LA SPEZIA – Proponiamo le brevi ma intense e convinte considerazioni di Alessandro Laghezza, Presidente dell’Associazione Spedizionieri del Porto della Spezia, sul dovere di un territorio industrialmente forte come il nostro, che rassicura sulla possibilità di uno sviluppo a medio-lungo termine capace di coniugare crescita economica, turismo e sostenibilità ambientale, di lavorare in questa direzione.
di Alessandro Laghezza
La caratteristica principale della nostra bella città è la mancanza di spazio. Costretta fra il mare e le colline di un golfo meraviglioso, La Spezia (o Spezia come la chiamiamo noi), occupa una superficie risicata e condivisa con le numerose installazioni militari ed industriali.
Questa piccola città con meno di centomila abitanti produce tuttavia gli yacht più belli del mondo, navi e prodotti ad altissima tecnologia, ospita alcune delle marine più belle d’Europa e un porto che è il secondo hub gateway container italiano.
Quali sono le ragioni di questo successo spezzino? Io credo la capacità di questa città di reinventarsi conservando però orgogliosamente il proprio DNA industriale e tecnologico, quello che negli anni ‘20 dello scorso secolo ne aveva fatto uno dei maggiori centri produttivi europei dell’industria militare, meccanica e navalmeccanica.
In un’Italia che perde fette importanti di produzione (basta pensare al settore dell’ automotive o a quello del bianco), vivere in un territorio industrialmente forte rassicura sulla possibilità di uno sviluppo a medio-lungo termine capace di coniugare crescita economica, turismo e sostenibilità ambientale.
Lavorare in questa direzione è un preciso dovere della classe dirigente di questa città.





