LE GRAZIE – Un ritorno al passato, al tempo in cui il territorio dove sorge la villa Romana del Varignano era possedimento agricolo dell’abbazia dell’isola del Tino.
Un’esperienza di cultura e di arte svoltasi sabato nel sito archeologico delle Grazie, organizzata dagli Amici dell’isola del Tino per celebrare i rapporti tra l’isola e questa parte del Golfo.
Dopo i saluti di Riccardo Balzarotti in rappresentanza dell’Amministrazione, l’archeologa Marcella Mancusi, direttrice dell’area e del Museo, visitati in questa occasione sotto la sua guida, ha raccontato dei rapporti esistenti tra l’isola del Tino e il fundus del Varignano, facendo rivivere atti notarili e carte demaniali.
Elisabetta Cesari, presidente degli Amici dell’isola del Tino, ha fatto un bilancio entusiasmante dell’ultimo anno dell’Associazione e rilanciato nuovi progetti in corso e in costruzione, alcuni dei quali portati avanti da giovani iscritti. La presidente ha comunicato ai soci presenti un’importante novità: la richiesta, ricevuta dall’Associazione, di divenire sede provinciale operativa di Marevivo, un’occasione importante per tutto il territorio della Spezia.
L’evento è stato arricchito dalle potenti musiche di Francesco Carpena e dall’emozionante mostra fotografica di Paolo Zavanella, “Io, il mio corpo”, nella quale l’autore, attraverso scatti di grande intensità, esplora i cambiamenti che si generano nel corpo umano.
Una visita al Cantiere della Memoria con la mostra dedicata a Nave Vespucci ha concluso l’offerta culturale





