Roma – I titolari dei maggiori cantieri navali dediti al restyling delle signore del mare sono stati chiamati dall’Aive (Associazione Italiana Vele d’Epoca), presieduta da Gigi Rolandi, al Circolo Ufficiali della Marina Militare di Roma, per rispondere a un quesito che mette in ansia armatori e appassionati di questi mondi.
Il quesito è: tra 20 anni chi si prenderà cura del restauro delle nostre barche?
La risposta di tutti i relatori, nella tavola rotonda moderata dal perito navale Emiliano Patenti portatore di illuminanti esperienze su quel che accade all’estero, è stata sottesa dal bisogno ovvio: disporre di mani sapienti e della necessità presupposta della loro formazione (senza costi eccessivi per i cantieri…).
Sul piano delle notizie si è imposta l’idea di fare sistema rispetto alla domanda da porre alle politica per dare forma ad un’offerta formativa dedicata tesaurizzando le esperienze maturate in ordine sparso nel Paese.
In questo contesto – veicolato da Michele Frova comandante di Ojala’ parte attiva dell’idea sposata dal Cantiere Pezzini – è stato presentato il progetto dell’Accademia di Carpenteria Navale Pietro Baglietto (vedi https://accademiabaglietto.it) teso a dar vita a Viareggio ad un polo scuola-cantiere dove studiare e restaurare barche.
Da Alessio Donno, direttore Gruppo Valdettaro, è emersa la validità del percorso didattico del Cisita (la scuola di Confindustria La Spezia) vedi https://www.cisita.it) che si sviluppa con le lezioni teoriche nei laboratori nell’Arsenale della Marina Militare alla Spezia e poi con gli stage aziendali. Un’esperienza, con la quale ha interagito il Cantiere della Memoria, sullo sfondo dell’esposizione interattiva degli attrezzi dei maestri d’ascia dedicata a Quinto Remo, Barbara, Palinuro (impreziosite dai mezzi scafi realizzati dagli allievi) e ai restauri, effettuati dai ragazzi stessi: del gozzo del Nautico ‘Nazario Sauro’ (costruito sessanta anni fa dal maestro d’ascia delle Grazie Aldo Carassale), della lancetta Memory e dello scafo decano del Palio del Golfo Nella (costruito nel 1933 da Aristide Guano).
La restituzione delle storie (anche attraverso video che le hanno ripercorse dal varo ai giorni nostri) è stata accompagnata dalle assunzioni centrate degli allievi in varie realtà nautiche del golfo spezzino; tre, recentemente assunti al Cantiere Valdettaro, sono stati festeggiati lo scorso ottobre, in fregio alle barche d’epoca nel porto antico delle Grazie – col plauso del consigliere provinciale delegato alla formazione Jacopo Ruggia insieme alla rappresentanza di allievi del Cisita venuti dal mare, ospiti del Caritas, che hanno dato lunga vita a Nella.



