Londra – “Sullo shipping Londra guarda con interesse a Roma, molto più che in passato”.
A dirlo è Umberto Masucci il presidente dei Propeller Clubs che ha guidato una delegazione di 55 associati nel Regno Unito per fare il punto sui rapporti marittimi tra i due Paesi in una fase di forte tensione.
“Le criticità sono le stesse – assicura Alessandro Panaro di Srm – dalla transizione energetica al cold ironing, fino al bunkeraggio di gas naturale liquefatto. A cambiare sono gli approcci: la loro governance è privata, quella italiana quasi esclusivamente pubblica”.
Diversi modelli, ma analogo impatto sull’economia: “Tra il 2 e il 3% del Pil”.
Sull’asse tra Roma e Londra nello shipping l’approfondimento a firma di Daniele Izzo su Il Secolo XIX di oggi, pagine nazionali, oppure su Blueconomy.com




