MARINA DI CARRARA – Giornalista e scrittrice, Cristina Lorenzi, autrice di ‘Il porto: una finestra sul mondo per Marina di Carrara’ (Carte Amaranto edizioni), presenterà il libro nella sede dell’Autorità Portuale di Marina di Carrara.
L’appuntamento è per domani sabato 9 novembre alle ore 17,30, quando la scrittrice avrà modo di raccontare la sua opera, con la quale torna a testimoniare la sua passione per il mondo del mare, in un colloquio aperto con il giornalista Enzo Millepiedi.
Che già sul libro aveva avuto una prima occasione di osservare e scrivere di quest’opera che “doveva essere la cronaca sull’iter di un progetto. In realtà si è trasformata nella ricostruzione di un’intera comunità, particolare e unica”.
E che dunque “è spiegato in queste poche righe il senso di un’opera che non solo colma un vuoto, recupera una memoria, ma onora la storia che non è mai e solo quella limitata ai grandi o epocali eventi, la storia di una comunità e di un porto chiamato sempre più a un rapporto sostenibile con i territori. Un dialogo e una interdipendenza imprescindibile, come la stessa Cristina Lorenzi dimostra quando ricostruisce la genesi del suo lavoro di ricerca quando confessa appunto che quella che avrebbe dovuto essere la cronaca sull’iter di un progetto si è trasformata nella ricostruzione della vita di una intera comunità. Raccontando il porto, che non è da considerarsi un’entità a sé, è stato più che naturale l’andare fuori tema e addentrarsi nel fascino del dialetto, delle usanze, dei costumi, dei mestieri. Solo in questo modo, allargando l’orizzonte, si sarebbe potuto chiudere il cerchio. E così è stato.
“Abbiamo sentito il dovere di dare a Marina il giusto riconoscimento – dice ancora Cristina Lorenzi quando spiega l’obiettivo della sua fatica – dai tempi di Antonio Bernieri, dagli anni ’80, le vicende del litorale non erano più state raccontate secondo una documentazione storica e di ricerca organizzata. Così attingendo in parte dagli studi già fatti, integrandoli con altre nuove analisi, abbiamo cercato di colmare il vuoto degli ultimi 40 anni con documenti e cronache di giornali, ma soprattutto con le dirette testimonianze dei protagonisti che hanno fatto la storia recente del porto. Abbiamo ricostruito progetti, vertenze, intoppi, battaglie e procedure che hanno accompagnato cadute e ascese del nostro scalo”.
E ancora: “Siamo partiti dai primi tentativi, a metà Settecento, degli Estensi di realizzare quell’affaccio sul mare che trovò concretezza con la prima pietra soltanto nel 1922. Abbiamo attraversato rivoluzioni, restaurazioni, guerre, dittature e rivolgimenti politici: tutti quegli eventi dell’Europa non ancora unita, che ebbero echi e conseguenze dirette anche sulla nostra piccola città e sui suoi commerci internazionali”.
Ed ecco la conferma quando, sempre Cristina, non sfugge alla logica di una interdipendenza profonda, articolata, intensa. E’ così che “dalla storia travagliata del porto è nata la storia di un’intera collettività ad esso legata a doppio filo: quella dei marinelli che, con le loro lotte, battaglie e lotte sindacali, hanno costruito Marina. Dal primo pontile di metà Ottocento, voluto da William Walton, il lungimirante inglese che rivoluzionò la vita industriale e quindi l’assetto sociale dell’intera città, che fu portata dritta dritta nel futuro”.
Altroché fuori tema risulta insomma l’addentrarsi nel fascino del dialetto, delle usanze, dei costumi, dei mestieri, della nascita del piccolo borgo che ha consentito alla Città dei marmi di avere la sua grande finestra sul mare. E a tal punto che “ci siamo appassionati sugli usi dei primi marinai, dei primi pescatori, dei primi portuali e speriamo che, dalle pagine di questo libro, quella passione e quelle emozioni arrivino al lettore che avrà adesso un tassello in più per conoscere la storia di un’importante infrastruttura e della comunità che l’ha voluta e che le ha gravitato intorno”.
Ed ecco che la genesi si è via via popolata entrando nella ricerca di oltre un anno impiegato per recupere antiche memorie, documenti, ascoltato presidenti, amministratori, portuali, armatori, spedizionieri, terminalisti, scaricatori, piloti, ormeggiatori e ambientalisti.
Un anno servito per leggere e riportare racconti di chi ha amato Marina e ha voluto fermare nero su bianco vicende e aneddoti con pubblicazioni che si sono replicate nel tempo. Un cammino a ritroso che ha ha fatto scoprire “l’origine di luoghi che fanno parte della nostra identità” fino ad arrivare alla storia recente per la quale “ci siamo affidati, nella ricostruzione, al resoconto diretto di chi ha avviato progetti, firmato piani e attuato disegni, alle narrazioni di chi in banchina ci ha trascorso la vita. Siamo caduti nella rete e scoperto sul web dettagli inediti e importanti”.
************************
Maria Cristina Lorenzi, nata e vissuta a Carrara si è laureata in Lettere classiche a Pisa. Giornalista professionista, lavora da oltre trent’anni al quotidiano La Nazione da dove segue la cronaca di Carrara e dove ha imparato a conciliare la passione per codici antichi e lingue che si credono morte con l’attualità di tutti i giorni, dalla politica alla cronaca nera, all’economia, alla cultura.
‘Il porto di Marina di Carrara. Una finestra sul mondo” è la sua seconda pubblicazione. Segue a “Oltremare. Racconti di banchina”.
Nell’immagine sopra il titolo Cristina Lorenzi (Foto Letizia Delia)




