La tappa di Porto Cervo ha evidenziato anche un’evoluzione naturale dei Blue Marina Awards®.</p>
<p><strong>Nato per valutare i marina attraverso KPI, evidenze oggettive e verifiche, Blue Marina Awards sta evolvendo da sistema di rating a osservatorio permanente della portualità turistica italiana.</strong></p>
<p>«Un marchio di riconoscimento fotografa un risultato. Il passaggio successivo è capire come evolve il settore», ha concluso <strong>Walter Vassallo, fondatore dei Blue Marina Awards®</strong>. «Misurare significa poter confrontare, individuare le esperienze che funzionano e trasformarle in conoscenza utile. Porto Cervo ha dimostrato che mettere insieme marina, istituzioni, ricerca e imprese non serve semplicemente a raccontare la transizione: serve ad accelerarla.»</p>
<p>Il percorso dei Blue Marina Awards proseguirà ora verso <strong>Roma</strong>, dove il <strong>21 ottobre, presso il Palazzo dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati</strong>, si terrà l’appuntamento conclusivo della quinta edizione e saranno conferiti i marchi di eccellenza della portualità turistica 2026.</p>
<p>L'articolo <a href="https://portlogisticpress.it/porto-cervo-il-marina-diventa-piattaforma-dalla-sostenibilita-ai-risultati-concreti/">Porto Cervo, il marina diventa piattaforma: dalla sostenibilità ai risultati concreti</a> proviene da <a href="https://portlogisticpress.it">Port Logistic Press</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://portlogisticpress.it/porto-cervo-il-marina-diventa-piattaforma-dalla-sostenibilita-ai-risultati-concreti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fincantieri in gara alla Barcolana con la propria barca Doers on Bosrd</title>
		<link>https://portlogisticpress.it/fincantieri-in-gara-alla-barcolana-con-la-propria-barca-doers-on-bosrd/</link>
					<comments>https://portlogisticpress.it/fincantieri-in-gara-alla-barcolana-con-la-propria-barca-doers-on-bosrd/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 16:51:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport&Sponsor]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://portlogisticpress.it/?p=148686</guid>

					<description><![CDATA[<p>Trieste &#8211; Fincantieri partecipa per il secondo anno consecutivo alla cinquantottesima edizione di Barcolana  con la propria barca VOR60 con il nome DOERS ON BOARD e un equipaggio composto interamente da dipendenti del Gruppo. La partecipazione, che prevede la presenza nelle tre competizioni Barcolana, Trofeo Bernetti e Barcolana Maxi, rinnova la presenza di Fincantieri alla storica regata di Trieste e porta in mare una squadra rappresentativa delle diverse realtà del Gruppo. L’equipaggio riunisce infatti colleghe e colleghi provenienti da differenti aree di Fincantieri, chiamati a condividere un’esperienza nella quale preparazione, coordinamento, capacità decisionale e lavoro di squadra sono fondamentali per affrontare la competizione e raggiungere un obiettivo comune. Una squadra che porta in mare lo stesso spirito che caratterizza Fincantieri: competenze diverse, responsabilità condivise e determinazione nel perseguire un risultato. La vela offre un contesto particolarmente concreto per sperimentare dinamiche come ascolto, fiducia reciproca, leadership, capacità di prendere decisioni e gestione degli imprevisti. In mare, come nella costruzione di una nave, il risultato dipende dalla capacità di coordinarsi, distribuire responsabilità e reagire alle condizioni che cambiano. È in questo parallelismo che la partecipazione alla Barcolana assume un significato che va oltre la dimensione sportiva, mettendo in evidenza valori che appartengono alla cultura di Fincantieri, come spirito di squadra, determinazione e capacità di adattarsi al cambiamento. La partecipazione a Barcolana si inserisce nel più ampio progetto DOERS ON BOARD, l’iniziativa di Fincantieri che utilizza la vela come strumento di formazione, team building e sviluppo della leadership. Il progetto offre alle persone l’opportunità di mettersi alla prova, affrontare diverse sfide e vivere un’esperienza di squadra. Nel corso del 2026 oltre 500 dipendenti provenienti da cantieri, direzioni e società del Gruppo, saliranno a bordo di DOERS ON BOARD attraverso un programma di formazione itinerante lungo la costa italiana, portando l’esperienza nei diversi siti Fincantieri. Ad oggi sono oltre 340 le persone che hanno già preso parte alle attività di team building e sviluppo della leadership: un percorso che favorisce l’incontro tra persone con ruoli, competenze ed esperienze differenti, rafforzando le relazioni e il senso di appartenenza al Gruppo. “La partecipazione a Barcolana 58 rappresenta per Fincantieri un’occasione per portare in mare, ancora una volta, l’identità e il valore delle proprie persone. Un equipaggio composto da colleghe e colleghi provenienti da diverse realtà del Gruppo interpreta lo spirito di una squadra chiamata a condividere responsabilità, competenze e obiettivi” ha dichiarato Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri. “La vela richiede preparazione, capacità di adattamento e fiducia nel lavoro degli altri: principi che ritroviamo ogni giorno nella nostra industria. Sono gli stessi valori che ci consentono di custodire una lunga tradizione industriale e, al tempo stesso, di guardare con determinazione e ambizione al futuro” La dimensione sportiva della partecipazione alle principali regate del calendario velico si affianca così a quella formativa, all’interno di un unico percorso fondato su lavoro di squadra, preparazione, responsabilità e orientamento al risultato. DOERS ON BOARD è stato inoltre premiato nella categoria “Leadership” ai Best HR Team 2026 organizzata da HRC Community, a riconoscimento del valore del progetto nell’ambito dei percorsi di sviluppo delle persone e della leadership promossi da Fincantieri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://portlogisticpress.it/fincantieri-in-gara-alla-barcolana-con-la-propria-barca-doers-on-bosrd/">Fincantieri in gara alla Barcolana con la propria barca Doers on Bosrd</a> proviene da <a href="https://portlogisticpress.it">Port Logistic Press</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="TestoFoB">Trieste &#8211; Fincantieri partecipa per il secondo anno consecutivo alla cinquantottesima edizione di <strong>Barcolana </strong> con la propria barca VOR60 con il nome <strong>DOERS ON BOARD</strong> e un equipaggio composto interamente da dipendenti del Gruppo.</h3>
<p class="TestoFoB">La partecipazione, che prevede la presenza nelle tre competizioni <strong>Barcolana, Trofeo Bernetti e Barcolana Maxi</strong>, rinnova la presenza di Fincantieri alla storica regata di Trieste e porta in mare una squadra rappresentativa delle diverse realtà del Gruppo.</p>
<p class="TestoFoB">L’equipaggio riunisce infatti colleghe e colleghi provenienti da differenti aree di Fincantieri, chiamati a condividere un’esperienza nella quale preparazione, coordinamento, capacità decisionale e lavoro di squadra sono fondamentali per affrontare la competizione e raggiungere un obiettivo comune. Una squadra che porta in mare lo stesso spirito che caratterizza Fincantieri: competenze diverse, responsabilità condivise e determinazione nel perseguire un risultato.</p>
<p class="TestoFoB">La vela offre un contesto particolarmente concreto per sperimentare dinamiche come ascolto, fiducia reciproca, leadership, capacità di prendere decisioni e gestione degli imprevisti. In mare, come nella costruzione di una nave, il risultato dipende dalla capacità di coordinarsi, distribuire responsabilità e reagire alle condizioni che cambiano. È in questo parallelismo che la partecipazione alla Barcolana assume un significato che va oltre la dimensione sportiva, mettendo in evidenza valori che appartengono alla cultura di Fincantieri, come spirito di squadra, determinazione e capacità di adattarsi al cambiamento.</p>
<p class="TestoFoB">La partecipazione a Barcolana si inserisce nel più ampio progetto <strong>DOERS ON BOARD</strong>, l’iniziativa di Fincantieri che utilizza la vela come strumento di formazione, team building e sviluppo della leadership. Il progetto offre alle persone l’opportunità di mettersi alla prova, affrontare diverse sfide e vivere un’esperienza di squadra.</p>
<p class="TestoFoB">Nel corso del 2026<strong> </strong>oltre 500 dipendenti provenienti da cantieri, direzioni e società del Gruppo, saliranno a bordo di DOERS ON BOARD attraverso un programma di formazione itinerante lungo la costa italiana, portando l’esperienza nei diversi siti Fincantieri. Ad oggi sono oltre 340 le persone che hanno già preso parte alle attività di team building e sviluppo della leadership: un percorso che favorisce l’incontro tra persone con ruoli, competenze ed esperienze differenti, rafforzando le relazioni e il senso di appartenenza al Gruppo.</p>
<p class="TestoFoB"><i>“La partecipazione a Barcolana 58 rappresenta per Fincantieri un’occasione per portare in mare, ancora una volta, l’identità e il valore delle proprie persone. Un equipaggio composto da colleghe e colleghi provenienti da diverse realtà del Gruppo interpreta lo spirito di una squadra chiamata a condividere responsabilità, competenze e obiettivi” </i>ha dichiarato <strong>Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri</strong>.<i> “La vela richiede preparazione, capacità di adattamento e fiducia nel lavoro degli altri: principi che ritroviamo ogni giorno nella nostra industria. Sono gli stessi valori che ci consentono di custodire una lunga tradizione industriale e, al tempo stesso, di guardare con determinazione e ambizione al futuro”</i></p>
<p class="TestoFoB">La dimensione sportiva della partecipazione alle principali regate del calendario velico si affianca così a quella formativa, all’interno di un unico percorso fondato su lavoro di squadra, preparazione, responsabilità e orientamento al risultato.</p>
<p class="TestoFoB">DOERS ON BOARD è stato inoltre premiato nella categoria “Leadership” ai Best HR Team 2026 organizzata da HRC Community, a riconoscimento del valore del progetto nell’ambito dei percorsi di sviluppo delle persone e della leadership promossi da Fincantieri.</p>
<p class="TestoFoB">
<p>L'articolo <a href="https://portlogisticpress.it/fincantieri-in-gara-alla-barcolana-con-la-propria-barca-doers-on-bosrd/">Fincantieri in gara alla Barcolana con la propria barca Doers on Bosrd</a> proviene da <a href="https://portlogisticpress.it">Port Logistic Press</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://portlogisticpress.it/fincantieri-in-gara-alla-barcolana-con-la-propria-barca-doers-on-bosrd/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Weekend tra Spezia e Lunigiana: Vele d’epoca nel Golfo e Feste della Castagna</title>
		<link>https://portlogisticpress.it/weekend-tra-spezia-e-lunigiana-vele-depoca-nel-golfo-e-feste-della-castagna/</link>
					<comments>https://portlogisticpress.it/weekend-tra-spezia-e-lunigiana-vele-depoca-nel-golfo-e-feste-della-castagna/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 14:26:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://portlogisticpress.it/?p=148681</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal 9 all’11 ottobre quattro appuntamenti tra cultura marinara, tradizioni e sapori d’autunno LA SPEZIA – Un fine settimana tra mare e borghi, con le imbarcazioni storiche protagoniste nel Golfo della Spezia e la castagna al centro delle iniziative in Lunigiana. Da oggi, venerdì 9 a domenica 11 ottobre, il territorio propone quattro appuntamenti per scoprire il patrimonio marittimo e le tradizioni dell’entroterra: le Vele d’Epoca in Passeggiata Morin, il Trofeo del Marinaio a Porto Mirabello, “La castagna racconta” a Licciana Nardi e la castagnata di Tresana. Alla Spezia le “signore del mare”, tra regate e parata Per il sesto anno consecutivo, la città ospita “Cent’anni di storia della navigazione a vela”, raduno di imbarcazioni d’epoca, classiche e tradizionali in programma dal 9 all’11 ottobre. Il punto di riferimento è il Porticciolo Assonautica “A. De Benedetti”, lungo Passeggiata Morin, mentre le regate si disputano nelle acque del Golfo. La manifestazione è organizzata dalla Lega Navale Italiana della Spezia, dalla Sezione velica della Marina Militare, da Assonautica Provinciale e dall’Associazione Italiana Vele d’Epoca. Sabato 10 ottobre è prevista la seconda regata, con partenza alle ore 12.25. Domenica 11, alle ore 11, le barche sfileranno davanti al Molo Italia per la parata dedicata al Trofeo “Eleganza Assonautica”, prima della regata conclusiva. Anche il pubblico sarà invitato a esprimere la propria preferenza per l’imbarcazione più bella. La premiazione è fissata domenica alle ore 17 allo chalet del Circolo Ufficiali della Marina Militare. Per ammirare le imbarcazioni all’ormeggio, le fasce indicate sono dalle 8 alle 10 e dalle 17 alle 20. Informazioni presso la segreteria regate: Arianna Merani, telefono 351 8406370, e-mail laspezia@leganavale.it. A Porto Mirabello il Trofeo del Marinaio Nello stesso weekend marittimo trova spazio il terzo Trofeo del Marinaio, organizzato dall’Associazione Vela Tradizionale e dedicato alle imbarcazioni storiche a vela latina. Sabato 10 e domenica 11 ottobre sono attese circa quindici barche provenienti da Liguria, Toscana, Lazio e Sardegna, con ormeggio a Porto Mirabello. Gozzi e lance offriranno l’occasione di conoscere una tradizione nautica fatta di scafi, vele e competenze tramandate nel tempo. Le veleggiate sono previste tra le ore 12 e le 16, con possibilità di seguirle da Molo Italia e Passeggiata Morin; le imbarcazioni potranno essere ammirate alla banchina dell’associazione dalle 8 alle 10 e dalle 17 alle 20. Il Trofeo si inserisce nel fine settimana dedicato alle vele storiche, affiancando il raduno delle Vele d’Epoca. A Licciana Nardi “La castagna racconta” Spostandosi in Lunigiana, sabato 10 e domenica 11 ottobre Licciana Nardi ospita “La castagna racconta”, manifestazione che unisce gastronomia, folclore e memoria del territorio. L’iniziativa tornerà anche nel fine settimana del 17 e 18 ottobre. Al centro dell’appuntamento c’è un prodotto che appartiene alla storia delle comunità lunigianesi: la castagna, proposta come filo conduttore di un percorso tra sapori autunnali e tradizioni locali. Una possibilità per affiancare alla visita del borgo la scoperta del suo patrimonio rurale. Domenica a Tresana una castagnata con la Protezione Civile Domenica 11 ottobre, a Tresana, la Protezione Civile SER FIR CB “Il Castello” animerà il parco con una castagnata prevista a pranzo e nel pomeriggio. L’appuntamento rientra nelle iniziative autunnali dedicate ai prodotti tipici e alla valorizzazione delle tradizioni locali. La festa si collega anche al tema dello sviluppo della filiera della castagna: il sindaco Matteo Mastrini ha richiamato la necessità di trasformare questa risorsa in un’opportunità di crescita per il territorio. Una giornata che affianca quindi convivialità, volontariato e attenzione all’economia dei borghi</p>
<p>L'articolo <a href="https://portlogisticpress.it/weekend-tra-spezia-e-lunigiana-vele-depoca-nel-golfo-e-feste-della-castagna/">Weekend tra Spezia e Lunigiana: Vele d’epoca nel Golfo e Feste della Castagna</a> proviene da <a href="https://portlogisticpress.it">Port Logistic Press</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 id="dal-9-all11-ottobre-quattro-appuntamenti-tra-cultu" class="font-semibold leading-tight text-pretty mb-2 mt-4 [[data-has-inline-images]_&amp;]:clear-end text-base first:mt-0">Dal 9 all’11 ottobre quattro appuntamenti tra cultura marinara, tradizioni e sapori d’autunno</h3>
<p class="my-2 [&amp;+p]:mt-4 [&amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;_strong:has(+br)]:align-top">LA SPEZIA – Un fine settimana tra mare e borghi, con le imbarcazioni storiche protagoniste nel Golfo della Spezia e la castagna al centro delle iniziative in Lunigiana.<br />
Da oggi, venerdì 9 a domenica 11 ottobre, il territorio propone quattro appuntamenti per scoprire il patrimonio marittimo e le tradizioni dell’entroterra: le <strong>Vele d’Epoca</strong> in Passeggiata Morin, il Trofeo del Marinaio a Porto Mirabello, “La castagna racconta” a Licciana Nardi e la castagnata di Tresana.</p>
<h3 id="alla-spezia-le-signore-del-mare-tra-regate-e-parat" class="font-semibold leading-tight text-pretty mb-2 mt-4 [[data-has-inline-images]_&amp;]:clear-end text-lg first:mt-0 md:text-lg [hr+&amp;]:mt-4">Alla Spezia le “signore del mare”, tra regate e parata</h3>
<p class="my-2 [&amp;+p]:mt-4 [&amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;_strong:has(+br)]:align-top">Per il sesto anno consecutivo, la città ospita “Cent’anni di storia della navigazione a vela”, raduno di imbarcazioni d’epoca, classiche e tradizionali in programma dal 9 all’11 ottobre.<br />
Il punto di riferimento è il Porticciolo Assonautica “A. De Benedetti”, lungo Passeggiata Morin, mentre le regate si disputano nelle acque del Golfo.<br />
La manifestazione è organizzata dalla Lega Navale Italiana della Spezia, dalla Sezione velica della Marina Militare, da Assonautica Provinciale e dall’Associazione Italiana Vele d’Epoca.</p>
<p class="my-2 [&amp;+p]:mt-4 [&amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;_strong:has(+br)]:align-top">Sabato 10 ottobre è prevista la seconda regata, con partenza alle ore 12.25. Domenica 11, alle ore 11, le barche sfileranno davanti al Molo Italia per la parata dedicata al Trofeo “Eleganza Assonautica”, prima della regata conclusiva.<br />
Anche il pubblico sarà invitato a esprimere la propria preferenza per l’imbarcazione più bella.<br />
La premiazione è fissata domenica alle ore 17 allo chalet del Circolo Ufficiali della Marina Militare.</p>
<p class="my-2 [&amp;+p]:mt-4 [&amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;_strong:has(+br)]:align-top">Per ammirare le imbarcazioni all’ormeggio, le fasce indicate sono dalle 8 alle 10 e dalle 17 alle 20. Informazioni presso la segreteria regate: Arianna Merani, telefono 351 8406370, e-mail laspezia@leganavale.it.</p>
<h3 id="a-porto-mirabello-il-trofeo-del-marinaio" class="font-semibold leading-tight text-pretty mb-2 mt-4 [[data-has-inline-images]_&amp;]:clear-end text-lg first:mt-0 md:text-lg [hr+&amp;]:mt-4">A Porto Mirabello il Trofeo del Marinaio</h3>
<p class="my-2 [&amp;+p]:mt-4 [&amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;_strong:has(+br)]:align-top">Nello stesso weekend marittimo trova spazio il terzo Trofeo del Marinaio, organizzato dall’Associazione Vela Tradizionale e dedicato alle imbarcazioni storiche a vela latina. Sabato 10 e domenica 11 ottobre sono attese circa quindici barche provenienti da Liguria, Toscana, Lazio e Sardegna, con ormeggio a Porto Mirabello.</p>
<p class="my-2 [&amp;+p]:mt-4 [&amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;_strong:has(+br)]:align-top">Gozzi e lance offriranno l’occasione di conoscere una tradizione nautica fatta di scafi, vele e competenze tramandate nel tempo.<br />
Le veleggiate sono previste tra le ore 12 e le 16, con possibilità di seguirle da Molo Italia e Passeggiata Morin; le imbarcazioni potranno essere ammirate alla banchina dell’associazione dalle 8 alle 10 e dalle 17 alle 20.<br />
Il Trofeo si inserisce nel fine settimana dedicato alle vele storiche, affiancando il raduno delle Vele d’Epoca.</p>
<h3 id="a-licciana-nardi-la-castagna-racconta" class="font-semibold leading-tight text-pretty mb-2 mt-4 [[data-has-inline-images]_&amp;]:clear-end text-lg first:mt-0 md:text-lg [hr+&amp;]:mt-4">A Licciana Nardi “La castagna racconta”</h3>
<p class="my-2 [&amp;+p]:mt-4 [&amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;_strong:has(+br)]:align-top">Spostandosi in Lunigiana, sabato 10 e domenica 11 ottobre Licciana Nardi ospita “La castagna racconta”, manifestazione che unisce gastronomia, folclore e memoria del territorio.<br />
L’iniziativa tornerà anche nel fine settimana del 17 e 18 ottobre.</p>
<p class="my-2 [&amp;+p]:mt-4 [&amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;_strong:has(+br)]:align-top">Al centro dell’appuntamento c’è un prodotto che appartiene alla storia delle comunità lunigianesi: la castagna, proposta come filo conduttore di un percorso tra sapori autunnali e tradizioni locali.<br />
Una possibilità per affiancare alla visita del borgo la scoperta del suo patrimonio rurale.</p>
<h3 id="domenica-a-tresana-una-castagnata-con-la-protezion" class="font-semibold leading-tight text-pretty mb-2 mt-4 [[data-has-inline-images]_&amp;]:clear-end text-lg first:mt-0 md:text-lg [hr+&amp;]:mt-4">Domenica a Tresana una castagnata con la Protezione Civile</h3>
<p class="my-2 [&amp;+p]:mt-4 [&amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;_strong:has(+br)]:align-top">Domenica 11 ottobre, a Tresana, la Protezione Civile SER FIR CB “Il Castello” animerà il parco con una castagnata prevista a pranzo e nel pomeriggio.<br />
L’appuntamento rientra nelle iniziative autunnali dedicate ai prodotti tipici e alla valorizzazione delle tradizioni locali.</p>
<p class="my-2 [&amp;+p]:mt-4 [&amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;_strong:has(+br)]:align-top">La festa si collega anche al tema dello sviluppo della filiera della castagna: il sindaco Matteo Mastrini ha richiamato la necessità di trasformare questa risorsa in un’opportunità di crescita per il territorio.<br />
Una giornata che affianca quindi convivialità, volontariato e attenzione all’economia dei borghi</p>
<p>L'articolo <a href="https://portlogisticpress.it/weekend-tra-spezia-e-lunigiana-vele-depoca-nel-golfo-e-feste-della-castagna/">Weekend tra Spezia e Lunigiana: Vele d’epoca nel Golfo e Feste della Castagna</a> proviene da <a href="https://portlogisticpress.it">Port Logistic Press</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://portlogisticpress.it/weekend-tra-spezia-e-lunigiana-vele-depoca-nel-golfo-e-feste-della-castagna/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ServPort: &#8220;Sì alla riforma dei porti, ma nessuna scorciatoia sulle regole&#8221;</title>
		<link>https://portlogisticpress.it/servport-si-alla-riforma-dei-porti-ma-nessuna-scorciatoia-sulle-regole/</link>
					<comments>https://portlogisticpress.it/servport-si-alla-riforma-dei-porti-ma-nessuna-scorciatoia-sulle-regole/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 11:52:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Porti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://portlogisticpress.it/?p=148612</guid>

					<description><![CDATA[<p>Roma &#8211; ServPort sostiene con convinzione il percorso di riforma della portualità italiana e riconosce il significativo lavoro che il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi sta portando avanti per arrivare a una revisione organica della governance portuale, attesa da anni e necessaria per rendere il sistema italiano più moderno, efficiente e competitivo. Una riforma di questa portata rappresenta un&#8217;occasione importante per rafforzare il ruolo dei porti italiani nel Mediterraneo e nei grandi traffici internazionali, accelerare gli investimenti e costruire una strategia nazionale capace di valorizzare le specificità dei singoli scali. «Crediamo nella riforma e riconosciamo al viceministro Rixi il grande impegno che sta dedicando alla modernizzazione della portualità italiana – dichiara Fabrizio Conni (nella foto), Presidente di ServPort –. Proprio perché vogliamo una riforma forte e destinata a durare, riteniamo indispensabile che ogni proposta emendativa sia valutata anche sotto il profilo della certezza del diritto. Efficienza e semplificazione sono obiettivi fondamentali, ma devono procedere insieme a concorrenza, trasparenza e legalità». Un sistema associativo che cresce insieme alle imprese La posizione di ServPort nasce dall&#8217;esperienza concreta delle imprese che quotidianamente garantiscono servizi essenziali all&#8217;operatività degli scali. Aziende che investono risorse proprie in mezzi, tecnologie, digitalizzazione, sicurezza, tutela ambientale e formazione professionale, assumendosi il rischio imprenditoriale e contribuendo alla qualità e all&#8217;efficienza complessiva del sistema portuale. È anche per queste ragioni che ServPort sta registrando una forte e crescente adesione al proprio sistema associativo da parte di aziende operanti nei servizi tecnici nei porti italiani. Un&#8217;adesione che testimonia l&#8217;esigenza di una rappresentanza moderna, capace di tutelare gli operatori ma anche di dialogare responsabilmente con Governo, Parlamento, Autorità di Sistema Portuale e Autorità Marittime. «La crescita di ServPort ci assegna una responsabilità precisa – sottolinea Conni –. Rappresentiamo imprese che investono nei porti, acquistano mezzi, introducono tecnologie, formano lavoratori e sostengono ogni giorno costi importanti per garantire sicurezza, continuità operativa e tutela dell&#8217;ambiente. Non chiediamo protezioni per queste aziende e non chiediamo scorciatoie. Chiediamo che possano competere sulla base della qualità, della professionalità e degli investimenti effettuati, con regole certe e uguali per tutti». Battellaggio: un servizio che incide sulla competitività dei porti In questo contesto ServPort richiama l&#8217;attenzione sul ruolo del battellaggio, che non può essere considerato un&#8217;attività marginale nell&#8217;organizzazione di uno scalo. Il servizio assicura collegamenti operativi tra terra e nave per persone, equipaggi, tecnici, ispettori, materiali e provviste e contribuisce alla continuità delle attività marittime e portuali. La sua efficienza incide sui tempi operativi delle navi, sull&#8217;esecuzione dei controlli tecnici, sanitari e ispettivi e, più in generale, sull&#8217;efficienza della catena portuale. In un mercato nel quale gli scali competono anche sulla rapidità, affidabilità e qualità dei servizi offerti alle navi, l&#8217;efficienza dei servizi tecnici è quindi un elemento della competitività del porto e, più complessivamente, del sistema logistico nazionale. Per questo sicurezza e concorrenza non devono essere considerate obiettivi contrapposti. È possibile garantire elevati standard di sicurezza attraverso requisiti tecnici rigorosi, qualificazione professionale, certificazioni, controlli e obblighi di servizio, mantenendo contemporaneamente condizioni trasparenti e non discriminatorie di accesso al mercato. Emendamento 28.015: il punto non è chi svolge il servizio, ma come viene affidato È in questo quadro che ServPort esprime una ferma preoccupazione sull&#8217;emendamento 28.015, relativo all&#8217;organizzazione dei servizi di battellaggio e ormeggio. ServPort non contesta la possibilità che il legislatore ricerchi modelli organizzativi più efficienti. Ritiene però imprescindibile verificare se l&#8217;unificazione dei due servizi in un unico prestatore possa tradursi, nella sua concreta applicazione, nell&#8217;attribuzione del servizio di battellaggio al soggetto già incaricato dell&#8217;ormeggio senza una procedura trasparente e competitiva aperta agli operatori qualificati. «Il punto non è stabilire per legge chi debba vincere. Il punto è stabilire regole attraverso le quali tutti coloro che possiedono i requisiti possano competere – afferma Conni –. Se si ritiene che in un determinato porto, per ragioni oggettive di sicurezza, efficienza o continuità operativa, debba esserci un unico prestatore, quella scelta deve essere motivata, proporzionata e soprattutto accompagnata da una procedura trasparente. Non comprendiamo perché un&#8217;impresa che ha investito per anni nel battellaggio debba essere esclusa dalla possibilità di concorrere all&#8217;affidamento del servizio». ServPort ritiene infatti che l&#8217;interesse generale possa e debba essere tutelato attraverso concorrenza regolata, requisiti tecnici elevati e rigorosi controlli pubblici. La sicurezza della navigazione, la protezione dell&#8217;ambiente marino, la tutela dei lavoratori e la continuità del servizio sono obiettivi imprescindibili. Ma eventuali limitazioni dell&#8217;accesso al mercato devono essere giustificate da esigenze oggettive e risultare proporzionate rispetto all&#8217;obiettivo perseguito. «Non chiediamo affidamenti diretti. Chiediamo trasparenza assoluta» La posizione dell&#8217;associazione è quindi netta. ServPort non chiede affidamenti diretti per le proprie imprese associate e non ritiene accettabile che affidamenti diretti o corsie preferenziali possano essere riconosciuti ad altri operatori. «Le nostre aziende sono pronte a partecipare alle procedure competitive e a dimostrare sul campo la qualità dei propri mezzi, del personale, degli investimenti e dell&#8217;organizzazione – prosegue Conni –. Non chiediamo affidamenti diretti. Chiediamo esattamente il contrario: trasparenza assoluta. Quando un servizio deve essere affidato, devono trovare applicazione i principi dell&#8217;evidenza pubblica, della libera concorrenza, della parità di trattamento, della non discriminazione, della proporzionalità e della trasparenza, in coerenza con l&#8217;ordinamento nazionale ed europeo». Per ServPort questo rappresenta anche un principio di tutela degli investimenti. Un&#8217;impresa deve poter programmare investimenti in nuovi mezzi, innovazione tecnologica, sostenibilità e formazione sapendo che il mercato nel quale opera non potrà essere improvvisamente sottratto alla concorrenza attraverso l&#8217;attribuzione del servizio a un altro soggetto senza confronto competitivo. Una riforma forte deve prevenire i contenziosi, non crearli C&#8217;è infine un ulteriore elemento che ServPort invita Governo e Parlamento a considerare. Una riforma portuale deve aumentare la certezza delle regole e creare condizioni favorevoli agli investimenti. Una disposizione suscettibile di generare contestazioni sulla compatibilità con il diritto nazionale ed europeo rischierebbe invece di produrre l&#8217;effetto opposto: contenziosi, incertezza regolatoria e possibili ripercussioni sulla continuità dei servizi. ServPort auspica pertanto che l&#8217;emendamento 28.015 venga sottoposto a un&#8217;attenta verifica giuridica prima della conclusione dell&#8217;iter parlamentare. «La nostra non è e non vuole essere una posizione contro la riforma. È esattamente il contrario –</p>
<p>L'articolo <a href="https://portlogisticpress.it/servport-si-alla-riforma-dei-porti-ma-nessuna-scorciatoia-sulle-regole/">ServPort: &#8220;Sì alla riforma dei porti, ma nessuna scorciatoia sulle regole&#8221;</a> proviene da <a href="https://portlogisticpress.it">Port Logistic Press</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Roma &#8211; ServPort sostiene con convinzione il percorso di riforma della portualità italiana e riconosce il significativo lavoro che il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi sta portando avanti per arrivare a una revisione organica della governance portuale, attesa da anni e necessaria per rendere il sistema italiano più moderno, efficiente e competitivo.</h3>
<p>Una riforma di questa portata rappresenta un&#8217;occasione importante per rafforzare il ruolo dei porti italiani nel Mediterraneo e nei grandi traffici internazionali, accelerare gli investimenti e costruire una strategia nazionale capace di valorizzare le specificità dei singoli scali.</p>
<p>«Crediamo nella riforma e riconosciamo al viceministro Rixi il grande impegno che sta dedicando alla modernizzazione della portualità italiana – <strong>dichiara Fabrizio Conni (nella foto), Presidente di ServPort</strong> –. Proprio perché vogliamo una riforma forte e destinata a durare, riteniamo indispensabile che ogni proposta emendativa sia valutata anche sotto il profilo della certezza del diritto. Efficienza e semplificazione sono obiettivi fondamentali, ma devono procedere insieme a concorrenza, trasparenza e legalità».</p>
<p><strong>Un sistema associativo che cresce insieme alle imprese</strong></p>
<p>La posizione di ServPort nasce dall&#8217;esperienza concreta delle imprese che quotidianamente garantiscono servizi essenziali all&#8217;operatività degli scali.</p>
<p>Aziende che investono risorse proprie in mezzi, tecnologie, digitalizzazione, sicurezza, tutela ambientale e formazione professionale, assumendosi il rischio imprenditoriale e contribuendo alla qualità e all&#8217;efficienza complessiva del sistema portuale.</p>
<p>È anche per queste ragioni che ServPort sta registrando una forte e crescente adesione al proprio sistema associativo da parte di aziende operanti nei servizi tecnici nei porti italiani.</p>
<p>Un&#8217;adesione che testimonia l&#8217;esigenza di una rappresentanza moderna, capace di tutelare gli operatori ma anche di dialogare responsabilmente con Governo, Parlamento, Autorità di Sistema Portuale e Autorità Marittime.</p>
<p>«La crescita di ServPort ci assegna una responsabilità precisa – sottolinea Conni –. Rappresentiamo imprese che investono nei porti, acquistano mezzi, introducono tecnologie, formano lavoratori e sostengono ogni giorno costi importanti per garantire sicurezza, continuità operativa e tutela dell&#8217;ambiente. Non chiediamo protezioni per queste aziende e non chiediamo scorciatoie. Chiediamo che possano competere sulla base della qualità, della professionalità e degli investimenti effettuati, con regole certe e uguali per tutti».</p>
<p><strong>Battellaggio: un servizio che incide sulla competitività dei porti</strong></p>
<p>In questo contesto ServPort richiama l&#8217;attenzione sul ruolo del battellaggio, che non può essere considerato un&#8217;attività marginale nell&#8217;organizzazione di uno scalo.</p>
<p>Il servizio assicura collegamenti operativi tra terra e nave per persone, equipaggi, tecnici, ispettori, materiali e provviste e contribuisce alla continuità delle attività marittime e portuali.</p>
<p>La sua efficienza incide sui tempi operativi delle navi, sull&#8217;esecuzione dei controlli tecnici, sanitari e ispettivi e, più in generale, sull&#8217;efficienza della catena portuale.</p>
<p>In un mercato nel quale gli scali competono anche sulla rapidità, affidabilità e qualità dei servizi offerti alle navi, l&#8217;efficienza dei servizi tecnici è quindi un elemento della competitività del porto e, più complessivamente, del sistema logistico nazionale.</p>
<p>Per questo sicurezza e concorrenza non devono essere considerate obiettivi contrapposti.</p>
<p>È possibile garantire elevati standard di sicurezza attraverso requisiti tecnici rigorosi, qualificazione professionale, certificazioni, controlli e obblighi di servizio, mantenendo contemporaneamente condizioni trasparenti e non discriminatorie di accesso al mercato.</p>
<p><strong>Emendamento 28.015: il punto non è chi svolge il servizio, ma come viene affidato</strong></p>
<p>È in questo quadro che ServPort esprime una ferma preoccupazione sull&#8217;emendamento 28.015, relativo all&#8217;organizzazione dei servizi di battellaggio e ormeggio.</p>
<p>ServPort non contesta la possibilità che il legislatore ricerchi modelli organizzativi più efficienti. Ritiene però imprescindibile verificare se l&#8217;unificazione dei due servizi in un unico prestatore possa tradursi, nella sua concreta applicazione, nell&#8217;attribuzione del servizio di battellaggio al soggetto già incaricato dell&#8217;ormeggio senza una procedura trasparente e competitiva aperta agli operatori qualificati.</p>
<p>«Il punto non è stabilire per legge chi debba vincere. Il punto è stabilire regole attraverso le quali tutti coloro che possiedono i requisiti possano competere – afferma Conni –. Se si ritiene che in un determinato porto, per ragioni oggettive di sicurezza, efficienza o continuità operativa, debba esserci un unico prestatore, quella scelta deve essere motivata, proporzionata e soprattutto accompagnata da una procedura trasparente. Non comprendiamo perché un&#8217;impresa che ha investito per anni nel battellaggio debba essere esclusa dalla possibilità di concorrere all&#8217;affidamento del servizio».</p>
<p>ServPort ritiene infatti che l&#8217;interesse generale possa e debba essere tutelato attraverso concorrenza regolata, requisiti tecnici elevati e rigorosi controlli pubblici.</p>
<p>La sicurezza della navigazione, la protezione dell&#8217;ambiente marino, la tutela dei lavoratori e la continuità del servizio sono obiettivi imprescindibili. Ma eventuali limitazioni dell&#8217;accesso al mercato devono essere giustificate da esigenze oggettive e risultare proporzionate rispetto all&#8217;obiettivo perseguito.</p>
<p>«Non chiediamo affidamenti diretti. Chiediamo trasparenza assoluta»</p>
<p>La posizione dell&#8217;associazione è quindi netta.</p>
<p>ServPort non chiede affidamenti diretti per le proprie imprese associate e non ritiene accettabile che affidamenti diretti o corsie preferenziali possano essere riconosciuti ad altri operatori.</p>
<p>«Le nostre aziende sono pronte a partecipare alle procedure competitive e a dimostrare sul campo la qualità dei propri mezzi, del personale, degli investimenti e dell&#8217;organizzazione – <strong>prosegue Conni –</strong>. Non chiediamo affidamenti diretti. Chiediamo esattamente il contrario: trasparenza assoluta. Quando un servizio deve essere affidato, devono trovare applicazione i principi dell&#8217;evidenza pubblica, della libera concorrenza, della parità di trattamento, della non discriminazione, della proporzionalità e della trasparenza, in coerenza con l&#8217;ordinamento nazionale ed europeo».</p>
<p>Per ServPort questo rappresenta anche un principio di tutela degli investimenti.</p>
<p>Un&#8217;impresa deve poter programmare investimenti in nuovi mezzi, innovazione tecnologica, sostenibilità e formazione sapendo che il mercato nel quale opera non potrà essere improvvisamente sottratto alla concorrenza attraverso l&#8217;attribuzione del servizio a un altro soggetto senza confronto competitivo.</p>
<p>Una riforma forte deve prevenire i contenziosi, non crearli</p>
<p>C&#8217;è infine un ulteriore elemento che ServPort invita Governo e Parlamento a considerare.</p>
<p>Una riforma portuale deve aumentare la certezza delle regole e creare condizioni favorevoli agli investimenti. Una disposizione suscettibile di generare contestazioni sulla compatibilità con il diritto nazionale ed europeo rischierebbe invece di produrre l&#8217;effetto opposto: contenziosi, incertezza regolatoria e possibili ripercussioni sulla continuità dei servizi.</p>
<p>ServPort auspica pertanto che l&#8217;emendamento 28.015 venga sottoposto a un&#8217;attenta verifica giuridica prima della conclusione dell&#8217;iter parlamentare.</p>
<p>«La nostra non è e non vuole essere una posizione contro la riforma. È esattamente il contrario – <strong>precisa Conni </strong>–. Vogliamo contribuire a proteggere il grande lavoro che il viceministro Rixi sta portando avanti evitando che singole disposizioni possano diventare domani terreno di contenzioso. Una buona riforma deve dare certezza agli operatori e attrarre investimenti, non generare nuovi conflitti».</p>
<p><strong>«</strong><strong>Pronti a difendere questi principi anche in Europa»</strong></p>
<p>ServPort intende continuare il confronto istituzionale con spirito costruttivo, ma considera legalità, concorrenza e trasparenza principi non negoziabili.</p>
<p>Qualora il testo definitivo dovesse introdurre meccanismi di affidamento ritenuti incompatibili con il diritto dell&#8217;Unione europea e lesivi dei diritti degli operatori, l&#8217;associazione è pronta a utilizzare gli strumenti previsti dall&#8217;ordinamento per tutelare le imprese rappresentate, compresa, ove ne ricorrano i presupposti, l&#8217;interlocuzione con la Commissione europea.</p>
<p>«Preferiamo il dialogo al contenzioso e vogliamo lavorare con le istituzioni per trovare una soluzione equilibrata – conclude Fabrizio Conni –. Ma abbiamo anche il dovere di tutelare le tante imprese che stanno scegliendo ServPort come propria casa associativa. Se necessario difenderemo i loro diritti in tutte le sedi competenti, nazionali ed europee. La concorrenza non è un ostacolo alla sicurezza: quando è accompagnata da regole rigorose, professionalità e controlli, è uno stimolo all&#8217;innovazione, agli investimenti e alla qualità dei servizi».</p>
<p>ServPort sostiene la riforma dei porti. Ma modernizzare significa aprire alla qualità, all&#8217;innovazione e alla competizione, non creare nuove rendite di posizione.</p>
<p>Nessuna scorciatoia: nei porti italiani le regole devono essere uguali per tutti.</p>
<p>*******************************</p>
<p data-path-to-node="7"><b data-path-to-node="7" data-index-in-node="117">ServPort </b>è una nuova realtà associativa si affaccia sullo scenario marittimo italiano. È stata ufficialmente costituita a Roma come organizzazione nazionale destinata a rappresentare le imprese operanti nei servizi tecnici marittimi e portuali, nonché nelle attività specialistiche a supporto della navigazione, della sicurezza e dell’operatività degli scali italiani.</p>
<p data-path-to-node="7"><b data-path-to-node="8" data-index-in-node="38">ServPort</b> si propone come il principale organismo di coordinamento e rappresentanza per un comparto che costituisce un presidio fondamentale sia per il funzionamento quotidiano degli scali, sia per la competitività di tutta la filiera logistica italiana. L’associazione unisce infatti le realtà imprenditoriali impegnate nei servizi tecnici e di supporto come il battellaggio, le attività antinquinamento e antincendio, l’assistenza operativa alle navi e tutti i servizi specialistici che garantiscono, giorno dopo giorno, la continuità operativa e la sicurezza della navigazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://portlogisticpress.it/servport-si-alla-riforma-dei-porti-ma-nessuna-scorciatoia-sulle-regole/">ServPort: &#8220;Sì alla riforma dei porti, ma nessuna scorciatoia sulle regole&#8221;</a> proviene da <a href="https://portlogisticpress.it">Port Logistic Press</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://portlogisticpress.it/servport-si-alla-riforma-dei-porti-ma-nessuna-scorciatoia-sulle-regole/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: portlogisticpress.it @ 2026-10-10 01:07:05 by W3 Total Cache
-->