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Assoporti al Ministro: saremo leali dicendo quello che non va e proponendo quello che bisognerebbe fare

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Roma – L’innovazione declinata come transizione energetica, digitale e sostenibilità è stata al centro dell’assemblea  di Assoporti, l’Associazione dei porti italiani così come proposta nella relazione del presidente Rodolfo Giampieri.

E sviluppata nel corso di due  tavole tavole, la prima sulla sostenibilità: economico, sociale e ambientale, la  seconda sull’instabilità geopolitica. il tutto con riferimento al ruolo strategico dei “porti che non si fermano”, presente il ministro delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, che ha poi concluso i lavori di fronte ai presidenti delle Autorità di Sistema Portuale e tutti i rappresentanti del cluster portuale-marittimo, alle istituzioni, agli studiosi e agli esperti di economia marittima.

I porti non si fermano perché la filiera portuale e logistica si è dimostrata resiliente ed ha affrontato gli imprevisti – ha spiegato Rodolfo Giampieri – adattandosi velocemente ai cambiamenti generati dagli eventi che hanno stravolto gli scenari conosciuti fino a quel momento. Quanto alla guerra russo-ucraina la tavola rotonda dedicata alla geopolitica ha contribuito a dare una lettura di quelli che potrebbero essere i prossimi sviluppi. Ed è emersa la prospettiva difficile di arrivare a sminare le acque antistanti i porti ucraini, sbloccando soprattutto il porto di Odessa, ripartire con i traffici di cereali e del grano diretti soprattutto ai Paesi dell’Africa che rischiano la carestia.

Quanto all’innovazione essa si impone a tutti e in particolar modo ai porti nazionali che hanno una grande implicazione nell’economia. Ma attenti, bisogna pensare all’innovazione non solo riferita alle tecnologie ma all’innovazione che affronti insieme i problemi ambientali, energetici, geopolitici e di sostenibilità nelle tre declinazioni.  Ad un video è stato assegnato il compito di illustrare la sintesi di tutti i progetti, gli investimenti e gli obiettivi di ciascuna Authority.

L’analisi è tornata sul contesto dello scenario globale per sottolineare che le sfide della competizione sono gravate dai costosi noli marittimi, dall’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, che hanno prodotto un’inflazione più elevata di ogni previsione, e dalle tensioni politiche  con effetti di instabilità diffusa. La stessa delocalizzazione delle attività ha creato problemi nell’approvvigionamento di materie prime creando il fenomeno di accorciamento della catena logistica (near-shoring e re-shoring)..

Nel processo di transizione ecologica e di transizione digitale Assoporti si pone nel ruolo di coordinatore delle azioni prendendo atto che “la giornata ha dimostrato grande coesione nel mondo delle Autorità di Sistema, una coesione leale nei confronti del nostro governo e del nostro ministro al quale continueremo ad offrire una collaborazione leale e come ci piace dire sottolineando solo quello che non va, ma proponendo anche quello che bisognerebbe fare”.

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