MARINA DI MASSA – Resta malinconicamente inclinata su un fianco e adagiata sul basso fondale in attesa di essere messa in sicurezza e di essere completamente delimitata dalle barriere protettive la Guang Rong, oltre cento metri di lunghezza con un carico di detriti di cave, incagliata il 28 gennaio sul fondale sabbioso di Marina di Massa.
La priorità ora è di tenere in sicurezza l’ambiente evitando sversamenti in mare delle 102 tonnellate di gasolio che si trovano nei serbatoi della nave. La preoccupazione c’è anche se al momento non risultano tracce di rilasci di gasolio in mare. La nave, oltre cento metri di lunghezza, trasporta detriti di cave.
L’Agenzia ARPAT ha effettuato i campionamenti ed è stato confermato allo stato non ci sono segnalazioni di rilasci significativi di sostanze inquinanti. Nel sopralluogo del 30 gennaio sono stati individuati quattro punti intorno alla nave e ulteriori due punti più vicini alla riva, su cui sono stati effettuati i campionamenti chimici e biologici finalizzati ad implementare il Piano di monitoraggio che sarà eseguito durante i lavori di messa in sicurezza della nave.
Sull’area interessata sono stati effettuati campionamenti finalizzati a conoscere anche lo stato biologico delle acque, in particolare fitoplancton, sedimenti e granulometria, al fine di monitorare l’evoluzione delle matrici ambientali durante le fasi di rimozione del relitto e valutare lo stato di salute dell’ecosistema marino.
“ARPAT verificherà insieme agli altri enti coinvolti le eventuali contaminazioni – ha commentato il Direttore generale ARPAT, Pietro Rubellini – ma anche eventuali impatti sull’ecosistema marino in una logica di protezione dell’ambiente funzionali a garantire la tutela della salute umana”.
“Trasformeremo in positivo questo evento calamitoso impegnandoci fin da subito in una rapida costruzione del pontile, così identitario per la città di Massa. La Regione sarà vicino al Comune e alla Prefettura nello sviluppo dei lavori perché il ripristino dei luoghi è un’esigenza fondamentale per il futuro”. Sono state queste le parole del presidente Eugenio Giani di ritorno da Massa dove ieri ha svolto un lungo sopralluogo insieme all’assessora all’ambiente Monia Monni, al prefetto, ARPAT e tutti i soggetti coinvolti.
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