Genova – Ha fato scalpore il sequestro (preventivo) di beni per un valore di circa 64,3 milioni di euro nei confronti della Compagnia Italiana di Navigazione (Cin), ex Tirrenia, ora parte del gruppo Moby.
Eseguito dalla Guardia Costiera e dallaa Guardia di Finanza di Genova, il sequestro è stato richiesto dalla Procura della Repubblica di Genova e disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari nell’ambito di un’indagine per frode in pubbliche forniture. L’accusa riguarda il contratto tra Cin e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per garantire la continuità territoriale sulla linea Genova-Porto Torres, per cui la compagnia riceve fondi pubblici.
Secondo gli inquirenti, Cin avrebbe utilizzato navi non conformi alle normative ambientali internazionali. Si sospetta che componenti dei motori principali e dei generatori diesel siano stati manomessi, alterati o sostituiti con pezzi non originali. Queste presunte frodi sarebbero state nascoste da false attestazioni sui registri e contraffazione di sigilli di autenticazione, permettendo alla compagnia di mantenere attive le certificazioni necessarie ed evitare lo stop alla navigazione. Le indagini hanno rivelato diverse irregolarità, falsi e violazioni di clausole contrattuali con il Ministero.
Oltre dieci persone sarebbero indagate per frode e falso. Le navi coinvolte, essendo impiegate in servizi di continuità territoriale e nel frattempo riportate a condizioni regolari, continueranno a operare ma Cin non potrà disporne commercialmente.
Dal canto suo Cin ha espresso stupore per il provvedimento, sottolineando la massima trasparenza e collaborazione mostrata durante l’indagine durata oltre un anno. La compagnia ha dichiarato di aver sostenuto costi ingenti per adeguarsi alle richieste della Procura sulla conformità delle navi, pur non condividendole, e fatica a comprendere le ragioni delle misure cautelari.





