Cisl: “La nautica non cresce cancellando i container. Serve equilibrio, non traslochi impossibili”

LA SPEZIA – Sviluppo del porto: Francesco Tartarini (FIT CISL) replica a Perotti (Sanlorenzo): “La nautica non si cresce cancellando il lavoro dei container. Serve equilibrio, non traslochi impossibili”.

“Lo sviluppo del Porto della Spezia non può essere un gioco a somma zero, dove per far crescere un settore si deve smantellare l’altro. Le recenti dichiarazioni del Cav. Massimo Perotti, Presidente di Sanlorenzo, ci lasciano profondamente perplessi e richiedono una doverosa precisazione a tutela di migliaia di famiglie spezzine”.

Così esordisce Francesco Tartarini, Segretario Provinciale della FIT CISL, intervenendo nel dibattito sul futuro delle aree portuali sollevato dal patron della nautica di lusso.

“Affermare che lo spazio per la nautica vada recuperato spostando i container verso altri scali liguri come Savona o Imperia è una visione semplicistica che non tiene conto della realtà industriale e sociale del nostro territorio. Il Porto della Spezia è un ecosistema complesso dove la logistica dei container e la nautica devono coesistere, non escludersi a vicenda”.

Il Segretario della FIT CISL entra poi nel merito dei numeri e delle prospettive:

“Non possiamo dimenticare che terminalisti come LSCT e Tarros hanno in essere concessioni pluridecennali, con scadenze fissate al 2055 e 2065. Questi atti non sono semplici pezzi di carta, ma le fondamenta di piani di investimento che superano i 400 milioni di euro. Parliamo di infrastrutture moderne, automazione e, soprattutto, di un incremento occupazionale significativo che la nostra provincia non può permettersi di perdere o ‘traslocare’ altrove”.

Tartarini sottolinea con forza il valore del lavoro nel settore logistico:

“Il comparto dei container garantisce alla Spezia occupazione di qualità, con oltre il 90% di contratti a tempo indeterminato e l’applicazione rigorosa del Contratto Collettivo Nazionale dei Porti. È un settore che garantisce stabilità e diritti, un’eccellenza che va difesa e integrata nel tessuto cittadino, non allontanata”.

“Siamo i primi a sostenere che la nautica sia un fiore all’occhiello e che necessiti di spazi per consolidare il primato mondiale che ha raggiunto”, conclude Francesco Tartarini. “Tuttavia, queste aree vanno individuate attraverso il dialogo istituzionale e il recupero di zone realmente dismesse, come le porzioni della Base Navale già oggetto di confronto, rispettando rigorosamente il Piano Regolatore Portuale. Chiediamo rispetto per chi, ogni giorno, lavora in banchina e per le imprese che hanno scelto di legare il proprio futuro economico alla nostra città. Lo sviluppo deve essere armonico: la nautica cresca pure, ma senza affondare il lavoro dei portuali”.

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