Confetra: le disposizioni sui bonus per le lavoratrici madri e sui contratti a termine

Roma – Confetra segnala due disposizioni in materia di lavoro e previdenza previste dalla legge di conversione del decreto Economia.

Bonus per le lavoratrici madri (art. 6) – E’ stata confermata la disposizione che ha posticipato al 2026 l’attuazione della decontribuzione parziale a favore delle lavoratrici madri con due figli, prevista dalla legge di Bilancio 2025 (legge n. 207/2024) ma ad oggi non ancora operativa. In sostituzione è stato introdotto per quest’anno un bonus richiedibile direttamente all’INPS dalle lavoratrici interessate. Si rammenta che potranno richiedere tale trattamento integrativo le lavoratrici dipendenti e quelle autonome con due figli (fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo), nonché quelle con almeno tre figli (fino al diciottesimo anno di età del più piccolo) ma in questo caso solo se a tempo determinato (restano esclusi i rapporti a tempo indeterminato in quanto per gli stessi è già operativo il vecchio esonero contributivo introdotto dalla legge di Bilancio 2024 (legge n. 213/2023). In ogni caso le lavoratrici in questioni devono avere un reddito di lavoro imponibile non superiore a 40 mila euro su base annua. Il bonus, pari a 40 euro mensili ed esente da contribuzione previdenziale e prelievo fiscale, sarà maturato mensilmente ma corrisposto interamente nel mese di dicembre fino ad un massimo di 480 euro.

Contratti a termine (art. 14, comma 6bis) – E’ stata prorogata al 31 dicembre 2026 (in precedenza 31 dicembre 2025) la possibilità di stipulare contratti a termine di durata superiore a 12 mesi, in assenza di disposizioni previste dalla contrattazione collettiva, per esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva individuate dalle parti. Al riguardo si rammenta che, in base al CCNL logistica, trasporto e spedizione, a fronte del mantenimento delle causali per la stipula di contratti a termine, la durata massima degli stessi è stata innalzata a 36 mesi, rispetto ai 24 mesi previsti per legge.

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